Educazione e trasparenza finanziaria al centro dell’ultima sessione del CNCU-Regioni. Il tema è quanto mai attuale, considerati gli scandali finanziari che nel tempo si sono succeduti e la carenza per i risparmiatori, da più parti sottolineata, di un’adeguata informazione di base su temi economici e finanziari, unita all’asimmetria informativa nei confronti di istituti bancari e di credito.

Oltre ad una conoscenza di base delle questioni finanziarie, e alla necessità di una formazione costante, ai consumatori servono strumenti idonei che permettano loro di valutare concretamente i rischi di un investimento finanziario, sia in occasione della stipula dei contratti che nel corso della loro durata: questo, in estrema sintesi, quanto emerso dalla XVII° Sessione programmatica del Consiglio Nazionale dei Consumatori ed Utenti (CNCU) – Regioni, che si è tenuta nei giorni scorsi a Macerata”. La cronaca viene dal CTCU, Centro tutela consumatori utenti di Bolzano, che ricorda il lungo elenco di scandali finanziarie e trappole nel quale sono incappati i risparmiatori, da Cirio a Parmalat ai Bond Argentini, fino ai problemi più recenti. Il risultato sono state e sono famiglie che hanno perso i risparmi, spesso impiegati in investimenti sbagliati perché non adatti al profilo di rischio dei singoli risparmiatori.

“Il legislatore europeo e quello nazionale hanno varato una marea di norme, fra direttive e regolamenti, volte ad evitare il ripetersi di simili eventi, puntando sempre di più su modelli informativi standardizzati. Questi dovrebbero rendere più facile il confronto fra i prodotti ed una chiara valutazione dei prodotti da parte dei consumatori – spiega il CTCU – L’ultima novità in ordine di tempo sono i fogli informativi di base, i cd. KID, che in un massimo di 3 pagine dovrebbero riassumere le informazioni essenziali dei “prodotti di investimento al dettaglio e di quelli assicurativi preassemblati”. Quanto siano efficaci queste informazioni sintetiche, e se le probabilità di guadagno, oppure la “somma zero” oppure ancora la perdita siano ben rappresentate, è ancora da vedere”.

Naturalmente, prosegue l’associazione, oltre all’importanza dell’informazione per i singoli consumatori, “la trasparenza dei prodotti finanziari si basa anche e soprattutto sull’etica degli attori, sui quali grava il dovere (soprattutto morale) di sottoporre ai propri clienti solamente prodotti adeguati alle loro esigenze e desideri. E qui purtroppo, come mostrano i numerosi colloqui di consulenza che vengono dispensati dai consulenti del CTCU, anche in Alto Adige le cose non sono affatto rosee, ed è emerso come, in molti casi, investitori del tutto contrari al rischio si siano ritrovati con prodotti rischiosi nel proprio portafoglio”. La quadra è difficile da trovare, ma sarebbe importante partire già dalle scuole. Sostiene il CTCU: “Difficile trovare una ricetta infallibile che possa garantire un’assoluta trasparenza nell’ambito degli investimenti finanziari; di sicuro appare come sempre più importante trasmettere le conoscenze di fondo già nell’ambito della formazione scolastica”.

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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