Sciopero trasporto aereo, le Associazioni chiedono di tutelare i diritti dei passeggeri

Sciopero trasporto aereo, le Associazioni chiedono di tutelare i diritti dei passeggeri (Fonte immagine: Pixabay)

Centinaia di cancellazioni, ritardi sul resto della programmazione: ieri ancora uno sciopero nel trasporto aereo, una protesta di 4 ore proclamata da alcuni sindacati dei controllori di volo e dai lavoratori di alcune compagnie low cost, come i piloti e gli assistenti di volo di Ryanair, EasyJet e Volotea.

“La questione è complessa e delicata – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, perché coinvolge tutta l’Europa. È necessaria, quindi, un’azione congiunta per evitare che quella che dovrebbe essere l’estate del ritorno alla normalità per quanto riguarda i viaggi, si trasformi in un’estate nera per i viaggiatori”.

Scioperi trasporto aereo, Codici: usare gli strumenti a tutela dei consumatori

Per Codici gli strumenti di difesa per i consumatori ci sono e vanno usati. “Gli strumenti per difendere i consumatori ci sono e tra questi figurano senz’altro le azioni collettive – prosegue Giacomelli. – Sicuramente non è una strada semplice da intraprendere, i tempi non sono rapidissimi, ma questo non significa che sia una missione impossibile”.

“In queste settimane – aggiunge Stefano Gallotta, Responsabile del settore Trasporti e Turismo di Codici – gli Sportelli dell’associazione hanno ricevuto tantissime segnalazioni da parte dei passeggeri in difficoltà con il volo prenotato a causa degli scioperi a catena. Stiamo raccogliendo le proteste, stiamo predisponendo reclami e diffide nei confronti delle compagnie aeree. È vero che in alcuni casi non hanno responsabilità diretta, ci riferiamo a quando la mobilitazione non riguarda i dipendenti della società, ma è altrettanto vero che in alcuni casi i passeggeri hanno scoperto che il volo non c’era più quando sono arrivati al gate oppure che sarebbero partiti in ritardo quando erano già a bordo con le cinture di sicurezza allacciate. Così non va”.

Gallotta ricorda, dunque, che “le compagnie devono informare adeguatamente i viaggiatori, tutelarli di fronte al caos che ormai si trascina da settimane. Al tempo stesso, i passeggeri non devono scoraggiarsi di fronte alla mancata assistenza del servizio clienti delle compagnie. Devono far sentire la loro voce, perché i diritti ci sono, anche se dallo scoppio della pandemia sembrano essere finiti nel dimenticatoio, ignorati o, peggio, calpestati. È bene ricordare, ad esempio, che sono previsti indennizzi da 250 a 600 euro a seconda della tratta”.

 

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UNC invia un esposto all’Antitrust

Intanto l’Unione Nazionale Consumatori ha fatto sapere, in una nota diffusa ieri, di aver inviato un esposto all’Antitrust per verificare se le compagnie abbiano “tempestivamente e correttamente informato i viaggiatori“.

L’associazione ricorda che, non essendo stati informati dello sciopero con almeno 2 settimane di preavviso, i passeggeri hanno diritto non solo ad assistenza, rimborso o riprotezione, ma anche alla compensazione pecuniaria, salvo che siano stati informati della cancellazione 7 giorni prima, purché venga offerto un volo alternativo non più di 2 ore prima dell’orario di partenza originario e che si possa raggiungere la destinazione finale meno di 4 ore dopo l’orario di arrivo originariamente previsto. Oppure se informati meno di sette giorni prima, qualora venga offerto un volo alternativo non più di un’ora prima dell’orario di partenza iniziale, che consenta di raggiungere la destinazione finale meno di due ore dopo l’orario d’arrivo originariamente previsto.

La compensazione pecuniaria è pari a 250 euro per le tratte fino a 1.500 Km, 400 euro per i voli tra i 1.500 ed i 3.500 Km (o oltre 3.500 Km per le tratte intracomunitarie) e 600 euro per le tratte superiori ai 3.500 Km al di fuori dell’UE. La cifra è dimezzata se al passeggero è offerto un volo alternativo il cui orario di arrivo non superi rispetto al volo originario, rispettivamente, le 2, 3 o 4 ore. La compensazione pecuniaria deve essere pagata in contanti, salvo che il passeggero non preferisca buoni di viaggio e/o altri servizi.

“Ricordiamo ai consumatori, preoccupati per le prossime imminenti partenze, che la regolamentazione nel settore aereo prevede che non si possano effettuare scioperi dal 27 luglio al 5 settembre –  conclude Dona. – Insomma i viaggi in agosto, per quanto riguarda gli scioperi, sono garantiti dal periodo di franchigia. Diverso il discorso per le cancellazioni dovute a mancanza di personale, verificatesi però all’estero”.


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