(Foto PIxabay)
Mobilità on demand, taxi e NCC spesso introvabili
Oltre il 36% degli italiani ha vissuto attese eccessive di taxi e NCC. Il 70% almeno una volta non ha trovato il servizio. La mobilità on demand in Italia sconta lunghe attese e disponibilità scarsa
Taxi e NCC, chi li ha visti? E chi li ha trovati, quanto tempo ha aspettato? Oltre il 36% degli italiani dichiara di aver vissuto attese eccessive e oltre il 70% ha sperimentato almeno una volta l’impossibilità di trovare un taxi o il noleggio con conducente (NCC). La mobilità on demand in Italia non risponde ai bisogni dei cittadini, non è accessibile a sufficienza, sconta lunghe attese, scarsa disponibilità e un ritardo rispetto ad altri paesi europei.
Utenti denunciano mancanza di veicoli e lunghe attese
Il 61% dei cittadini chiede una riforma urgente del settore taxi e NCC. È il quadro che emerge da un sondaggio realizzato da Muoviti Italia su oltre 500 persone, soprattutto a Roma e Milano, svolto fra giugno e luglio 2025.
Muoviti Italia è una coalizione di associazioni, imprese e operatori della mobilità (dentro ci sono ad esempio Aicalf, Bolt, Conftrasporto e MuoverSì), nata quest’anno, che chiede una riforma della mobilità on demand in chiave moderna e accessibile. Il sondaggio è stato presentato a conclusione della Settimana Europea della Mobilità, dedicata quest’anno alla “mobilità per tutti” , e dipinge un quadro drammatico: diffusa insoddisfazione, mancanza di veicoli disponibili e lunghi tempi di attesa.
Quando i mezzi non si trovano
Oltre un terzo degli intervistati (36,5%) dichiara di aver vissuto attese eccessive o la totale mancanza di mezzi. In particolare:
- 17,3% spesso non trova alcun veicolo
- 11,9% aspetta tra i 15 e i 30 minuti
- 7,3% è costretto ad attendere oltre la mezz’ora
Più del 70% racconta di aver sperimentato almeno una volta l’impossibilità di trovare un taxi o un NCC quando necessario. Il livello medio di soddisfazione si ferma a 2,9 su 5 e oltre la metà dei cittadini che giudica negativamente il sistema.
In ritardo rispetto all’Europa
La mobilità on demand italiana appare in ritardo a chi ha sperimentato analogo servizio in Europa. L’86,5% degli intervistati ha utilizzato servizi di mobilità on-demand in altre città europee e il 56,7% li giudica nettamente migliori, citando come fattori determinanti la maggiore disponibilità di mezzi, la semplicità delle prenotazioni, tariffe più eque e normative più moderne. Solo il 22,5% considera peggiori i servizi esteri rispetto a quelli italiani.
Nelle risposte aperte raccolte dal sondaggio ci sono appelli per un aumento delle licenze, per la liberalizzazione del mercato, per una concorrenza più ampia. E ancora per tariffe trasparenti, pagamenti elettronici garantiti e la disponibilità maggiore di taxi e NCC anche nei weekend e di notte. Tutti i temi più critici del servizio in Italia.
«I risultati di questa indagine lanciano un messaggio chiaro: l’attuale sistema di trasporto on-demand in Italia non è in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini – ha detto il prof. Andrea Giuricin, portavoce di Muoviti Italia – La scarsa disponibilità di mezzi, le attese eccessive e il divario rispetto ai servizi europei mostrano l’urgenza di una riforma strutturale che apra il mercato, modernizzi le regole e garantisca a tutti soluzioni di mobilità efficienti, accessibili e a prezzi equi».
Manifesto per la mobilità on demand
La coalizione ha presentato il Manifesto per una migliore mobilità on demand in Italia.
“Immaginate un futuro in cui gli utenti non debbano più pagare 100 euro, o anche di più, per una corsa dall’aeroporto di Malpensa al centro di Milano, o aspettare 20 minuti per un taxi a Roma, o sperare di trovare un taxi di notte fuori da una stazione ferroviaria”.
Così esordisce il documento, per il quale oggi in Italia non ci sono sufficienti opzioni di mobilità condivisa e on demand. Il risultato è il ricorso degli italiani alle auto private, il gran traffico nelle città, le difficoltà per i turisti che affrontano servizi taxi e NCC spesso scarsi e costosi.
Muoviti Italia chiede di modernizzare la mobilità on demand e renderla più disponibile nelle città. Questo significa prima di tutto garantire servizi più rapidi, più accessibili e orientati al consumatore, come accade in altre città europee, riformare le normative italiane su NCC e taxi per avere un sistema più efficiente, rendere accessibile la mobilità on demand in punti critici come aeroporti, stazioni ferroviarie, ospedali e centri città.
“Espandere le scelte di mobilità per supportare la vita quotidiana, il turismo stagionale o eventi speciali come il Giubileo di Roma o le Olimpiadi Invernali di Milano – si legge nel Manifesto – garantirà un accesso conveniente a questi servizi sia per i locali che per i visitatori stimolando in parallelo la vitalità economica e sociale del Paese”.

