MDC, con il IX Congresso nuova presidenza. Antonio Longo si racconta
Alla ricerca di nuove sfide nelle quali riversare passione e impegno. Con alle spalle una storia fatta di successi, di un lavoro costante in difesa dei consumatori, di qualche inevitabile delusione, e davanti nuovi progetti che guardano all’informazione, all’Europa, al Mediterraneo. Così si racconta a Help Consumatori Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino. Longo non ha rinnovato la sua candidatura alla presidenza dell’associazione. E dunque da domani MDC, a congresso per i suoi primi trent’anni, avrà un nuovo presidente.
Longo è anche direttore di questa agenzia di stampa e non nasconde che il suo lavoro in difesa dei consumatori è stato anche un impegno per l’informazione ai consumatori, a 360 gradi. Rivendica le battaglie vinte, l’attenzione nuova a tanti temi, dalla sicurezza alimentare ai minori, da internet all’epayment e al commercio elettronico. Sottolinea le difficoltà odierne per il consumerismo e per il consumatore italiano, che di fatto sta navigando a vista in un mondo di incertezze. Già immagina nuove sfide professionali per il futuro. Ci abbiamo parlato come si parla con una persona che si conosce da tempo.
Il tuo lavoro nel Movimento Difesa del Cittadino è stato lungo. Cosa ti lasciano questi anni di presidenza?
Tanti rapporti con persone splendide nelle associazioni dei consumatori, nelle istituzioni, nelle imprese e nel mondo consumeristico. Rapporti personali, battaglie fatte e vinte, qualche delusione per quelle non vinte come la battaglia sulla class action, potenzialità che si potevano sfruttare meglio e non si è potuto fare per ragioni economiche. Fra le battaglie vinte, ricordo ad esempio i rimborsi Parmalat e Cirio e gli accordi di conciliazione. Fra le delusioni, la mancanza di una legge davvero gestibile sulla class action e il caso rimasto finora in sospeso di Volkswagen, che come Movimento Difesa del Cittadino abbiamo contribuito a sollevare.
E cosa hai lasciato tu all’associazione?
Beh, questa domanda dovresti farla ai collaboratori, ai dirigenti, agli iscritti del Movimento. Di sicuro tanta passione, l’attenzione ai temi dell’informazione e alle nuove tecnologie, a internet, alla tutela dei minori, alla sicurezza alimentare. Senza contare l’aver dato vita a Help Consumatori come progetto informativo che ha imparato a camminare sulle proprie gambe ed è stato messo a disposizione di tutto il mondo delle associazioni dei consumatori.
Sono state diverse le campagne di successo condotte in questi trent’anni dal Movimento Difesa del Cittadino. Ce ne ricordi qualcuna?
Già trent’anni fa MDC può rivendicare la battaglia per l’autocertificazione, prevista da una legge del ’68 ma rilanciata negli anni Novanta attraverso l’azione di MDC e dell’allora ministro Bassanini nel 1996. C’è stata la battaglia per i mutui in Ecu. Fra le campagne più rilevanti della mia presidenza vorrei ricordare l’attenzione verso la sicurezza alimentare attraverso il rapporto “Italia a tavola” fatto con Legambiente, l’attenzione verso la tutela dei minori, e dei minori come consumatori attraverso “Baby Consumers”. Da qualche anno partecipiamo al progetto europeo per la tutela in Internet dei minori. In Europa la mia presenza è costante attraverso la partecipazione al Cese, il Comitato economico e sociale europeo. Abbiamo lanciato l’iniziativa Consumed per la tutela del consumatore nel Mediterraneo. Siamo l’unica fra le associazioni dei consumatori – oltre a noi che c’è il Beuc ma in rappresentanza europea – che partecipa a Finance Watch, centro di analisi e studio europeo a Bruxelles. Abbiamo lanciato battaglie per i pagamenti elettronici attraverso l’Italian E-Payment Coalition e col progetto E-Consumer nel quale c’è l’Osservatorio sul commercio elettronico.
Cosa ritieni invece di non essere riuscito a fare?
Dare più radicamento e struttura solida a livello territoriale. Potenziare la consulenza telefonica e via Internet.
Antonio, dove sta andando il consumerismo italiano?
Il consumerismo italiano si trova in una situazione di empasse. Negli ultimi anni c’è una staticità dovuta anche alla crisi della rappresentanza e dei corpi intermedi, dei partiti, dei sindacati. Anche se da tutte le indagini che vengono fatte emerge che, al contrario di partiti e sindacati, le associazioni dei consumatori hanno una certa credibilità e un indice di fiducia abbastanza alto. Negativa è invece la proliferazione della associazioni di consumatori.
Dove sta andando il consumatore italiano?
Il consumatore italiano sta navigando a vista e con molte nebbie. Dal punto di vista economico, bancario e finanziario è in crisi e titubante. E sconta assetti contraddittori in tema di salute e sicurezza alimentare. È un momento di stasi per il protagonismo del consumatore, c’è una maggiore esigenza di informazione e chiarezza. Non è insomma un bel momento.
E dove va ora Antonio Longo?
Continuo nel mio impegno europeo col Cese fino al 2020. Avrò un maggior impegno in Help Consumatori. E andrò alla ricerca di altre sfide alle quali appassionarmi. Mi piacerebbe ad esempio lavorare all’idea di una rete di consumatori europea in alternativa al Beuc.
@sabrybergamini

