Intesa Sanpaolo e Isybank, i Consumatori: finalmente c’è chiarezza (Foto Pixabay)

C’è generale soddisfazione fra le associazioni dei consumatori sulla chiusura dell’istruttoria Antitrust verso Intesa Sanpaolo e Isybank. Il passaggio dei conti correnti alla banca digitale, con le segnalazioni e le denunce dei consumatori che ne erano seguite, si chiude con una serie di impegni che “consentono di rimuovere i profili di possibile scorrettezza individuati”, evidenzia l’Autorità garante della concorrenza.

Codacons: finalmente chiarezza e trasparenza

Per il Codacons la chiusura dell’istruttoria “ha finalmente garantito chiarezza e trasparenza su una vicenda che aveva preoccupato migliaia di clienti della banca”.

“L’istruttoria dell’Antitrust ha accertato non solo come la banca abbia fornito informazioni corrette ai clienti propri clienti, offrendo il rientro a Intesa Sanpaolo godendo di condizioni economiche migliorative rispetto a quelle applicate prima del trasferimento, ma anche l’assenza di conseguenze negative sul fronte dei costi bancari a carico dei correntisti – spiega il Codacons – Accogliamo con soddisfazione la chiusura del caso che è servito ancora una volta per migliorare le comunicazioni degli istituti di credito e la trasparenza in favore dei correntisti”.

UNC: vittoria, ora c’è il consenso espresso

Per l’Unione Nazionale Consumatori si tratta di una “vittoria importante”, perché prevede il consenso espresso dei clienti. L’associazione chiede ora di migliorare l’informativa online attraverso un nuovo banner sull’app di Isybank e informazioni aggiornate per la clientela.

Spiega infatti il presidente UNC Massimiliano Dona: «Una vittoria importante per i 5 mila consumatori che abbiamo supportato in questa vicenda. Ora per i clienti del Ramo II, ossia gli oltre 2 milioni di clienti che dovevano inizialmente essere trasferiti dal 18 marzo 2024, è previsto il consenso espresso per il loro passaggio a Isybank, che è quello che abbiamo chiesto fin dall’inizio alla banca, prima di presentare l’esposto all’Antitrust. Adesso i consumatori saranno finalmente liberi di scegliere, senza forzature della loro volontà».

L’associazione ricorda anche un altro dato positivo, ossia che i clienti potranno rientrare in Intesa Sanpaolo fino a dicembre 2026, riavere il vecchio Iban e aver un miglioramento della condizione contrattuale. Serve ora, prosegue l’UNC, una chiara informazione di tutte le nuove possibilità.

«Per questo chiediamo che per due mesi sia inserito un nuovo banner sull’App Isybank e che sul sito vi sia un apposito pop-up a pieno schermo – spiega Dona – L’unico neo, infatti, è che per i 275.000 clienti del Ramo I, ossia quelli che erano già stati trasferiti alla data del 16 ottobre 2023, non è stato previsto, a differenza degli altri, un consenso espresso per il trasferimento, pur se a posteriori. Inoltre il banner precedente, messo dal 10 gennaio al 29 febbraio 2024, non solo è stato messo per un periodo troppo limitato, ma conteneva informazioni che ora risultano incomplete (ad esempio non era scritto della possibilità di riavere il vecchio Iban) o sbagliate, come il fatto che potevano rientrare in Intesa sino al 31 dicembre 2024, mentre ora il termine è diventato 31 dicembre 2026. Ecco perché serve per i clienti del Ramo 1 una nuova informativa».

Assoutenti: decisione corretta ma “problema inesistente”

Per Assoutenti non solo la decisione dell’Antitrust è “più che corretta”, ma la questione viene derubricata a “non problema”. Perché?

Afferma il presidente Assoutenti Gabriele Melluso: «Da subito avevamo sottolineato come si trattasse di un problema inesistente, che aveva interessato un numero esiguo di clienti della banca, circa il 2% dei correntisti transitati a Isybank (dati Antitrust), i quali non hanno sostenuto alcun costo per il passaggio e hanno potuto esercitare in qualsiasi momento il diritto di scelta tornando a Intesa Sanpaolo senza alcuna penale. Non a caso l’Antitrust ha chiuso l’istruttoria senza alcun provvedimento nei confronti di Intesa Sanpaolo, e l’Autorità fa bene a puntare il suo faro sul mondo bancario e digitale, ma i veri problemi per i consumatori – conclude Melluso – sono altri, a partire dai tassi di interesse sui mutui, passando per clausole vessatorie e crescenti difficoltà delle famiglie di accendere nuovi finanziamenti».

MDC: “Digitale è passaggio obbligato”

Soddisfazione per l’esito della vicenda arriva dal Movimento Difesa del Cittadino, che per voce del suo presidente Antonio Longo commenta: «MDC valuta positivamente l’esito della procedura perché si sono tutelati i legittimi interessi dei consumatori permettendo a Intesa Sanpaolo di offrire servizi tecnologicamente avanzati. Il digitale è ormai un passaggio obbligato per tutti i servizi bancari e finanziari. Resta il problema dell’alfabetizzazione dei clienti, carente nel nostro Paese sia in materia finanziaria che digitale. Mdc è impegnata da anni in questa direzione, anche con il progetto TRIS finanziato dal Mimit che prevede azioni sul territorio».

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