Stop Tampon Tax, torna la mobilitazione contro l’Iva al 10% sugli assorbenti (Foto Sora Shimazaki per Pexels)

Stop Tampon Tax, la mobilitazione ricomincia. Con la legge di Bilancio 2024 l’Iva sui prodotti igienici femminili torna al 10% (dopo essere scesa dal 22% al 5%) e così riparte la mobilitazione per combattere questa tassa iniqua, una battaglia per le donne all’insegna dello slogan “Il ciclo è ancora un lusso!”. A farsi portavoce della mobilitazione sono Onde Rosa e Coop, che interviene sui suoi assorbenti a marchio e mette sugli scaffali, da questo gennaio, le proprie linee assorbendo l’aumento dell’Iva fino a fine aprile 2024 con l’obiettivo di non scaricarlo sulle consumatrici.

Assorbenti, Iva al 10%

Il ritorno dell’Iva al 10% colpisce molto, dopo anni di battaglie combattute in nome del fatto che “il ciclo non è un lusso”. L’imposta sugli assorbenti non compostabili era scesa al 5%, dopo molte sollecitazioni, battaglie e proposte mai arrivate in porto, proprio con la manovra dello scorso anno varata dal Governo Meloni. In precedenza, nel 2022, il Governo Draghi aveva portata l’Iva al 10%.

C’è da ricordare che si partiva da un valore del 22%: vale a dire che in Italia gli assorbenti, fino a poco tempo fa, erano tassati come i beni di lusso.

Come si legge nella nuova petizione online, “Il Governo ha deciso di alzare l’aliquota ritenendo che l’Iva diminuita sia stata assorbita dall’aumento dell’inflazione e quindi che i prezzi alla fine per i consumatori non siano scesi di molto.  Pertanto l’intervento riduttivo dell’Iva sarebbe sacrificabile, avendo comportato un risparmio di poco conto. Sarà pure vero, però sono le donne a pagarne le conseguenze”.

Riparte allora la mobilitazione e si riapre la petizione su Change.org che un anno fa si era chiusa toccando le 683.000 firme. L’obiettivo è di raggiungere 1 milione di firme con lo slogan “Il ciclo è ANCORA un lusso!”.

 

Stop Tampon Tax, torna la mobilitazione (Fonte immagine: https://www.change.org/p/stoptampontax-il-ciclo-%C3%A8-ancora-un-lusso)

Stop Tampon Tax, la mobilitazione

“Un passo indietro che discrimina le donne – spiega una nota congiunta – e pregiudica una vittoria conseguita appena un anno fa, a seguito di una mobilitazione collettiva nelle piazze, nella rete vendita Coop e on line sulla piattaforma Change.org”.

Partita da Onde Rosa, un collettivo di giovani donne, ripresa e sostenuta da Coop, la petizione Stop Tampon Tax è stata tra le più firmate della storia della piattaforma Change in Italia e ha raggiunto 683.000 firme digitali (a cui si aggiungono le 80.000 raccolte nei banchetti presso i punti vendita Coop) prima della chiusura annunciata un anno fa a seguito dell’esito positivo. Ovvero l’abbassamento dell’Iva sugli assorbenti femminili dal 22% di Iva (l’Iva dei prodotti di lusso) a un più equo 5% realizzato dal Governo Meloni.

Con la Legge di Bilancio per il 2024 varata dal Governo Meloni però le cose cambiano di nuovo e l’Iva ritorna al 10% sia sugli assorbenti femminili che anche su altre voci di spesa che gravano sulle donne e le famiglie (pannolini per neonati, latte in polvere). Da qui la decisione di Coop e Onde Rosa di riattivare la petizione.

Coop da parte sua vuole dimostrare con i propri assorbenti a marchio che “abbassare l’Iva al 5% è possibile” e così mette sugli scaffali con il nuovo anno, da gennaio 2024 le proprie linee assorbendo l’aumento dell’Iva fino a fine aprile 2024 con l’obiettivo di non scaricarlo sulle consumatrici (operazione prevista fino al 30 aprile 2024).

«Così come avevamo riconosciuto pubblicamente esattamente un anno fa la bontà della decisione presa allora dal Governo Meloni di abbassare l’Iva sugli assorbenti mettendo fine a una ingiustizia palese, analogamente oggi con il rialzo dell’Iva al 10% non possiamo non prendere una posizione – afferma Maura Latini Presidente Coop Italia– Già a ottobre 2023 quando si paventava una simile possibilità abbiamo rivolto un appello pubblico per invitare il Governo e il Parlamento a tornare indietro su ciò che non è solo un tema economico. Ora riavviamo la mobilitazione e dimostriamo con l’azione sui nostri prodotti che abbassare l’Iva è possibile e necessario e che, se si tratta, come è stato detto, di un’azione inefficace perché da solo l’abbassamento non ha fatto diminuire i prezzi allora si ha a che fare con speculazioni che devono essere controllate e se del caso punite, ma non cancellando i giusti provvedimenti presi».

«Quello a cui stiamo assistendo è un grave passo indietro per le donne e per la società tutta – conferma Onde Rosa – Intorno al tema della Tampon Tax in questi anni abbiamo visto crescere ed affermarsi un movimento dal basso che chiedeva solo una cosa: che il ciclo mestruale non fosse più considerato un lusso, rivedendo le tassazioni IVA dei necessari prodotti igienico-sanitari. Questo dietrofront oltre ad essere clamoroso è profondamente ingiusto: grazie all’azione di questo Governo, stando ai fatti, il ciclo mestruale torna ad essere un lusso. Da parte nostra resta l’indignazione e la promessa a nuove mobilitazioni».


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