23 città in tutto il mondo e un solo obiettivo: ridurre significativamente la quantità di rifiuti prodotti per accelerare il raggiungimento dello spreco zero. Il piano d’azione di lotta ai rifiuti sottoscritto dalle città (Milano è l’unica città italiana) prevede di tagliare del 15% i rifiuti prodotti da ogni cittadino, dimezzare gli scarti mandati in discarica o negli inceneritori, e aumentare fino al 70% il tasso di riciclo. Tutto entro il 2030. Questo è ciò che prevede la dichiarazione “Verso zero rifiuti” (Advancing towards zero waste) promossa dalla ong C40.

La produzione di rifiuti nel mondo è aumentata più velocemente di qualsiasi altra fonte di inquinamento quindi, agire in questo settore può avere un impatto maggiore nella lotta al cambiamento climatico.

Per esempio, l’1,3 miliardi di tonnellate di cibo gettato in discarica ogni anno in tutto il mondo si decompone in metano che è un gas serra più potente della CO2 e contribuisce al 25% del riscaldamento globale. Trasformando i rifiuti solidi e gestendo a livello globale il sistema si potranno ridurre le emissioni del 20%.

Per questo motivo le i principali centri urbani del mondo stanno accelerando la transizione verso un futuro “zero sprechi”. I sindaci delle città si sono impegnati a raggiungere ambiziose e misurabili azioni collettive per ridurre i rifiuti e migliorare la gestione del sistema, entrambi necessari per rendere le città più pulite, salubri, resilienti ed inclusive. Inoltre, una migliore gestione dei rifiuti può creare nuove opportunità economiche e di lavoro per le imprese sociali e le comunità più vulnerabili.

Fra i settori più coinvolti c’è la catena di distribuzione del cibo, evitando sprechi e sovrapproduzioni, quella dell’imballaggio, scoraggiando l’uso di plastiche monouso e altri materiali, ma anche la promozione di una cultura del riutilizzo al posto di quella dell’usa e getta. L’avanzamento dell’iniziativa sarà monitorato con relazioni biennali.

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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