Prospettive economia italiana, Istat: “La fase di discesa dei prezzi si va esaurendo” (Foto Pixabay)
Prospettive economia, Istat: “La fase di discesa dei prezzi si va esaurendo”
Tengono i consumi mentre la discesa dei prezzi si attenua. Pil in crescita dello 0,5% nel 2024 e dello 0,8% nel 2025. Le prospettive per l’economia italiana nel 2024 e nel 2025 dell’Istat
C’è una leggera accelerazione della crescita per i consumi delle famiglie. Si va esaurendo la fase di discesa dei prezzi. Si stima che il Pil cresca dello 0,5% nel 2024 e dello 0,8% nel 2025.
Oggi l’Istat ha diffuso il report sulle prospettive per l’economia italiana nel 2024-2025 e fra i dati segnala che “i consumi privati delle famiglie continuano a essere sostenuti dal rafforzamento del mercato del lavoro e dall’incremento delle retribuzioni in termini reali; il perdurare di tali tendenze determinerebbe una leggera accelerazione del loro tasso di crescita nel 2025 (+1,1%, dopo il +0,6% nel 2024)”.
Prospettive economia nel 2025
“Per il 2025, pur permanendo le incertezze di natura geopolitica e i rischi legati a pressioni protezionistiche, si sconta una stabilizzazione della domanda mondiale e un leggero rafforzamento del commercio internazionale – scrive l’Istat – I consumi privati beneficerebbero del graduale, anche se parziale, recupero delle retribuzioni e della prosecuzione, pur se a ritmi meno vivaci di quanto osservato di recente, dell’’occupazione. La fase di discesa dell’inflazione dovrebbe aver completato il suo corso, grazie anche all’esaurirsi del calo della componente energetica, ma il ritorno verso tassi di crescita dei prezzi vicini agli obiettivi delle autorità monetarie avrebbe l’effetto di stabilizzare le aspettative degli operatori”.
Analizzando alcuni dei dati più “vicini” ai consumatori, emerge intanto che nel terzo trimestre 2024 la spesa per i consumi è aumentata nei principali quattro principali paesi europei, Italia compresa. Nonostante l’accelerazione durante l’anno, però, la “debolezza dei primi mesi del 2024 determinerebbe, in media d’anno, un rallentamento dei consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private (ISP) in termini reali (+0,6%) rispetto al 2013 (+1%), accompagnato da un forte aumento della propensione al risparmio”.
Per il 2025 si prevede invece un recupero pari a+1,1%. Per l’Istat “i consumi beneficerebbero di una ulteriore crescita dell’occupazione e del sostegno ai redditi reali da lavoro derivanti dai rinnovi contrattuali e dal recupero del potere di acquisto, a fronte di attese di stabilizzazione dell’inflazione”.
Si esaurisce la fase di discesa dei prezzi
Altro fenomeno di rilievo è che si va esaurendo la fase di discesa dei prezzi.
Centrando l’attenzione su beni alimentari e carrello della spesa, due voci cruciali per le famiglie, dal rapporto Istat sulle prospettive dell’economa emerge che “la dinamica dei prezzi dei beni alimentari, dopo essersi ridotta in termini tendenziali nei primi otto mesi (dal +5,6% di gennaio a +0,8% ad agosto), ha successivamente accelerato (+3% in novembre), soprattutto a causa della forte crescita degli alimentari non lavorati (+4,1% a novembre). Analogamente, l’inflazione relativa al “carrello della spesa” (sintesi dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona), dopo essersi significativamente ridotta in corso d’anno, negli ultimi tre mesi è risultata in graduale accelerazione (passando da +0,6% di agosto a +2,6% a novembre)”.
UNC: paese bloccato
Davanti alle stime sulla crescita del Pil (più 0,5% nel 2024 e più 0,8% nel 2025) è critico il commento dell’Unione Nazionale Consumatori, che chiede di rivedere la manovra economica.
«Un Paese bloccato, fermo ai nastri di partenza. Al di là del fatto che la stima del Governo per l’anno in corso, 1%, era una chimera, una previsione palesemente sballata, il punto è che se, nonostante i soldi del Pnrr, nel 2025 si cresce solo dello 0,8%, un terzo in meno rispetto al +1,2% stimato dal Mef, la manovra va completamente rivista» afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
E prosegue: «Per quanto riguarda la spesa delle famiglie residenti, anche se l’andamento è migliore rispetto al Pil, +0,6% nel 2024 e +1,2% nel 2025, il quadro resta preoccupante dato che la previsione, che non è comunque esaltante, si basa sull’ipotesi di un rientro dell’inflazione e dei prezzi dei beni energetici, che non è detto vengano confermati, viste le tensioni geopolitiche. Anche rispetto al Pil, pesa l’incognita Trump: se mettesse dazi contro l’Italia vi sarebbe un ridimensionamento della stima sulle esportazioni che secondo l’Istat dovrebbero invece decollare dalla variazione nulla del 2024 al +2,5% del 2025».

