Rifiuti elettronici, la Commissione UE propone un caricabatteria standardizzato per i dispositivi

Rifiuti elettronici, la Commissione UE propone un caricabatteria standardizzato per i dispositivi

Oggi la Commissione compie un passo verso la risoluzione del problema dei rifiuti elettronici e dei disagi causati ai consumatori dall’esistenza di caricabatteria diversi e incompatibili per i dispositivi elettronici. E presenta una proposta normativa volta ad adottare una soluzione di ricarica standardizzata per tutti i dispositivi interessati.

Con la proposta di revisione della direttiva sulle apparecchiature radio, le porte di ricarica e la tecnologia di ricarica rapida saranno armonizzate – si legge in una nota della Commissione UE. In particolare, le porte USB-C diventeranno il formato standard per tutti gli smartphone, i tablet, le videocamere, le cuffie, gli altoparlanti portatili e le console portatili per videogiochi.

La Commissione propone anche di separare la vendita dei caricabatteria da quella dei dispositivi elettronici, con maggiori vantaggi per i consumatori e una riduzione dell’impronta ambientale associata alla produzione e allo smaltimento dei caricabatteria.

Rifiuti elettronici, le proposte della Commissione UE

La Commissione propone, dunque, di:

  • armonizzare le porte di ricarica per i dispositivi elettronici: il formato standard sarà l’USB-C. I consumatori potranno in tal modo ricaricare i loro dispositivi con lo stesso caricabatteria USB-C, indipendentemente dal marchio del dispositivo.
  • armonizzare la tecnologia di ricarica rapida, contribuendo, da un lato, a evitare che i produttori limitino senza motivo la velocità di ricarica e, dall’altro, a garantire che la velocità di ricarica sia la stessa quando si usa un qualsiasi caricabatteria compatibile con un dispositivo;

 

Rifiuti elettronici

 

  • vendere i caricabatteria e i dispositivi elettronici separatamente: i consumatori potranno comprare un nuovo dispositivo elettronico anche senza un nuovo caricabatteria, con la conseguente limitazione del numero di caricabatteria superflui o inutilizzati;
  • informare meglio i consumatori: i produttori dovranno fornire informazioni pertinenti sulle prestazioni di ricarica, indicando anche la potenza necessaria per ricaricare un determinato dispositivo e se quest’ultimo supporta la ricarica rapida. Ciò permetterà ai consumatori di verificare con maggiore facilità se i caricatori che già possiedono soddisfano i requisiti dei loro nuovi dispositivi o li aiuterà a scegliere un caricabatteria compatibile.

Prossime tappe

La proposta odierna relativa alla revisione della direttiva sulle apparecchiature radio dovrà ora essere adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio; è previsto un periodo transitorio di 24 mesi dalla data di adozione, per dare all’industria un ampio margine di tempo per adeguarsi alle nuove prescrizioni, prima della loro entrata in applicazione.

Per arrivare a disporre di un caricabatteria standardizzato, è necessario, inoltre, garantire la piena interoperabilità da un capo all’altro del cavo, vale a dire tra il dispositivo elettronico e l’alimentatore esterno.

In particolare, l’interoperabilità del dispositivo, sarà conseguita con la proposta odierna. L’interoperabilità dell’alimentatore esterno sarà affrontata, nel corso di quest’anno, nell’ambito della revisione del regolamento della Commissione sulla progettazione ecocompatibile.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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