Rustichelli: "concludere liberalizzazione mercato energia". Il parere dei Consumatori (Fonte immagine: Pixabay)
Rustichelli: “concludere liberalizzazione mercato energia”. Il parere dei Consumatori
Il Codacons è nettamente contrario alla richiesta del presidente Antitrust di concludere il processo di liberalizzazione dei mercati energetici senza proroghe. L’UNC chiede, invece, di eliminare il tutelato solo come ultimo passaggio
È critico il Codacons sulla relazione annuale dell’Antitrust presentata oggi dal presidente Roberto Rustichelli. L’associazione dichiara, infatti, di essere nettamente contraria alla sua richiesta di “concludere il processo di liberalizzazione dei mercati energetici entro i termini previsti, evitando ulteriori proroghe”.
“Purtroppo tutti i dati contraddicono le affermazioni dell’Antitrust, con la liberalizzazione del mercato dell’energia che ha comportato finora danni economici per gli utenti – spiega il Codacons -. In base ai numeri forniti da Arera, nel 2021 per l’elettricità solo l’8,85% delle offerte a disposizione sul mercato libero sono risultate più convenienti rispetto al regime di maggior tutela, percentuale che sale al 14,58% delle offerte per il gas”.
“Quanto sta accadendo in questi giorni, con gli operatori del mercato libero che comunicano ai propri clienti la modifica unilaterale delle condizioni contrattuali e fortissimi aumenti delle tariffe di luce e gas, e comportamenti scorretti e aggressivi verso i consumatori, dimostra in modo inequivocabile l’esigenza di prorogare la fine del mercato tutelato – aggiunge il Codacons – almeno fino a che non sarà terminata l’emergenza energia e non sarà possibile garantire condizioni realmente concorrenziali”.

Liberalizzazione mercato energia, UNC: giusto, ma il tutelato va tolto alla fine
Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, concorda con Rustichelli: “Bisogna concludere il processo di liberalizzazione del mercato dell’energia”, ma – sottolinea – “il che non vuol dire, ovviamente, togliere il mercato tutelato in assenza di un’effettiva concorrenza tra gli operatori e in presenza di ripetute e sistematiche pratiche commerciali scorrette. Altrimenti la concorrenza sarebbe fatta ex post sulla pelle e soprattutto sulle tasche delle famiglie”.
“Ricordiamo – prosegue Dona – che chi è passato al libero finora ha finito mediamente per pagare di più. Il tutelato, insomma, va tolto solo dopo, alla fine, non prima. Deve essere l’ultimo passaggio che completa il processo di liberalizzazione”.
“Vanno, quindi, prima attuate le misure già previste e mai applicate: da un vero albo dei venditori, che preveda seri requisiti finanziari a tutela dei creditori e del versamento degli oneri di sistema al potenziamento del Portale offerte per un confronto di tutte le offerte, dalla tutela dei vulnerabili alla corretta applicazione della disciplina dell’unbundling” conclude Dona.

