Sovraindebitamento per le spese di Natale, a rischio una famiglia su tre
Oltre il 36% delle famiglie deve ricorrere al credito per le spese di Natale. Il 7,5% delle famiglie è a rischio sovraindebitamento. E il buy now pay later vola. Lo studio dell’Osservatorio Clinica del Debito
Sovraindebitamento per le spese di Natale, una famiglia su tre si indebita per i regali (Immagine studio Clinica del Debito)
Famiglie a rischio sovraindebitamento per le spese di Natale. Regali e consumi voluttuari finiscono nell’insieme delle spese che le famiglie affrontano, sempre più spesso, facendo ricorso al credito. Il 7,5% delle famiglie è a rischio sovraindebitamento nell’arco dei prossimi 12 mesi, il 3,6% è già in difficoltà finanziaria. Dietro l’angolo c’è Natale e una famiglia su tre si indebita per i regali e le spese natalizie. La denuncia viene da una ricerca dell’Osservatorio di ClinicadelDebito.it, condotta su un campione rappresentativo di 15.000 cittadini italiani maggiorenni.
Aumenta l’indebitamento delle famiglie per Natale
La ricerca evidenzia “un allarmante incremento dell’indebitamento delle famiglie italiane in occasione delle festività natalizie 2025. I dati raccolti mostrano un significativo aumento dell’utilizzo di strumenti di credito al consumo, con particolare riferimento alle carte di credito revolving e ai sistemi di pagamento dilazionato “Buy Now Pay Later” (BNPL), che espongono i consumatori a crescenti rischi di sovraindebitamento”.
L’88,1% degli italiani farà regali di Natale, ma 1 su 3 dovrà ricorrere al credito per permetterseli: la percentuale è del 36,4%, in aumento rispetto al 2024. L’aumento del ricorso al credito al consumo (più 4,5% rispetto al 2024) amplificato dalla crescita esplosiva del buy now pay later o BNPL (+28% nel primo semestre 2025) “configura uno scenario di crescente rischio di sovraindebitamento”. L’Osservatorio evidenzia infatti il boom del “compra ora, paga dopo”, che rischia di rendere più difficile la percezione del proprio indebitamento. E spiega che “le pressioni consumistiche, amplificate da eventi come il Black Friday e facilitate da nuovi strumenti finanziari”, stanno spingendo un numero crescente di famiglie verso “scelte finanziarie potenzialmente insostenibili”.
Quanto si spende per Natale, e come
Di quali cifre si parla per Natale? La spesa media prevista per i regali natalizi si attesta a 258 euro per famiglia, con un incremento del 4,5% rispetto al 2024. Una quota non indifferente di consumatori, il 27,9%, prevede di spendere oltre 400 euro.
L’Osservatorio parla di “dati allarmanti” dalle modalità di finanziamento delle spese di Natale:
- Il 36,4% degli intervistati dichiara di dover ricorrere a forme di credito per sostenere le spese natalizie (+1,6% rispetto al 2024);
- Il 29,5% utilizzerà carte di credito revolving (+1,3% rispetto al 2024);
- Il 20,5% farà ricorso a sistemi Buy Now Pay Later (+0,9% rispetto al 2024);
- Il 13% richiederà prestiti personali specifici per le festività (+0,6% rispetto al 2024).

Il boom del BNPL
Il BNPL è in fortissima crescita: segna più 28% rispetto al 2024, più 188% sul 2022.
“Dietro un’apparente facilità d’uso del BNPL si nascondono rischi sistemici significativi – dichiara Stefano Santin, Presidente dell’Osservatorio e componente del Comitato Interministeriale EDUFIN – Il 17% degli utilizzatori BNPL è rappresentato da persone senza storia creditizia: giovani e fasce vulnerabili che entrano nel mondo del credito attraverso strumenti percepiti come innocui ma potenzialmente pericolosi”.
Fra gli utenti del BNPL il 56% donne sono donne e il 44% uomini; il 17% sono new to credit e c’è una rilevante crescita anche fra i Baby Boomers.
I rischi del buy now pay later sono diversi: la facilità di accesso al credito senza una valutazione del merito creditizio, l’accumulo di più dilazioni, la scarsa percezione del debito complessivo da parte dei consumatori, l’alto tasso di fidelizzazione che può portare a dipendenza dal credito e tassi di interesse elevati in caso di ritardo nei pagamenti. Il BNPL, evidenzia la ricerca, vede penali per ritardi che arrivano fino al 26,1% annuo.
Sulla dinamica delle spese, e di come finanziarle, ha un impatto l’inflazione alimentare. “L’incremento del +9,1% dei prezzi alimentari ha ridotto del 12,9% la capacità di risparmio delle famiglie e spinto il 16,5% dei cittadini a ricorrere al credito anche per spese correnti – spiega la ricerca – Questo genera un effetto sostituzione: ‘se i beni essenziali costano di più, si usano prestiti per mantenere i consumi voluttuari'”.
Oltre alle famiglie già in difficoltà o a rischio sovraindebitamento, il 13,4% destina oltre il 40% del reddito al rimborso dei debiti e il 2,1% degli utenti BNPL mostra segnali di dipendenza finanziaria.
