Ponti di primavera, in partenza il 16% degli italiani ma i rincari sono alle stelle (Foto Pixabay)
Ponti di primavera, in partenza il 16% degli italiani ma con rincari alle stelle
Per i ponti di primavera partirà il 16,2% degli italiani ma bisogna fare i conti con i rincari di trasporti e servizi. Monitoraggio Federconsumatori: più 102% per volare in Europa, più 88% per i voli in Italia il 25 aprile e più 41% per quelli del primo maggio
I ponti di primavera sono un’occasione per chi riesce a partire, ma con il caro prezzi incorporato. Il 16,2% degli italiani è in partenza per il ponte del 25 aprile o per quello del 1° maggio, per almeno un paio di giorni, ma chi sceglierà di approfittare dei weekend lunghi dovrà fare i conti con prezzi in media più alti rispetto ad altri periodi dell’anno o fine settimana lontani dalle festività.
Per Federconsumatori sui ponti di primavera “le differenze di prezzo rispetto a un altro weekend lontano da festività e ponti sono rilevanti”.
Di più. Dice l’associazione: “Come sempre, in vista delle partenze, i costi raggiungono picchi di aumento inauditi, ingiustificati e inammissibili, che pesano sulle scelte dei cittadini e incidono sull’andamento dell’intero comparto turistico e non solo”.
Ponti di primavera, i costi per il 25 aprile e per il 1° maggio
L’associazione ha monitorato i costi di trasporti e servizi durante il ponte del 25 aprile e quello del 1° maggio e ha fatto il bilancio dei rincari, non certo di poco conto.
I trasporti segnano rincari a due cifre: voli nazionali e verso le capitali europee, treni alta velocità e pullman. Per chi parte in occasione del 25 aprile, spiega Federconsumatori, l’aumento medio sui voli nazionali è del +88%. Arriva addirittura al +102% per i voli verso le capitali europee. Non va meglio per chi sceglie di viaggiare in pullman (+80%) e in treno (+32%). Più contenuti i rincari degli hotel (+19%) e dei ristoranti (+3%).
Per chi parte in occasione del 1° maggio, l’aumento per i voli nazionali si attesta al +41%, mentre registra un rincaro del +59% il costo medio verso le capitali europee. Per chi viaggia in pullman l’aumento è del +47%, mentre si ferma al +10% per chi sceglie il treno. Anche in questo caso si rivelano comunque degni di nota i rincari degli hotel (+7%) e dei ristoranti (+27%).
In un contesto segnato da corse al rialzo, molte famiglie partiranno sì per i ponti di primavera ma con soluzioni tutte orientate al risparmio: si tenderà a privilegiare l’ospitalità presso amici e parenti, con pranzi in agriturismo, pic-nic all’aperto e mezzi di trasporto a basso costo, come la condivisione dell’auto, l’utilizzo di pullman o l’acquisto anticipato dei biglietti per risparmiare sulle tariffe.
Oltre l’86% di chi si metterà in viaggio resterà all’interno dei confini nazionali. Le destinazioni più ambite sono le città d’arte, gli agriturismi e i centri benessere; ci sarà interesse anche per le località che offrono percorsi enogastronomici.

