Italia digitale

https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-smartphone-cellulare-triste-7699373/ (Foto Mart Production per Pexels)

La violenza digitale è reale e ha conseguenze drammatiche. Il mondo digitale che prometteva libertà è diventato per milioni di donne un mondo di abusi. UN Women punta i riflettori sulla violenza digitale, sempre più diffusa, mentre sono poche le tutele che le donne sono in grado di opporre a tutti gli infiniti modi in cui subiscono violenza e molestie attraverso l’uso della tecnologia.

“La violenza digitale si sta diffondendo a una velocità allarmante, alimentata dall’intelligenza artificiale, dall’anonimato e dall’assenza di leggi efficaci e di responsabilità – denuncia UN Women – Ora abbraccia ogni angolo di Internet: dalle molestie online e dal cyberstalking al doxing, alla condivisione non consensuale di immagini, ai deepfake e alla disinformazione, usati come armi per mettere a tacere, umiliare e intimidire donne e ragazze”.

Secondo la Banca mondiale, meno del 40% dei paesi ha leggi che proteggono le donne da stalking e molestie online. Diverse ricerche indicano la pervasività della violenza digitale. Secondo un sondaggio mondiale, il 38% delle donne ha esperienze personali di violenza online e l’85% delle donne online ha assistito a violenze digitali contro altre persone. Quello che accade online si riversa nella vita reale e ha conseguenze fisiche, psicologiche, professionali e finanziarie. Può far perdere il lavoro, rendere la vita impossibile.

Infinite forme di violenza digitale

La violenza digitale comprende molestie online, stalking, disinformazione di genere, deepfake e condivisione non consensuale di immagini intime, tutti fenomeni in forte aumento con il progresso tecnologico.

È nota anche come “violenza contro le donne facilitata dalla tecnologia“, espressione che rende l’idea di come la tecnologia possa fare danni anche perché aggrava le forme di violenza di genere, le molestie, l’incitamento all’odio, lo stalking, creando nuove forme di abuso basate anche sull’intelligenza artificiale, su video e immagini fake, sul cyberbullismo e sull’adescamento online.

Abusi e intelligenza artificiale

Sono infatti aumentati anche gli abusi generati dall’intelligenza artificiale. Secondo alcune ricerche, citate da UN Women, fra il 90 e il 95% di tutte le immagini deepfake generati dall’AI sono pornografiche non consensuali e il 90% raffigura donne.

Ciò che inizia online non rimane online

Deepfake, molestie online e disinformazione possono costringere le donne che hanno un ruolo dirigenziale, politiche o imprenditrici, a abbandonare le piattaforme o la stessa vita pubblica. In tutto il mondo una giornalista su quattro denuncia minacce di violenza fisica online, comprese minacce di morte.

«Ciò che inizia online non rimane online. Gli abusi digitali si riversano nella vita reale, diffondendo paura, mettendo a tacere le voci e, nei casi peggiori, portando a violenza fisica e femminicidio – ha dichiarato Sima Bahous, Direttore Esecutivo di UN Women – Le leggi devono evolversi con la tecnologia per garantire che la giustizia protegga le donne sia online che offline. Tutele legali deboli lasciano milioni di donne e ragazze vulnerabili, mentre i colpevoli agiscono impunemente. Questo è inaccettabile».

16 giorni di attivismo

UN Women ha lanciato la campagna “16 Giorni di Attivismo” in cui chiede una tecnologia al servizio dell’uguaglianza, un’azione urgente per colmare le lacune legali e garantire un’assunzione di responsabilità anche da parte delle piattaforme tecnologiche.

La campagna si svolgerà da oggi al 10 dicembre, in concomitanza con la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne e la Giornata Mondiale dei Diritti Umani.

Parliamone ;-)