Un furto di dati personali che ha riguardato 57 milioni di utenti in tutto il mondo e 600 mila autisti negli Stati Uniti. Avvenuto un anno fa e reso noto solo in questi giorni. È l’ultima tempesta che si è abbattuta su Uber. E il caso solleva grandi interrogativi, tanto che in Italia si è mossa l’Autorità Garante per la Privacy che ha deciso di aprire un’istruttoria per valutare la portata dell’hackeraggio e la tutela verso eventuali cittadini italiani coinvolti.

Uber ha rivelato infatti, attraverso una dichiarazione del nuovo Ceo Dara Khosrowshahi, il furto di dati personali subiti nell’ottobre 2016, quando sono stati hackerati i nomi, le email e i numeri di telefono di 57 milioni di utenti nel mondo e i nomi e il numero di patente di 600 mila conducenti negli Stati Uniti. “Niente di tutto questo doveva succedere”, ha detto il Ceo, aggiungendo: “mentre non posso cancellare il passato, posso impegnarmi a nome di ogni dipendente Uber che impareremo dai nostri errori”. Sulla base di accertamenti esterni, i numeri della carte di credito e dei conti bancari, i numeri della sicurezza sociale e le date di nascita degli utenti non sarebbero stati piratati.

La portata del caso, e il ritardo col quale è stato reso noto, destano allarme. In Italia è intervenuto il presidente del Garante Privacy Antonello Soro: “Non possiamo che esprimere forte preoccupazione per la violazione subita da Uber, tardivamente denunciata dalla società americana. Abbiamo aperto un’istruttoria e stiamo raccogliendo tutti gli elementi utili per valutare la portata del data breach e le azioni da intraprendere a tutela degli eventuali cittadini italiani coinvolti”. Aggiunge Soro: “Quello che certo colpisce,  in una multinazionale digitale come Uber, è l’evidente insufficienza di  adeguate misure di sicurezza a protezione dei dati e quello che sconcerta è  la scarsa trasparenza nei confronti degli utenti sulla quale indagheremo”.

 

Notizia pubblicata il 23/11/2017 ore 09.38

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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