Siccità, WWF: colpito oltre il 40% dell’Europa, in Italia è emergenza (Foto Kelly per Pexels)
Siccità, WWF: colpito oltre il 40% dell’Europa, in Italia è emergenza
Oggi ricorre la Giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità. WWF: quest’anno oltre il 40% dell’Europa risulta colpito da qualche forma di siccità, mentre in Italia è emergenza. Serve una gestione responsabile dell’acqua
A maggio di quest’anno oltre il 40% dell’Europa risultava colpita da qualche forma di siccità – non solo il Mediterraneo ma anche regioni che si pensava immuni da questo fenomeno. In Italia la siccità è ormai un’emergenza. Mentre la necessità di una legge contro il consumo di suolo, del quale la classe politica parla da 13 anni, sembra sparita dal discorso pubblico. Sono alcuni dei temi sottolineati dal WWF in occasione della Giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1994, che si celebra ogni anno il 17 giugno. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere soluzioni alla desertificazione, al degrado del suolo e alla siccità.
Giornata contro desertificazione e siccità
Quest’anno la Giornata ha come tema “Ripristinare il territorio. Sbloccare le opportunità” e sottolinea i molteplici benefici legati al ripristino del territorio. Il focus viene puntato sulla necessità di accelerare l’azione per ripristinare 1,5 miliardi di ettari di terreni degradati in tutto il mondo e dare impulso a un’economia di ripristino del territorio da mille miliardi di dollari.
Oltre la metà del PIL globale dipende da ecosistemi sani, informa l’UNCCD (United Nations Convention to Combat Desertification). Eppure, ogni anno, un’area delle dimensioni dell’Egitto si degrada, causando la perdita di biodiversità, aumentando il rischio di siccità e costringendo intere comunità a spostarsi. Gli effetti a catena sono globali: dall’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari all’instabilità e alle migrazioni. Ma ogni dollaro investito nel ripristino genera un ritorno economico da 7 a 30 dollari.
Bisogna dunque aumentare gli investimenti. Secondo il Meccanismo Globale dell’UNCCD, il mondo dovrebbe investire 1 miliardo di dollari al giorno tra il 2025 e il 2030 per arrestare e invertire il degrado del suolo mentre gli investimenti attuali sono insufficienti, attestandosi a 66 miliardi di dollari all’anno. Solo il 6% proviene dal settore privato.
Siccità, WWF: “Quello che dobbiamo fare è chiarissimo”
“Combattere le cause di degrado del suolo e siccità, abbattere le emissioni climalteranti, attuare i piani di adattamento al cambiamento climatico, ripristinare gli ambienti naturali degradati, fermare il consumo di suolo, gestire l’acqua attraverso politiche di risparmio, prevenzione e tenendo conto del bilancio idrico per garantire una ripartizione sostenibile di questo prezioso bene comune: quello che dobbiamo fare è chiarissimo”, dice il WWF in occasione della Giornata Mondiale contro la Desertificazione e la Siccità, ma “mancano ancora la capacità e la volontà di cooperare per fermare una crisi che rischia di rendere il Pianeta inabitabile per molte specie, inclusa quella umana”.
Desertificazione, degrado del suolo e siccità sono una crisi che colpisce persone e pianeta. Il degrado del suolo causato dall’uomo interessa “almeno 1,6 miliardi di ettari in tutto il mondo, con ripercussioni dirette su 3,2 miliardi di persone – spiega il WWF – Mentre la desertificazione colpisce principalmente le zone aride della Terra – ma anche in Italia vi sono zone a rischio desertificazione -, la siccità è diventata un evento comune in molte aree del mondo”.
La siccità, evento sempre più diffuso
La siccità deriva da una combinazione di variabilità climatica naturale, crisi climatica indotta dall’uomo e cattiva gestione di risorse idriche e territorio.
La siccità agricola ed ecologica è aumentata in diverse regioni dei continenti. In Europa a maggio di quest’anno, spiega il WWF, “oltre il 40% dell’Europa risultava colpita da qualche forma di siccità, incluse regioni insospettabili che si pensava fossero immuni: questo mette a rischio anche i raccolti e l’approvvigionamento alimentare. Benché le tendenze climatiche siano ben delineate e individuino il maggior rischio per i Paesi mediterranei, il nuovo clima colpisce in modo imprevedibile e non risparmia nessuno”.
Ci sono condizioni di siccità in Irlanda e nel Regno Unito, nella Francia settentrionale, in regioni della Germania e della Romania, in Europa dell’Est, in alcune regioni della Grecia, a Malta e nelle isole del Mediterraneo sud-orientale (e l’elenco non è esaustivo).
In Italia poi la siccità è ormai un’emergenza. Dal 2023 non è stato fatto nulla per attuare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, prosegue il WWF, e nell’ultima legge di Bilancio non si trovano impegni di spesa. Secondo dati Ispra, nell’ultimo trentennio la disponibilità di acqua si è ridotta del 19% e i consumi in molti settori sono aumentati.
“In Italia ci sono varie regioni a rischio siccità, ad iniziare dalla Sicilia (in parte anche a rischio di desertificazione) dove sono in corso azioni “straordinarie”, volute dal Commissario nazionale alla siccità, per cercare di ovviare alla minor disponibilità d’acqua, compresi i razionamenti sempre più frequenti in varie città – spiega il WWF – Il problema però non è solo il cambiamento climatico, ma anche la gestione fallimentare dell’intera politica regionale del settore: oggi nell’isola sono presenti 47 invasi di cui solo 30 funzionano e neanche a pieno regime, la rete idrica di distribuzione perde in alcune zone fino ad oltre il 55%, vengono costruiti dissalatori in aree dove erano già presenti, ma erano stati abbandonati. È evidente che quello che manca è una gestione responsabile della risorsa idrica”.
Nell’ultimo anno in Italia il consumo di suolo vale 20 ettari al giorno mentre “la prospettiva di una legge che affronti il problema è sparita dai radar del dibattito politico”, ricorda ancora l’associazione. Il consumo di suolo aggrava l’impatto della crisi climatica e favorisce l’espandersi delle “isole di calore” e le conseguenze negative di siccità e piogge estreme.

