acqua di rubinetto

Acqua, report su percezioni e comportamenti nell'uso delle risorse idriche

Acqua senza accesso universale. Acqua molto in bottiglia. Acqua consumata e usata molto di più di quanto si pensi. L’uso sostenibile dell’acqua fra i cittadini è ancora lontano se si considera la combinazione fra carenza di informazioni, grande ricorso all’acqua in bottiglie di plastica e consumo reale molto al di sopra di quello effettivo. Per dire: pensiamo di consumare circa un centinaio di litri al giorno quando ne usiamo più del doppio.

Percezioni e abitudini dei cittadini nell’uso dell’acqua

In occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente, che si celebra oggi, Cittadinanzattiva ha presentato la consultazione civica “Percezioni e abitudini dei cittadini nell’uso della risorsa e del servizio idrico”.

La consultazione, che ha coinvolto oltre 2500 cittadini (fatta prima della pandemia da coronavirus), non ha rappresentatività statistica ma fotografa situazioni emblematiche e restituisce una sorta di termometro della questione, in questo caso l’acqua.

L’iniziativa rientra nel progetto “Le città e l’uso sostenibile dell’acqua e delle risorse naturali”, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e coordinato da CEVI, il cui obiettivo è quello di  promuovere una maggiore conoscenza e sensibilizzazione dei cittadini nei confronti degli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda ONU 2030, a partire dall’uso razionale della risorsa idrica.

L’Obiettivo 6 dell’Agenda Onu 2030 propone infatti alla comunità internazionale di “assicurare l’accesso universale all’acqua da bere e ai servizi igienici attraverso un prezzo accessibile e una gestione efficiente e sostenibile”.

 

acqua

 

 

L’accesso all’acqua

«In termini di accesso all’acqua non è ancora risolta la questione della garanzia per tutti di un quantitativo corrispondente al minimo vitale», evidenzia la ricerca.

Al Sud e nelle Isole sono ancora molti i problemi legati alla qualità dell’acqua. Sempre nelle aree meridionali si segnalano più spesso ordinanze di non potabilità dell’acqua, interruzioni e razionamenti anche per periodi prolungati.

Viene segnalata la presenza di episodi di razionamento dell’erogazione dell’acqua nel 13,4% dei casi, con percentuali molto più elevate in Calabria (54,7%) e Sicilia (40,2%). Al Sud in media questa percentuale è del 33,3%. Nel 90% dei casi segnalati si tratta di razionamenti a carattere stagionale.

L’emissione di ordinanze di non potabilità dell’acqua è segnalata dal 17,4% del campione (ma dal 30,1% al Sud e dal 21,8% al Centro) con una frequenza che nel 78% dei casi è definita occasionale.

Un altro dato che spicca è una generale carenza di informazione fra i cittadini. La tariffa del servizio idrico integrato applicata dal proprio gestore è nota solo al 35,5% dei rispondenti mentre solo il 30% di essi è a conoscenza del bonus sociale idrico, introdotto a partire da luglio 2018 per i nuclei familiari in accertate condizioni di disagio economico.

 

 

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Acqua e abitudini di consumo, fonte: Cittadinanzattiva 2020

 

Le abitudini di consumo dell’acqua

Acqua di rubinetto o acqua in bottiglia? A livello nazionale il campione è spaccato più o meno a metà. Le scelte di consumo di acqua sono molto orientate verso l’acqua in bottiglia, soprattutto in plastica.

«Le scelte di consumo, a parte la questione di gusto, sono influenzate in molti casi da una mancanza di fiducia nei confronti dei controlli relativi alla potabilità e qualità dell’acqua di rubinetto – si legge nella ricerca – Sfiducia alimentata negli anni dalla questione delle deroghe alla potabilità dell’acqua, cui si è fatto ricorso in numerose aree del Paese ma anche, soprattutto nel meridione, dalle problematiche infrastrutturali che non consentono una erogazione del servizio con continuità e regolarità».

Si orienta verso un consumo prevalente di acqua di rubinetto il 46,4% del campione, laddove il 44% circa preferisce invece l’acqua in bottiglia (con percentuali maggiori al Sud). Si beve acqua in bottiglia perché piace di più e perché non si ci fida di quella del rubinetto.

Chi sceglie l’acqua in bottiglia lo fa soprattutto perché non gradisce il sapore dell’acqua di rubinetto (50,1%) e anche perché non si fida dei controlli di qualità e di potabilità dell’acqua (43,6%). Il 15,4% ritiene che l’acqua in bottiglia abbia effetti benefici sulla propria salute.

Chi consuma abitualmente acqua del proprio rubinetto tuttavia non mantiene la stessa abitudine fuori casa visto che nei locali pubblici la chiede sempre solo il 14,2%. Più diffusa invece la consuetudine di portarsi dietro la borraccia dell’acqua (47% circa). Tra quanti preferiscono l’acqua in bottiglia il 75,5% sostiene di conoscerne la provenienza mentre solo poco più della metà si sofferma su caratteristiche dell’acqua e data di analisi e scadenza.

L’acqua in bottiglia è soprattutto in plastica, scelta da oltre sei consumatori su dieci. Ne risulta, stima l’indagine, una produzione media di 2,2 bottiglie di plastica al giorno al giorno per famiglia e con una spesa media mensile di 18 euro circa.

 

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Sprechi di acqua, fonte: Cittadinanzattiva 2020

 

Sprechi di acqua e cambiamenti climatici

«La consapevolezza dei cittadini rispetto a quelli che sono i propri consumi di acqua e di conseguenza gli sprechi è davvero molto limitata – evidenzia il report di Cittadinanzattiva – La convinzione più diffusa è quella di consumare nel corso della giornata un quantitativo di acqua per singola persona compreso tra 50 e 100 litri. In realtà le fonti ufficiali ci dicono che ne consumiamo molta di più (237 in media) e che siamo il Paese con i consumi più elevati».

Il consumo medio di acqua è dunque molto sottostimato. Il 94% degli intervistati dichiara di adottare accorgimenti per ridurre gli sprechi di acqua, anche sono si tratta soprattutto di azioni di base: chiudere il rubinetto mentre ci si lava, preferire la doccia al bagno, usare gli elettrodomestici a pieno carico. Percentuali più basse comprendono invece la scelta di installare miscelatori d’aria per rubinetti o scarichi, il controllo periodico del funzionamento del proprio contatore per individuare eventuali perdite, o scelte di consumo che tengano conto della impronta idrica dei beni.

E qual è la consapevolezza sul clima?

«In tema di cambiamenti climatici – spiega il report – i rischi che si avvertono in misura maggiore riguardano il possibile aumento delle zone a rischio siccità e desertificazione, l’intensificarsi di fenomeni meteorologici estremi (es. uragani e tempeste) e l’innalzamento del livello del mare e quindi delle inondazioni. Si collega invece in minor misura la questione dei cambiamenti climatici a quella di fenomeni migratori di massa e diffusione di nuove malattie». L’indagine è stata però fatta prima del Covid. Su questo dunque la sensibilità potrebbe essere un po’ cambiata.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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