L’Unione Nazionale Consumatori ha deciso di intervenire, oltre che sul caso Banca Marche, anche nei procedimenti penali su Banca Carife e Banca Etruria. Prosegue in questo modo la mobilitazione delle associazioni nei confronti di un caso ancora lontano dalla soluzione per quelle migliaia di risparmiatori che hanno di fatto perso i risparmi di una vita, investiti nelle obbligazioni subordinate e nelle azioni delle quattro banche (Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Cariferrara). L’UNC ribadisce che non si tratta di speculatori ma di famiglie che hanno perso tutti i risparmi.
Non si può abbassare la guardia sulle quattro banche oggetto dell’arbitrato, trattandosi di danni ingenti a soggetti deboli, che pagano per l’asimmetria informativa nei confronti dei professionisti del mercato“: è quanto dichiara Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, annunciando, dopo quello sul caso Banca Marche, l’intervento dell’associazione nei procedimenti penali sui casi di Banca Carife e Banca Etruria.  “Il nostro obiettivo – aggiunge Dona- è di dar voce ai cittadini vittime di quelle banche che, violando la legge, hanno operato per esclusivo profitto personale senza curarsi dei danni cagionati. Ricordiamo, infatti, che nella maggior parte dei casi, le vittime non sono speculatori (come talvolta sono stati vigliaccamente dipinti), ma famiglie che, fidandosi del direttore della banca, hanno perso i risparmi di una vita”. Sul sito dell’associazione www.consumatori.it prosegue la campagna sulle banche coinvolte nei dissesti finanziari (oltre a Banca Carife e Banca Etruria è possibile segnalare Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti, Banca Marche, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banche).

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