Domenica: sono da poco passate le 23 e la notizia del quorum mancato comincia a diventare ufficiale. Niente percentuale minima di votanti alle urne, dunque, e le trivelle situate nell’arco delle 12 miglia marine continueranno a restare in mare e a estrarre quel (poco) che resta nei giacimenti del Mediterraneo per i prossimi anni. “Non sarà il mancato raggiungimento del quorum a salvare le fonti fossili. Ora spetta al Governo rispettare gli impegni presi alla Cop 21 di Parigi e avviare una nuova stagione incentrata sulle fonti rinnovabili. Nonostante le difficoltà ai seggi, la disinformazione e gli inviti all’astensione. Una straordinaria mobilitazione dal basso ha portato milioni di italiani al voto e il Governo Renzi dovrà prenderne atto”. Legambiente, una delle principali organizzazioni ambientaliste che ha sostenuto il fronte del “Sì” durante la campagna referendaria, ha commentato così la notizia.
L’Italia possiede oggi risorse naturali e opportunità per ridurre l’utilizzo di petrolio e gas puntando sulle alternative realmente competitive ma bloccate da politiche “miopi e sbagliate”: l’autoproduzione da energie rinnovabili, il biometano, l’efficienza energetica. Legambiente annuncia quindi che nei prossimi giorni presenterà una denuncia alla Commissione europea contro la norma che concede concessioni illimitate per le estrazioni di petrolio e gas. Continuerà la battaglia affinché si intervenga da subito sulle numerose criticità emerse rispetto alle attività estrattive in mare, a partire dalla dismissione delle piattaforme che già oggi non sono più attive e per stabilire royalties giuste per tutte le attività estrattive, cancellando un sistema iniquo per cui larga parte delle concessioni non paga le royalties e chi lo fa le deduce dalle tasse. In tutto il mondo si sta andando verso una tassazione legata alle emissioni di gas serra per spingere gli investimenti verso l’efficienza e il nostro Paese avrebbe tutto l’interesse ad andare in questa direzione cancellando privilegi assurdi per i petrolieri.
Sulla stessa linea d’onda, anche Greenpeace: “Niente quorum, ma dagli italiani segnale importante contro le lobby fossili”, dicono dall’organizzazione e Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace, commenta: “Non siamo riusciti a raggiungere il quorum, ma non tutti hanno giocato pulito in questa partita. L’invito all’astensione venuto dal governo rimane una brutta pagina nella storia della nostra democrazia. Crediamo che Renzi e il suo governo dovrebbero invece ascoltare il segnale che viene dalle urne. Hanno votato, infatti, circa 15-16 milioni di italiani, quasi il doppio di quanti votarono nel 2013 per il PD e – come emerge dai primi dati – in maniera massiccia contro le trivelle. Parliamo dunque di una maggioranza nettissima rispetto al voto che ancor oggi legittima la premiership di Renzi”.


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1 thought on “Referendum, quorum mancato: trivelle restano in mare ma forte segnale a Governo

  1. L’ABUSO DI POTERE ed il mancato rispetto delle regole circa il sollecito agli elettori di NON andare a votare è soggetto a denuncia per indurre ed influenzare, con argomentazioni ad arte il popolo a non utilizzare il metodo democratico del diritto di voto e nella fattispecie,per analogia si può configurare come una turbativa d’asta in cui il bene in questione è la LIBERA SCELTA .

Parliamone ;-)

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