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Le misure del Governo per la crisi in Ucraina e contro il caro bollette sono “poco incisive”, un provvedimento “timido” che arriva troppo tardi. Insomma: poteva andar bene se fosse stato preso un paio di settimane fa. È il giudizio del Movimento Consumatori di fronte al decreto legge Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi Ucraina appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, con le misure a sostegno delle imprese e dei consumatori.

«Premesso che in questo momento di recessione anche i consumatori sono chiamati a ridurre i consumi – commenta Alessandro Mostaccio, segretario generale di MC – il Governo dovrebbe però spiegare qual è la strategia che vuole attuare a breve, medio e lungo termine per accrescere l’energia prodotta in Italia. Chiediamo perché non è stato ancora varato il decreto attuativo sulle comunità energetiche che rappresentano il naturale sviluppo del concetto di prosumer collettivo, che produce ed autoconsuma e quindi diviene protagonista del cambiamento ecologico così come indicato dalla normativa europea e perché non si mette in atto da subito, ad esempio, una misura straordinaria simile a quella del bonus 110%, a favore delle aziende che installano pannelli fotovoltaici e pompe di calore. Gli interventi che ci aspettiamo sono azioni immediate per aiutare subito chi non è in grado di pagare e una vera ed efficace programmazione verso la transizione ecologica».

 

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Carburanti, per i Consumatori il taglio delle accise di 25 centesimi/litro è insufficiente

 

Misure urgenti per la crisi ucraina, i provvedimenti per i consumatori

Nel decreto c’è l’ampliamento della platea di consumatori che può beneficiare del bonus sociale elettricità e gas. È infatti previsto per il periodo 1° aprile – 31 dicembre 2022, che il valore ISEE di accesso ai bonus sociali elettricità e gas sia pari a 12.000 euro rispetto al precedente limite di 8.280 euro. Si allarga così da 4 a 5,2 milioni la platea delle famiglie che hanno diritto ai bonus.

«La grande novità da segnalare è che gran parte dei nuovi interventi non sono finanziati dal bilancio pubblico, ma da una tassazione extra nei confronti di alcune aziende del comparto energetico – spiega il Movimento Consumatori – Il Governo ha deciso di tassare una parte degli straordinari profitti che i produttori stanno realizzando, grazie all’aumento dei costi delle materie prime e di redistribuire questi soldi alle imprese e alle famiglie in difficoltà economica attraverso il meccanismo dei bonus. La tassazione “extra” dei profitti delle aziende energetiche e petrolifere nella misura del 10% è un provvedimento fondamentale».

Inoltre, attraverso il Garante della sorveglianza dei prezzi, che ha il compito di svolgere attività istruttorie, di analisi, valutazione e di elaborazione dei dati, si potranno assicurare la trasparenza sui prezzi e imporre sanzioni da 500 a 5 mila euro ai distributori in caso di mancato riscontro entro 10 giorni.

MC: “provvedimento timido”

Troppo poco, prosegue l’analisi del Movimento Consumatori.

L’associazione considera questo provvedimento «decisamente “timido” rispetto all’aumento dei prezzi e il Garante un semplice coadiutore/doppione dell’Antitrust dai poteri sanzionatori limitatissimi».

«Il nostro giudizio complessivo su questi interventi ‘urgenti’ del Governo – dice Ovidio Marzaioli, responsabile del settore Energia e Idrico MC – sarebbe stato positivo se fatti due settimane fa, evitando alle famiglie ed alle imprese giorni difficili tra aumenti del petrolio e dell’energia elettrica e del gas. In questo momento hanno invece un effetto di mero alleggerimento rispetto alla gravità delle problematiche sorte nel periodo. Anche la stessa previsione dell’innalzamento del tetto minimo di accesso ai bonus sociali, da sempre cavallo di battaglia del Movimento Consumatori, non è una stabile conquista, ma è limitato nel tempo visto che si rinvia al 2023 l’eventuale evoluzione a misura strutturale e definitiva».


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