Allarme Consob, falsi siti con il logo dell’Arbitro per le controversie finanziarie (Foto Pixabay)

Attenzione ai falsi siti che riportano il logo dell’Arbitro per le controversie finanziarie (Acf). Nei giorni scorsi sono stati trovati e immediatamente bloccati alcuni portali che replicavano, falsificandolo, i contenuti del sito Acf. L’allerta viene dalla Consob e mette in guardia i risparmiatori da un nuovo tentativo di truffa.

Allerta truffe con falso logo Afc

L’Arbitro per le Controversie Finanziarie (Acf) è l’organismo istituito presso la Consob per la risoluzione stragiudiziale dei contenziosi tra intermediari e risparmiatori. È uno strumento di risoluzione delle controversie tra investitori “retail” e intermediari per la violazione degli obblighi di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza che gli intermediari devono rispettare quando prestano servizi di investimento o il servizio di gestione collettiva del risparmio.

Proprio l’ACF in questi giorni ha messo in guardia dal rischio di possibili truffe perpetrate da ignoti attraverso portali/siti web che replicano indebitamente loghi e contenuti di quello dell’Acf. Il portale ufficiale, quello vero, è accessibile unicamente da questo link: https://www.acf.consob.it/.

L’Arbitro non chiede mai pagamenti

Eventuali siti con indirizzi diversi non si riferiscono in nessun modo alla Consob o all’Acf.

Un’indicazione che viene ribadita è che l’Acf “non chiede in nessuna circostanza l’indicazione di numeri di carte di credito o di conti correnti bancari, meno che mai chiede pagamenti di qualunque sorta”.

La Consob chiede di segnalare eventuali anomale richieste utilizzando la e-mail info.acf@consob.it o il numero 06.8477850.

Codici: truffe sempre più sofisticate

“L’ennesima dimostrazione di quanto le truffe siano sofisticate e di come le trappole tese dai cybercriminali siano insidiose”, commenta Codici, che si sofferma sull’allarme della Consob sui falsi siti e ricorda quanto spesso i consumatori siano vulnerabili.

«Il settore degli investimenti attira sempre più persone – afferma Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici – ma non sempre c’è un grado di preparazione adeguato. Lo sottolineiamo perché capita spesso di ricevere richieste di assistenza da risparmiatori che non ricevono più comunicazioni dal broker a cui si erano affidati e non hanno più accesso ai propri soldi. Questo succede in particolare quando l’investimento è online e riguarda le criptovalute».

Codici ricorda l’usuale dinamica in cui si cade. Il risparmiatore viene attirato dalla promessa di guadagni facili e veloci, senza dover spendere cifre esorbitanti. All’inizio sembra che vada tutto bene, ma quando cerca di incassare gli ipotetici guadagni, dall’altra parte il broker restituisce risposte evasive o scompare. E i soldi vanno in fumo.

«Non bisogna sottovalutare, però, gli investimenti per così dire tradizionali – prosegue Giacomelli – Sono frequenti, infatti, anche le controversie tra risparmiatori, banche e intermediari. Questi ultimi sono tenuti a rispettare delle regole ed a comportarsi in maniera corretta. Quando ciò non avviene, c’è la possibilità di ricorrere all’Acf e per questo l’avviso della Consob è importante».

Importante anche ricordare che i dati personali vanno protetti. Non bisogna fornire PIN né altri codici. Prima di un investimento è bene controllare attentamente la proposta, chiedere informazioni dettagliate alla banca o all’intermediario. Se l’operazione è online, è opportuno verificare, per il sito che offre servizi finanziari e su criptoattività, che l’operatore tramite cui si investe sia autorizzato e, per le offerte di prodotti finanziari e di criptoattività, che sia stato pubblicato il prospetto informativo o il white paper.

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