euro digitale

https://www.pexels.com/it-it/foto/close-up-di-50-euro-di-denaro-248933/ (Foto Pixabay per Pexels)

L’euro digitale, progetto di lungo periodo della Banca Centrale Europea, rappresenta un passo positivo verso l’innovazione dei pagamenti. Tuttavia, perché possa essere realmente utilizzato dai cittadini e non restare un’infrastruttura calata dall’alto, dovrà essere più semplice, accessibile e meno dipendente dagli attori privati.

È quanto emerge da una ricerca condotta dalla Sda Bocconi in collaborazione con Revolut, presentata oggi a Milano e già illustrata nei mesi scorsi alla Bce durante i confronti con gli stakeholder dell’eurozona.

La domanda centrale: verrà usato davvero?

«La domanda che ci siamo posti – ha spiegato Giampaolo Gabbi, Professor of Risk Management Practice e membro del team di ricerca – è stata: verrà usato l’euro digitale? Non siamo pro o contro, ma volevamo capire se altre funzioni possano renderlo più utile e apprezzato dai cittadini europei, pur sapendo che rappresenta solo un tassello di un’architettura più complessa che si svilupperà negli anni».

Lo studio ha ipotizzato due modelli che incontrano maggior consenso tra i cittadini: il Digital Cash, una sorta di contante digitale emesso e gestito direttamente dalla Bce, senza limiti di spesa e senza intermediari privati; e l’Euro Token, un token digitale basato su blockchain pubblica, emesso dalla stessa Bce e integrato nell’ecosistema delle criptovalute e della finanza decentralizzata (DeFi).

Entrambi i modelli hanno riscosso maggiore gradimento rispetto all’euro digitale così come attualmente delineato dalla Bce, che prevede alcuni vincoli, tra cui limiti alle transazioni.

La voce dei consumatori sull’euro digitale

L’indagine ha raggiunto oltre 2,3 milioni di clienti Revolut in 27 paesi europei, raccogliendo 17mila risposte valide. I risultati mostrano una netta preferenza dei cittadini verso strumenti che uniscano sicurezza, semplicità e indipendenza dagli operatori privati.

«È fondamentale – ha sottolineato Gianmaria Scocca, Responsabile Branch Europee e Membro del CdA di Revolut Bank Uan – considerare i punti di vista di tutti gli attori coinvolti, dai cittadini alle banche, evitando gli errori di progetti come il Green Deal, che ha dovuto rivedere le regole in corsa».

Autonomia strategica e competitività

L’euro digitale, nelle intenzioni della Bce, dovrà rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa nei pagamenti, aumentare la concorrenza e ridurre i costi sia per i commercianti che per i consumatori. La sfida principale resta quella di renderlo più conveniente e utile rispetto agli strumenti di pagamento già oggi disponibili.

«L’innovazione è nel nostro Dna – ha concluso Scocca – e per questo abbiamo deciso di supportare il progetto, offrendo dati preziosi dalla nostra ampia base clienti europea.

Parliamone ;-)