Giornata della Terra, l’emergenza ambientale minaccia salute e futuro dei bambini (Foto Anastasia Shuraeva per Pexels)

L’emergenza ambientale è una sfida di oggi e una minaccia per il futuro di chi oggi è bambino e domani crescerà in un mondo alterato dalla crisi climatica, con addosso le conseguenze dei cambiamenti climatici, degli eventi estremi, dell’inquinamento. L’infanzia è particolarmente colpita dalla crisi climatica e dai suoi effetti, tanto che “quasi la metà dei 2,4 miliardi di bambine, bambini e adolescenti del mondo è esposta ad una combinazione pericolosa di shock climatici e ambientali”, ricorda l’Unicef Italia.

In occasione dell’odierna Giornata mondiale della Terra l’attenzione è dunque sull’emergenza ambientale, che rappresenta “una sfida che caratterizza il nostro presente e minaccia il futuro delle prossime generazioni, pertanto occorre agire sia a livello strutturale che dal basso”, ricorda il Movimento Difesa del Cittadino davanti ai dati dell’Unicef e alle tendenze su clima ed energia tracciate da Italy for Climate.

La Giornata mondiale della Terra è un evento che vuole promuovere azioni concrete per contrastare il cambiamento climatico, ridurre l’inquinamento, proteggere le risorse naturali. Il tema di quest’anno è “Il Nostro Potere, Il Nostro Pianeta” e punta l’attenzione sulle scelte energetiche e sulle energie rinnovabili, con l’obiettivo di triplicare la produzione globale di elettricità pulita entro il 2030. Solo attraverso fonti pulite e innovative si possono ridurre le emissioni di CO2, porre fine alla dipendenza dai combustibili fossili e ai danni causati alla salute umana e all’ambiente (earthday.org).

La crisi climatica colpisce l’infanzia

La crisi climatica colpisce soprattutto i più fragili. E fra questi l’infanzia. Quasi la metà dei 2,4 miliardi di bambini, bambine e adolescenti nel mondo è esposta ai rischi della crisi climatica e ambientale, ha ricordato oggi l’Unicef Italia, che per l’occasione ha lanciato i risultati del sondaggio Crisi climatica ed Ecoansia in Italia. Preoccupazioni ambientali e salute mentale” realizzato con Youtrend sulla percezione dei giovani rispetto ai cambiamenti climatici e gli effetti sulla salute mentale.

“Bambine e bambini – spiega l’Unicef – sono particolarmente vulnerabili agli effetti di fenomeni meteorologici estremi: quasi il 90% del carico globale delle malattie associate ai cambiamenti climatici, al degrado ambientale e all’inquinamento ricade sui bambini sotto i 5 anni. Circa un miliardo di bambine, bambini e adolescenti vive in contesti resi fragili dalla minaccia del cambiamento climatico.Anche le città europee sono sempre più calde: si stima che 466 milioni persone di minore età (1 bambino su 5) vivano in aree interessate da ondate di calore eccezionalmente frequenti, il doppio delle giornate annue rispetto a 60 anni fa”.

L’ecoansia fra i giovani

Il sondaggio sull’ecoansia intercetta una preoccupazione da più parti denunciata e legata alle giovani generazioni.

Ecoansia viene intesa come “uno stato di ansia persistente causato dalla consapevolezza dei cambiamenti climatici e delle crisi ambientali con un senso di impotenza nel contribuire a risolverli”.

In Italia, secondo dati Istat, il 70,3% di ragazzi e ragazze tra i 14 e i 19 anni è preoccupato per i cambiamenti climatici. Secondo i dati del sondaggio di Unicef Italia e Youtrend il 24% degli italiani ha sentito parlare di ecoansia e il 22% indica che la propria esperienza personale è molto o abbastanza compatibile con l’ecoansia.

Il 32% degli intervistati maggiorenni con meno di 45 anni afferma che la paura della crisi climatica li scoraggia dall’idea di avere figli. I cambiamenti climatici sono la quarta voce indicata quando si chiede ai cittadini quali siano i maggiori problemi globali, con il 23% delle risposte dopo guerre, fame nel mondo e aumento dei prezzi.

La preoccupazione è tanta che “il 69% della popolazione dichiara di trovarsi a pensare che il destino dell’umanità sia inevitabilmente compromesso a causa della crisi ambientale e dei cambiamenti climatici e il 60% afferma talvolta che non riesce a controllare le preoccupazioni per l’ambiente”.

MDC, emergenza ambientale minaccia futuro generazioni

Sull’emergenza ambientale e sulle sue conseguenze sulle prossime generazioni si sofferma anche il Movimento Difesa del Cittadino, che considera preoccupanti anche i dati del Rapporto “I 10 key trend sul clima” di Italy for Climate  sul calo delle emissioni di gas serra, pari a circa -2,3% (era -6,5% nel 2023) mentre i consumi energetici tornano ad aumentare.

L’associazione ribadisce il suo impegno nelle attività ambientali (con il Progetto Tris Recupero, per la promozione di un modello di economia circolare equo e sostenibile e con Smuoviamoci per fare chiarezza e diffondere informazioni sulla mobilità sostenibile). Di fronte all’emergenza climatica, afferma il presidente nazionale di MDC, Antonio Longo, «non si può prescindere dal coinvolgimento diretto dei cittadini, che devono essere messi nelle condizioni di comprendere appieno l’importanza delle loro scelte quotidiane in termini di sostenibilità. È necessario intensificare gli sforzi per educare i consumatori, fornendo strumenti e informazioni che rendano la mobilità sostenibile e il riciclo una pratica consolidata e diffusa».

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