Sì al glifosato per altri cinque anni. Gli Stati Ue riuniti in Comitato d’appello hanno trovato ieri l’accordo sul rinnovo dell’autorizzazione all’uso di questo erbicida per altri cinque anni. A favore si sono espressi 18 paesi, con il pesante sì della Germania, 9 sono stati i contrari – fra i quali l’Italia – e un paese si è astenuto. Per la Coalizione #StopGlifosato si tratta di una “truffa ai danni dei cittadini europei e dell’ambiente”.

“Il voto di oggi dimostra che quando tutti vogliamo, siamo in grado di condividere e accettare la responsabilità collettiva nel processo decisionale”, ha detto il commissario Ue alla salute Vytenis Andriukaitis. La nuova licenza dovrebbe dunque essere pronta prima del prossimo 15 dicembre, data in cui scadeva quella precedente. Il voto positivo sul rinnovo del glifosato – erbicida sul quale pesano forti sospetti di cancerogenicità, classificato come “probabilmente cancerogeno” dallo Iarc dell’Oms ma non dalle agenzie europee – è stato accolto con parole molto critiche da tutte le associazioni che, riunite nella coalizione italiana #StopGlifosato, si erano battute contro questa sostanza.

“La proroga di cinque anni per un erbicida sospetto di cancerogenicità è la negazione totale del principio di precauzione su cui sono nate le politiche di tutela ambientale e della salute dell’Unione Europea – ha detto la Coalizione #StopGlifosato attraverso la portavoce Maria Grazia Mammuccini – Il comitato che ha esaminato la richiesta ha concesso oggi pomeriggio (ieri, ndr) la proroga soprattutto grazie al fatto che la Germania si è schierata a favore dei 5 anni. Una brutta pagina anche per il governo tedesco, che lascia pensare al fatto che dopo l’acquisizione di Monsanto da parte della Bayer, il governo di Berlino pensi alla protezione dell’ambiente e della salute in maniera nettamente più tiepida che in passato”.

“Il rinnovo dell’autorizzazione all’uso del Glifosato per altri 5 anni rappresenta un’autentica truffa ai danni dei cittadini europei e dell’ambiente – prosegue Mammuccini – Le 51 associazioni che fanno parte della Coalizione, assieme al grande movimento di cittadini che si sono mobilitati in Italia e in Europa, aveva chiesto lo stop immediato per una sostanza sicuramente dannosa, al di là delle polemiche sulla cancerogenicità. Come sappiamo, i cosiddetti Monsanto papers hanno svelato le pressioni e le interferenze della multinazionale produttrice sulle istituzioni di controllo europee”.

“Ci pareva comunque sensata la proposta del governo italiano che proponeva un’uscita definitiva entro il 2020, una proposta che teneva conto delle esigenze dei cittadini di difendere la propria salute e della tutela degli ecosistemi naturali, garantendo i tempi necessari per l’esaurimento delle scorte – dice la portavoce della Coalizione –Non è andata così: la proroga non sembra contenere una clausola di cessazione per l’uso del glifosato e non introduce limitazioni specifiche in relazione alla tutela degli ambienti acquatici, in aperta contraddizione con gli obiettivi della Direttiva UE sulle acque e le Direttive UE sulla Biodiversità, Habitat e Uccelli. C’è chi spera che l’opinione pubblica dimentichi il glifosato in questi 5 anni. Non sarà così”.

Altre parole dure vengono da Greenpeace. Sostiene Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia: “Il voto odierno (di ieri, ndr) è un regalo alle multinazionali agrochimiche, a scapito di salute e ambiente. Bene comunque il voto contrario dell’Italia che ha dimostrato nuovamente di dare priorità alla tutela delle persone, e non al fatturato di chi produce e commercia il glifosato”.

 

Notizia pubblicata il 28/11/2017 ore 16.06


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