Sovraindebitamento e usura, l’allarme: debito medio di quasi 10 mila euro a persona (Foto Mikhail Nilov per Pexels)

Sovraindebitamento in crescita e rischio che una fetta più ampia di famiglie si trovi intrappolata nell’usura. È l’allarme che viene da Assoutenti, che ha messo insieme i numeri critici della situazione economica in cui versano le famiglie in Italia. Cresce l’indebitamento spiega l’associazione, e nel 2023 si ha un debito medio pari a a 9.949 euro a cittadino, 22.674 euro a nucleo familiare. Aumenta il rischio dell’usura. Dall’inflazione del biennio 2022/2023 è derivata una stangata complessiva di oltre 4 mila euro a famiglia. C’è poi il rincaro dei mutui a tasso variabile che pesano sulla casa.

Sovraindebitamento, l’impatto sulle famiglie

“Ogni cittadino italiano, neonati compresi, risulta a fine 2023 indebitato mediamente per circa 9.949 euro, mentre ogni famiglia residente porta sulle spalle un debito verso banche e società finanziarie che ammonta in media a 22.674 euro”.

Questi i dati di Assoutenti, che lancia l’allarme sovraindebitamento e usura. La situazione delle famiglie italiane e le iniziative da intraprendere per creare una economia più sostenibile e vicina ai bisogni dei consumatori e del Paese verranno discusse fra gli altri temi all’evento Expo Consumatori 2023 di dicembre.

“Gli italiani hanno reagito all’inflazione alle stelle degli ultimi due anni e alla rapida crescita dei tassi di interesse sui mutui da un lato intaccando i risparmi, con la propensione al risparmio scesa secondo l’Istat del -3,6% nei primi sei mesi del 2023 rispetto allo stesso periodo del 2022, sia ricorrendo a prestiti e piccoli finanziamenti anche per affrontare le spese quotidiane. A fine 2023 – stima Assoutenti – il valore del credito al consumo raggiungerà il record di 160 miliardi di euro in Italia, con una crescita del +220% rispetto a 20 anni fa, considerato che a fine 2002 l’ammontare dei debiti per l’acquisto di beni e servizi era sotto i 50 miliardi di euro”.

Mutui e caro prezzi

Lo stock dei mutui accesi dalle famiglie ammonta invece oggi a 425 miliardi di euro: 162 miliardi di euro il valore dei soli mutui a tasso variabile, prosegue l’associazione. Prestiti, mutui e finanziamenti che pesano complessivamente per 585 miliardi di euro, pari ad un debito medio, considerata la popolazione italiana, di 22.674 euro a famiglia, quasi 10mila euro a cittadino residente.

La crescita elevata dell’inflazione ha caratterizzato il biennio 2022/2023 con il rialzo dei prezzi al dettaglio (+8,1% l’inflazione media del 2022, +5,7% quella acquisita per il 2023) che “ha determinato complessivamente, e a parità di acquisti, una maxi-stangata da 4.185 euro a famiglia a titolo di spesa aggiuntiva per beni e servizi – analizza Assoutenti – tutto ciò si aggiunge il dramma dei tassi di interesse: i continui rialzi imposti dalla Bce negli ultimi due anni portano un mutuo a tasso variabile da 150mila euro della durata di 25 anni a costare oggi +4.380 euro all’anno rispetto a quanto pagato nel 2021, con la rata mensile salita in media di +365 euro. La rata mensile di un mutuo da 125mila euro (sempre a 25 anni) sale invece di +270 euro sul 2021, con un maggior costo annuo pari a +3.240 euro”.

La conclusione è allarmante: “Una situazione incendiaria che da un lato alimenta il fenomeno del sovraindebitamento, dall’altro spinge una fetta crescente di popolazione a finire nelle maglie dell’usura”.


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