Ok in Europa all’accordo per vietare i prodotti che causano deforestazione (fonte foto Pixabay)

Parlamento europeo e Consiglio hanno raggiunto un accordo per vietare che i prodotti che causano deforestazione vengano venduti nel mercato europeo. Le norme si applicheranno a cacao, caffè, soia, olio di palma, legno, carne bovina, gomma. La loro importazione sarà vietata se i prodotti vengono da terreni disboscati dopo il dicembre 2020, informa il Parlamento europeo in una nota.

I prodotti non devono venire da deforestazione

«Per combattere il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità, la nuova legge obbliga le aziende a garantire che una serie di prodotti venduti nell’UE non provengano da terreni deforestati in qualsiasi parte del mondo», dice il Parlamento.

La nuova legge vuole dunque garantire ai consumatori europei che i prodotti acquistati non contribuiscono alla distruzione e al degrado delle foreste, riducendo così il contributo della Ue al cambiamento climatico e alla perdita di biodiversità nel mondo.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) stima che tra il 1990 e il 2020 siano andati persi 420 milioni di ettari di foresta, un’area più grande dell’UE, a causa della deforestazione. Il consumo dell’UE rappresenta circa il 10% della deforestazione globale. L’olio di palma e la soia ne rappresentano oltre i due terzi.

Deforestation free, l’accordo in Europa

Questa mattina gli eurodeputati hanno raggiunto un accordo preliminare con i governi dell’UE sulla nuova legge su prodotti “deforestation-free”.

Questa, spiega ancora il Parlamento europeo, renderà obbligatorio per le aziende verificare ed emettere una cosiddetta dichiarazione di “due diligence” secondo cui le merci immesse sul mercato dell’UE non hanno portato alla deforestazione e al degrado forestale in qualsiasi parte del mondo dopo il 31 dicembre 2020. Nessun paese o prodotto sarà vietato in quanto tale ma le aziende non saranno autorizzate a vendere i loro prodotti nell’UE senza questo tipo di dichiarazione. Le aziende dovranno poi verificare il rispetto della legislazione nel paese di produzione, compreso il rispetto dei diritti umani e dei diritti delle popolazioni indigene.

Prodotti senza deforestazione, la lista

I prodotti coperti dalla nuova legislazione sono carne bovina, cacao, caffè, olio di palma, soia e legno, compresi i prodotti che contengono, sono stati nutriti con o sono stati realizzati utilizzando questi prodotti (come pelle, cioccolato e mobili), come nella proposta originaria della Commissione europea. Gli eurodeputati hanno ottenuto l’estensione delle norme a gomma, carbone, prodotti di carta stampata e una serie di derivati ​​dell’olio di palma. Il Parlamento ha inoltre ottenuto una definizione più ampia di degrado forestale.

«Non è stato facile, ma abbiamo raggiunto un risultato forte e ambizioso in vista della conferenza COP15 sulla biodiversità a Montreal – ha detto il relatore Christophe Hansen (PPE, LU) – Questo nuovo importante strumento proteggerà le foreste a livello globale e coprirà più materie prime e prodotti come gomma, carta stampata e carbone. Inoltre, abbiamo fatto in modo che i diritti delle popolazioni indigene, nostri primi alleati nella lotta alla deforestazione, siano efficacemente tutelati. Abbiamo inoltre ottenuto una definizione forte di degrado forestale che riguarderà un’ampia area forestale. Spero che questo regolamento innovativo dia slancio alla protezione delle foreste in tutto il mondo e ispiri altri paesi alla COP15».

 

 

Informazioni e controlli su prodotti e deforestazione

La Commissione europea dovrà valutare la necessità di obbligare gli istituti finanziari dell’Ue a fornire servizi finanziari ai propri clienti solo se ritengono che vi sia solo un rischio trascurabile che tali servizi non portino alla deforestazione. La Commissione valuterà poi se estendere l’applicazione delle nuove norme anche ad altri ecosistemi ad alto valore di biodiversità.

Le autorità della Ue avranno accesso alle informazioni fornite dalle società, come le coordinate di geolocalizzazione, e faranno controlli: potranno ad esempio ricorrere a strumenti di monitoraggio satellitare e analisi del DNA per verificare la provenienza dei prodotti.

La Commissione classificherà i paesi, o parte di essi, a rischio basso, standard o alto entro 18 mesi dall’entrata in vigore del regolamento. La percentuale di controlli sugli operatori sarà effettuata in base al livello di rischio del paese: 9% per il rischio alto, 3 % per rischio standard e 1% per rischio basso. Per i paesi ad alto rischio, gli Stati membri dovrebbero anche controllare il 9% dei volumi totali. Le sanzioni devono essere “proporzionate e dissuasive”. L’importo massimo dell’ammenda è fissato ad almeno il 4% del fatturato totale annuo nell’UE dell’operatore o del professionista inadempiente.

Serve ora l’approvazione formale dell’accordo da parte del Parlamento europeo e del Consiglio e la nuova legge entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE, anche se alcuni articoli entreranno in vigore 18 mesi dopo.

“Svolta importante nella lotta contro la deforestazione”

Questo importante accordo, dice la Commissione europea, arriva poco prima dell’inizio della Conferenza sulla Biodiversità (COP15), che dovrebbe definire gli obiettivi di protezione della natura per i decenni a venire.

«L’accordo politico odierno sulla legge dell’UE sulla deforestazione segna una svolta importante nella lotta globale contro la deforestazione – ha detto Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo – Mentre effettuiamo la transizione verde nell’Unione europea, vogliamo pure garantire che anche le nostre catene del valore diventino più sostenibili. La lotta alla deforestazione è un compito urgente per questa generazione e una grande eredità da lasciare per la prossima».


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Direttrice di Help Consumatori. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, società e ambiente, bambini e infanzia, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Hobby: narrativa contemporanea, cinema, passeggiate al mare.

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