biodiversità

Oggi è la Giornata dell'Ambiente dedicata alla biodiversità

La perdita di biodiversità «può portare al collasso dei sistemi sanitari e alimentari». All’umanità ormai non basta più un pianeta per soddisfare la domanda di risorse naturali. Ma di questo passo, con un quarto delle specie conosciute che potrebbe semplicemente essere spazzato via dalla terra da qui a dieci anni, è a rischio la base della vita e tutto il complesso sistema che la regge. Time for Nature, dicono dunque le Nazioni Unite per celebrare la Giornata mondiale dell’Ambiente.

5 giugno, Giornata dell’ambiente

È una ricorrenza che dal 1974 si celebra ogni anno il 5 giugno. Quest’anno il tema è la biodiversità, essenziale per comprendere il legame e l’interdipendenza fra gli esseri umani e la natura. Un tema ancor più sentito per la pandemia da coronavirus, che punta i riflettori sulle malattie che passano dagli animali all’uomo e sulle conseguenze nefaste che si verificano quando si incrina il complesso equilibrio naturale.

La biodiversità, ricorda l’Onu, è la base della vita. Riguarda ogni aspetto della salute umana, fornendo aria e acqua pulite, cibi nutrienti, fonti per medicinali, resistenza naturale alle malattie e mitigazione dei cambiamenti climatici. Modificare, alterare, rimuovere un solo aspetto di questa trama influisce sull’intera catena della vita e può avere conseguenze negative molto forti.

«Le azioni umane, tra cui la deforestazione, l’invasione degli habitat naturali, l’agricoltura intensiva e l’accelerazione dei cambiamenti climatici, hanno spinto la natura oltre i suoi limiti – ricorda l’Onu – Occorrerebbero 1,6 pianeti Terra per soddisfare le esigenze annuali di risorse naturali degli esseri umani. Se continuiamo su questa strada, la perdita di biodiversità avrà gravi implicazioni per l’umanità, incluso il collasso dei sistemi alimentari e sanitari».

 

 

 

Biodiversità, futuro e pandemia

E la strada che la biodiversità ha imboccato non restituisce buoni segnali. Nei prossimi dieci anni potrebbero sparire dal pianeta una specie su quattro fra quelle conosciute. Circa un milione di specie viventi, su un totale stimato di circa 8,7 milioni, sono minacciate di estinzione. Si parla anche di sesta grande estinzione di massa. Negli ultimi 150 anni le barriere coralline nel mondo si sono dimezzate.

Quello che stiamo vivendo è il momento della natura, o meglio deve diventarlo, perché la pandemia da coronavirus ricorda quanto un equilibrio alterato possa avere un impatto sullo stato di salute del pianeta se, come dicono finora le evidenze scientifiche, il virus si è diffuso facendo un salto di specie.

«L’emergere di COVID-19 ha sottolineato il fatto che, quando distruggiamo la biodiversità, distruggiamo il sistema che supporta la vita umana – ricorda l’Onu per la Giornata dell’ambiente – Oggi si stima che, a livello globale, circa un miliardo di casi di malattia e milioni di morti si verificano ogni anno a causa di malattie causate da coronavirus; e circa il 75% di tutte le malattie infettive emergenti nell’uomo sono zoonotiche, cioè sono trasmesse alle persone dagli animali».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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