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Gli effetti della quarantena sullo stile di vita, analisi Crea

La quarantena ha avuto un forte impatto su abitudini alimentari e stile di vita. Lo abbiamo sperimentato tutti, la scorsa primavera, durante i mesi più critici della pandemia. Ne hanno risentito abitudini alimentari e attività fisica.

Sono esperienze collettive. Abbiamo mangiato in modo diverso. Molti hanno mangiato di più, qualcuno di meno, con un’alimentazione che allo stesso tempo metteva insieme cucina salutare – qualcuno cercava di cucinare meglio rispetto ai pasti fuori casa – e comfort food. Quindi via libera a snack salati e dolci come forma di consolazione. Ci siamo mossi di meno, e questo è un dato di fatto. Anche perché fare sport era impossibile (fatta eccezione per chi riusciva a organizzarsi gli esercizi fisici in casa).

Gli effetti della quarantena sullo stile di vita

Ora un team di ricercatori del CREA Alimenti e Nutrizione ha studiato gli effetti della quarantena su abitudini alimentari e stili di vita e si è concentrato sulle conseguenze sia nelle abitudini alimentari che nello svolgimento dell’attività fisica, nonché sulla sua probabile correlazione con l’incremento di peso.

Nel dettaglio sono stati analizzati alcuni studi fatti in Italia, Portogallo, Spagna, Francia e Polonia, basati sulla formulazione e diffusione di diverse tipologie di questionari, per confrontare i dati ottenuti e mettere in luce le criticità e gli aspetti positivi emersi in quel particolare periodo storico in riferimento alle abitudini alimentari e alla pratica dell’esercizio fisico nella popolazione.

 

tabella crea
Crea, tabella su consumi alimentari e quarantena, 2021

 

Più cibo e meno sport

I risultati confermano la “percezione” individuale. La quarantena ha avuto effetti sia sulle abitudini alimentari che sull’attività fisica.

C’è stato un aumento del consumo di cibo e una riduzione dell’attività fisica (del resto, aggiungiamo noi, i centri sportivi erano chiusi e non si poteva far molto di più che correre intorno casa. Oppure organizzarsi una palestra domestica). La conseguenza è un aumento di peso.

Commenta Umberto Scognamiglio (CREA Alimenti e Nutrizione): «Il dato Italiano si allinea con quello degli altri paesi europei e uno dei problemi da tenere presente dopo la pandemia sarà proprio l’aumento della prevalenza di obesità».

L’analisi sull’aumento del consumo di cibo indica un comportamento che da un lato ha privilegiato cibo salutare, dall’altro ha alzato il consumo di dolci fatti in casa e snack salati. Contemporaneamente.

I dati di tre studi nazionali, commenta il Crea, suggeriscono un quadro «caratterizzato da un lato da maggiori quantità di alimenti salutari come frutta, verdure e legumi, dall’altro da un incremento nel consumo di dolci, spuntini salati e bevande alcoliche, legato indubbiamente alle numerose ore trascorse in casa e all’esigenza di comfort food per far fronte all’ansia provocata dalla situazione eccezionale.  Se poi, al più rilevante introito calorico, si aggiunge la mancanza di una regolare attività fisica, l’aumento di peso è inevitabile».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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