Tv Digitale, al via oggi la riorganizzazione delle frequenze nel nord Italia

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Comunicazioni in pandemia, Agcom: giù i ricavi ma aumenta il traffico

Nel primo semestre 2020 l’ecosistema delle comunicazioni elettroniche, radiotv, editoria, internet e servizi postali segna un calo di ricavi del 7,1%. Aumenta il traffico dati per la fruizione domestica di contenuti in streaming, per lo smartworking e la didattica a distanza

Vanno giù i ricavi del sistema delle comunicazioni in pandemia ma aumenta il traffico dati. Comprensibile, considerato che nei primi mesi dell’anno e durante il lockdown c’è stato un aumento della fruizione di contenuti, video e dati, legati sia al tempo libero sia al lavoro in remoto e alla didattica a distanza.

Nella prima metà dell’anno il sistema delle comunicazioni regista un andamento meno negativo rispetto al quadro macroeconomico del paese: i ricavi complessivi dell’ecosistema rappresentato da comunicazioni elettroniche, radiotelevisione, editoria, internet e servizi postali sono in calo del 7,1% mentre l’andamento del Pil è in flessione del 10,6%. Questo dipende soprattutto dall’apporto positivo della pubblicità online e dell’e-commerce.

È quanto evidenzia l’Osservatorio sulle comunicazioni – monitoraggio Covid 2/2020 diffuso oggi dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom).

 

Elettronica per la didattica a distanza

 

Comunicazioni elettroniche in pandemia

A giugno 2020, si legge nell’Osservatorio, la flessione dei ricavi (in media -5,7% rispetto a giugno 2019) risulta meno intensa nella rete mobile (-4,7%) rispetto a quella fissa (-6,5%). Per quanto riguarda i volumi, nei primi nove mesi dell’anno il traffico dati giornaliero cresce del 44,4% nella rete fissa e del 56,4% in quella mobile.

Il sistema dei media

«La flessione dei ricavi complessivi, pari nel 1°semestre 2020 al 10,1% rispetto all’analogo periodo del 2019, sconta l’andamento particolarmente negativo del secondo trimestre (-16,8%) ascrivibile principalmente al calo delle risorse pubblicitarie sui mezzi tradizionali (radio, televisioni ed editoria) particolarmente sensibili alla riduzione dei consumi dovuta alla pandemia – si legge nel documento –  L’editoria quotidiana e periodica (-19,0%) è il comparto maggiormente penalizzato; la televisione, in particolare quella a pagamento, limita i danni grazie alla crescita delle risorse derivante dai consumi di contenuti video in streaming; mentre la pubblicità online (+1,9%) è l’unico segmento a crescere».

In particolare, spiega ancora l’Agcom, nel settore delle telecomunicazioni,la flessione dei ricavi, che in media è stata pari al 5,7%, è risultata relativamente più intensa per la rete fissa (-6,5%) rispetto a quella mobile (-4,7%).

«Anche se i mesi estivi hanno prodotto un’attenuazione nei consumi rispetto ai primi mesi dell’anno, purtuttavia la più intensa fruizione domestica di contenuti video in streaming, il telelavoro e la didattica a distanza hanno prodotto, nei primi nove mesi dell’anno, una forte crescita del traffico, aumentato giornalmente del 44,4% nella rete fissa e del 56,4% in quella mobile».

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