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Carburanti, per i Consumatori il taglio delle accise di 25 centesimi/litro è insufficiente

«Fino a fine aprile, il prezzo alla pompa di benzina e gasolio sarà ridotto di 25 centesimi a litro. Aumentiamo da 4 a 5,2 milioni il numero di famiglie protette dagli aumenti delle bollette e che pagheranno l’energia come l’estate scorsa. Abbiamo portato il tetto Isee da 8 mila a 12 mila euro, quindi includendo 1,2 milioni famiglie in più rispetto al provvedimento precedente. Permettiamo la rateizzazione delle bollette fino a due anni».

Sono le parole con cui il presidente del Consiglio Mario Draghi ha annunciato, venerdì scorso, le misure adottate per fronteggiare le conseguenze della crisi in Ucraina sul versante dei prezzi dei carburanti e dell’energia. Ma il taglio delle accise così prospettato è considerato insufficiente dalle associazioni dei consumatori. Ci sarà qualche risparmio, dicono, ma i prezzi dei carburanti sono aumentati così tanto che si rimane comunque al di sopra dei livelli pre-guerra.

Energia e carburanti, le misure per i consumatori

Venerdì il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina. Il provvedimento si occupa di contenimento dell’aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti, misure in tema di prezzi dell’energia, sostegni alle imprese, presidi a tutela delle imprese nazionali e accoglienza umanitaria.

Sul versante dei prezzi dell’energia, il provvedimento prevede la riduzione delle accise sulla benzina e sul gasolio usato come carburante per autotrazione. L’effetto della misure, spiega la nota di Palazzo Chigi, consiste nella riduzione del prezzo di benzina e gasolio di 25 centesimi di euro al litro per un periodo di 30 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento (bisogna aspettare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sembra da domani).

In tema di bonus sociale elettricità e gas, il provvedimento prevede che per il periodo 1° aprile-31 dicembre 2022, il valore ISEE di accesso ai bonus sociali elettricità e gas è pari a 12.000 euro. 

Mister prezzi, più poteri

Ci sarà inoltre un rafforzamento dei poteri di Arera, l’Autorità per l’energia, e del Garante per la sorveglianza dei prezzi per conoscere i dettagli dei contratti di fornitura dei produttori.

«Sono potenziati l’attività e gli strumenti a disposizione di “Mister prezzi”, il Garante per la sorveglianza dei prezzi già istituito presso il Ministero dello sviluppo economico – si legge nella nota di Palazzo Chigi – In particolare, è istituita una apposita “Unità di missione”, con relativa dotazione di personale, per le attività istruttorie, di analisi, valutazione ed elaborazione dei dati. Inoltre, il Garante – che a legislazione vigente può convocare le imprese e le associazioni di categoria al fine di verificare i livelli di prezzo dei beni e dei servizi di largo consumo corrispondenti al corretto e normale andamento del mercato – potrà richiedere alle imprese dati, notizie ed elementi specifici sulle motivazioni che hanno determinato le variazioni di prezzo».

«In totale, le misure ammontano a 4,4 miliardi di euro – che si aggiungono ai circa 16 miliardi che abbiamo speso dalla scorsa estate per difendere gli italiani dall’aumento del costo dell’energia – ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi – A differenza degli scorsi provvedimenti, gran parte degli interventi di oggi non sono finanziati dal bilancio pubblico, ma dalle aziende del comparto energetico. Tassiamo una parte degli straordinari profitti che i produttori stanno facendo grazie all’aumento dei costi delle materie prime, e redistribuiamo questi soldi alle imprese e alle famiglie in difficoltà».

 

Rincari carburanti, Antitrust chieste informazioni alle principali compagnie petrolifere
Rincari carburanti, Antitrust chieste informazioni alle principali compagnie petrolifere

 

UNC: solo un palliativo

Queste misure sono però considerate insufficienti e deludenti dalle associazioni dei consumatori. Per l’Unione Nazionale Consumatori sono «solo un palliativo», dice il presidente dell’associazione Massimiliano Dona.

«Sono del tutto insufficienti e inadeguate rispetto all’emergenza in corso. Serviva uno scostamento di bilancio. Ovvio che se si mettono pochi soldi racimolati qua e là non si va molto lontano», prosegue Dona.

«Sul fronte bollette la cosa più positiva è l’estensione del bonus sociale da un valore Isee di 8.265 euro a 12 mila, ma è decisamente troppo poco – dice Dona – Inoltre vorremmo capire che succede all’altro bonus, quello per famiglie numerose con più di 3 figli a carico, se resta ancora a 20 mila euro. Da anni, poi, chiediamo che i bonus siano fatti per scaglioni così da avere una gradualità a seconda della composizione del nucleo familiare, dato che 12 mila euro possono bastare per un single ma non certo per una coppia con due figli che con un Isee a 12 mila resta sotto la soglia di povertà assoluta».

Per quanto riguarda invece i carburanti, per l’UNC «il taglio di 25 cent non basta nemmeno a tornare ai valori pre-guerra. Conteggiando anche l’Iva al 22%, i prezzi si ridurrebbero di circa 30 cent, 30,5 cent. Se consideriamo i dati ufficiali del Mite, secondo i quali la benzina in modalità self service viene venduta in media a 2,185 euro al litro e il gasolio 2,155 euro al litro, i carburanti scenderebbero sotto la soglia di 1,9 euro, ma non tornerebbero nemmeno ai livelli precedenti il conflitto».

 

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Caro carburanti, l’azione di MDC

 

Codacons: taglio accise insufficiente

Con il taglio delle accise, spiega il Codacons, per una famiglia ci sarà un risparmio da 15 euro a pieno, ma sul gasolio gli automobilisti hanno già speso oltre 35 euro in più a pieno. Troppo poco e insoddisfacente, insomma il taglio delle accise per 25 centesimi.

«La riduzione delle accise per 25 cent produrrà un calo dei prezzi alla pompa pari a 30,5 centesimi, considerata anche l’Iva che si applica sull’accisa – analizza il Codacons – Questo significa che, sulla base degli ultimi prezzi ufficiali comunicati dal Mite, per effetto del provvedimento del Governo la benzina costerà in media 1,879 euro al litro, il gasolio 1,849 euro. Un risparmio rispetto ai prezzi attuali di benzina e gasolio pari a circa 15,2 euro a pieno».

«Se però si analizza – prosegue il Codacons – l’andamento dei listini dei carburanti nell’ultimo anno, si scopre che il bilancio è ancora fortemente in perdita per i consumatori: rispetto allo stesso periodo del 2021, infatti, la benzina costa oggi il 39,4% in più (2,184 euro al litro), il gasolio addirittura il 50% in più (2,154 euro/litro). Aumenti che producono un maggior esborso per le famiglie pari a +30,9 euro per un pieno di benzina, +35,9 euro per un pieno di diesel». È inoltre insufficiente il taglio per un solo mese.


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