Legge sul fine vita in Toscana, Cittadinanzattiva: auspichiamo percorsi analoghi nelle altre regioni

Legge sul fine vita in Toscana, Cittadinanzattiva: auspichiamo percorsi analoghi nelle altre regioni (foto Associazione Luca Coscioni)

Il Consiglio della Regione Toscana – si apprende dall’Ansa – ha approvato a maggioranza la legge di iniziativa popolare sul fine vita, promossa dall’Associazione Luca Coscioni.

La Toscana è, dunque, la prima regione in Italia ad aver approvato una legge sul “suicidio medicalmente assistito“.

“Siamo grati alle Consigliere e ai Consiglieri della Regione Toscana per avere approvato la nostra legge Liberi Subito, che definisce tempi e procedure per l’aiuto medico alla morte volontaria. È una legge di civiltà, perché impedisce il ripetersi di casi – da ultimo quello di Gloria, proprio in Toscana – di persone che hanno dovuto attendere una risposta per mesi, o addirittura anni, in condizione di sofferenza insopportabile e irreversibile”, ha commentato Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni.

Legge sul fine vita in Toscana, Cittadinanzattiva: legge doverosa

“La fine della vita appartiene a ogni essere umano tanto quanto la vita, porta con sé i medesimi diritti alla dignità e alla autodeterminazione e in più aggiunge l’urgenza dell’ascolto delle volontà degli ultimi istanti”, ha dichiarato Francesca Moccia, vice segretaria generale di Cittadinanzattiva.

“Per questo pensiamo che si tratti di una legge doverosa – prosegue Moccia -, che recepisce le indicazioni della Corte Costituzionale stabilendo procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto delle sentenze 242/2019 e 135/2024. Auspichiamo che la legge approvata dalla Toscana vada avanti nel suo percorso, che non ci sia alcun ricorso da parte del governo – che avrebbe dovuto da tempo approvare una norma nazionale – e che faccia da apripista per analoghe disposizioni in altre regioni”.

Cittadinanzattiva ricorda, quindi, che le sentenze della Corte Costituzionale hanno indicato chiaramente i requisiti per accedere ai trattamenti per il suicidio assistito: “presenza di una malattia irreversibile, che questa patologia sia fonte di intollerabili sofferenze, che il paziente sia capace di prendere decisioni libere e consapevoli e infine che lo stesso sia dipendente da un trattamento di sostegno vitale”.

“È  una scelta di civiltà – continua Filippo La Marca, segretario regionale di Cittadinanzattiva Toscana – che fa onore alla nostra Regione e che dà una risposta concreta alle richieste dei cittadini che si trovano nelle condizioni di sofferenza e di impossibilità di fatto a continuare a vivere”.

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