Cop15, domani in Canada parte la Conferenza sulla biodiversità (fonte immagine: pexels-nestor-montagu)

Si apre domani a Montreal, in Canada, la conferenza Cop15 delle Nazioni Unite sulla biodiversità. In calendario dal 7 al 19 dicembre, la conferenza della Convenzione Onu sulla biodiversità (creata nel 1992) deve raggiungere un accordo sulla biodiversità che sostituisca quello precedente, risalente al 2010. La Conferenza si tiene in Canada ma sotto la presidenza della Cina che avrebbe dovuto ospitare la Cop – poi rimandata causa pandemia – nel 2020. Uno degli obiettivi principali sarà quello di rendere area protetta entro il 2030 il 30% del territorio mondiale e il 30% degli oceani.

Convenzione Onu sulla biodiversità

Al Vertice sulla Terra del 1992 a Rio de Janeiro, i leader mondiali hanno concordato una strategia globale di “sviluppo sostenibile“: soddisfare le nostre esigenze, garantendo nel contempo un mondo sano e vitale da lasciare alle generazioni future. A Rio è stata adottata la Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD), aperta alla firma il 5 Giugno 1992 ed entrata in vigore il 29 Dicembre 1993. La Convenzione è un trattato internazionale giuridicamente vincolante con tre principali obiettivi: conservazione della biodiversità, uso sostenibile della biodiversità, giusta ed equa ripartizione dei benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse genetiche (Fonte: Ispra).

L’obiettivo principale della Cop15 è quello di “impegnare i paesi dell’Onu a dichiarare area protetta almeno il 30% del territorio globale e il 30% degli oceani al 2030”, il cosiddetto target “30 by 30” (Fonte: Ansa). Non sarà un impegno facile perché i paesi sono divisi e, come evidenziano anche le Cop sul clima, ci sono sempre il passaggio dagli impegni alla realtà e le diverse impostazioni nazionali, nonché il problema delle risorse da mettere in campo.

“La COP15 mira a raggiungere un accordo storico per arrestare e invertire la perdita della natura, in linea con l’accordo sul clima di Parigi del 2015 – spiega l’Unep, il programma delle Nazioni Unite sull’ambiente – La conferenza di quest’anno adotterà un nuovo quadro globale per la biodiversità post 2020, il primo quadro di questo tipo dagli obiettivi di biodiversità di Aichi del 2010”.

 

 

WWF: ultima opportunità del decennio per la protezione della natura

I leader mondiali e i responsabili delle decisioni «avranno l’ultima opportunità del decennio per approvare un piano globale per la protezione e il ripristino della natura e cercare di rispettare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile posti dalle Nazioni Unite», dice il WWF in vista della Conferenza.

L’associazione ambientalista sarà presente a Montreal «per chiedere ai governi di adottare un accordo in stile “Parigi”, in grado di guidare un’azione immediata per arrestare e invertire la perdita di biodiversità e raggiungere un mondo nature-positive entro il 2030. Ciò significa avere più natura alla fine del decennio di quanta ne abbiamo adesso», spiega l’associazione.

“La biodiversità sta crollando a ritmi allarmanti”

«La biodiversità sta crollando a ritmi allarmanti. Abbiamo perso la metà dei coralli d’acqua calda del mondo e foreste delle dimensioni di circa un campo da calcio svaniscono ogni due secondi – ha detto Marco Lambertini, direttore generale WWF Internazionale Le popolazioni monitorate di fauna selvatica hanno subito in media un calo di due terzi a livello globale in meno di 50 anni. Il futuro della natura è sul filo del rasoio. Ma la natura è resiliente e con un forte accordo globale che guidi un’azione urgente può riprendersi».

Ci sono un milione di specie minacciate di estinzione e la natura diminuisce a un tasso senza precedenti, ricorda il WWF. Secondo un sondaggio dell’associazione, la quantità di persone allarmate dalla rapida perdita di natura nei principali hotspot globali di biodiversità è salita a quasi il 60%, con un aumento del 10% dal 2018. Per oltre 8 intervistati su dieci, la perdita di natura e il cambiamento climatico sono tra le questioni politiche più importanti da affrontare.

«Il fallimento alla COP15 non è un’opzione contemplabile: ci esporrebbe a un rischio maggiore di pandemie, aggraverebbe il cambiamento climatico rendendo impossibile limitare il riscaldamento globale a 1,5°C e arresterebbe la crescita economica, lasciando le persone più povere ancora più vulnerabili all’insicurezza alimentare e idrica – spiega Lambertini – Per affrontare la crisi della natura, i governi devono concordare un obiettivo nature-positive che unisca tutti nel proteggere la natura rimasta sul pianeta, ripristinando il più possibile e trasformando i nostri settori produttivi affinché lavorino con la natura, non contro di essa. Dopo tante parole, i leader a Montreal dovranno mantenere le promesse fatte a noi e al pianeta».


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Direttrice di Help Consumatori. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, società e ambiente, bambini e infanzia, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Hobby: narrativa contemporanea, cinema, passeggiate al mare.

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