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Dai like alle piazze: quando i giovani passano all’azione dopo essersi informati online

In occasione del Safer Internet Day, Save the Children pubblica il dossier “Dai like alle piazze”. In Italia il 67% degli adolescenti segue attraverso la rete cause sociali, al primo posto la difesa dell’ambiente. La metà passa dall’online ad azioni di cittadinanza attiva

Dai like si passa alla piazza e non c’è contraddizione. L’attivismo digitale dei giovani, che online si mobilitano soprattutto per l’ambiente, non è così debole come può sembrare a un primo sguardo perché spesso si passa all’azione e alla manifestazione, come ha ben evidenziato il movimento Fridays for Future, che non a caso è stato capace di unire mobilitazione online e di piazza. In occasione del Safer Internet Day, uno studio di Save the Children punta allora i riflettori sul rapporto fra adolescenti, uso della rete per seguire cause sociali e politiche, e impegno in prima persona.

Un dato emerge su tutti: in Italia il 67% degli adolescenti interpellati segue attraverso la rete cause sociali, soprattutto la difesa dell’ambiente, e la metà passa anche ad azioni reali di cittadinanza attiva.

 

 

 

Internet e la cittadinanza attiva: dai like alle piazze

«La connessione in rete è oggi una costante della vita quotidiana dei bambini e dei ragazzi – dice Raffaela Milano, Direttrice Programmi Italia-Europa di Save the Children – Occorre proteggerli dai rischi della rete, ma allo stesso tempo non dobbiamo ignorare la potenzialità che la rete stessa può avere nello sviluppo della loro cittadinanza attiva. Una potenzialità preziosa, così come ha dimostrato la mobilitazione mondiale sul clima. È importante diffondere questa consapevolezza nelle scuole, dove tutte le materie, a partire dall’educazione civica, dovrebbero sempre prevedere una interazione tra la dimensione online e quella offline, per i ragazzi ormai inscindibili».

Tanto inscindibili sono le due dimensioni che l’associazione usa il neologismo onlife anche nel titolo del dossier – “Dai like alle piazze: giovani e partecipazione civica onlife” – per indicare il superamento della dicotomia fra online e offline.

«Un continuo rimando tra le due dimensioni – si legge nel dossier – è confermato dalle voci dei ragazzi che si servono di mezzi e piattaforme appartenenti a entrambe le dimensioni, passando da una all’altra in maniera fluida, combinata, utilizzandoli, spesso contemporaneamente, a seconda delle proprie esigenze e interessi. Lo fanno principalmente per condividere esperienze, espandere la propria rete, fare nuove conoscenze, informarsi su temi sociali. Ma anche per organizzarsi e agire in relazione a questi ultimi».

 

fridays for future

 

Internet ambiente familiare

L’indagine, attraverso alcuni focus group nelle scuole e un’indagine online a risposta spontanea promossa tra gli adolescenti, racconta se e come la presenza sulla rete abbia a che fare anche con la partecipazione civica dei giovani.

Il quadro di riferimento è naturalmente quello di una grande familiarità con Internet. Tre bambini o preadolescenti (6-14 anni) su 4 in Italia frequentano la rete, sviluppando una grande familiarità con Internet che diventa quasi assoluta tra i 15-24enni (94%). Navigano soprattutto per comunicare con i messaggi Whatsapp, Skype, Viber o Messenger (92% tra i 14 e i 17 anni), o utilizzando le applicazioni online anche per chiamare e videochiamare (81%), ma sono molti meno quelli che usano il web per leggere giornali o riviste online (circa 40%).

Da qui la domanda: quanti usano la rete per aderire a cause sociali, civiche e politiche e quanti poi si impegnano in prima persona?

È di circa il 30% la percentuale di adolescenti che non fa parte o non è iscritto a nessun gruppo o associazione; 1 su 6 frequenta gruppi scolastici; sempre 1 su 6 è iscritto ad associazioni di volontariato sociale o ad associazioni o gruppi religiosi. L’iscrizione ad associazioni culturali o associazioni per la tutela dell’ambiente riguarda il 7% circa, mentre quella ad associazioni per la cooperazione internazionale o per la tutela dei diritti umani, o a movimenti, partiti politici o comitati di cittadini riguarda il 4% circa dei rispondenti.

Interessati ai cambiamenti climatici e all’ambiente

«Per il 67% degli adolescenti che hanno risposto al sondaggio – scrive Save the Children – i social rappresentano il canale sul quale si informano e si attivano rispetto ai temi sociali, civici o politici di maggiore interesse per loro, seguita dalla scuola (65%) .Tra i temi che maggiormente riscuotono l’interesse dei ragazzi e delle ragazze vi sono:  i cambiamenti climatici e la difesa dell’ambiente (60%), la lotta contro discriminazioni, bullismo e stereotipi (53%), l’immigrazione (25%), i problemi della scuola e i diritti dei minori (18%)».

Molti diffondono queste informazioni attraverso il “mi piace” (45% circa) o condividendole sulla propria bacheca o profilo (46%), mentre 1 adolescente su 20 (6%) fa un passo in più e contribuisce creando in rete un nuovo contenuto sulla tematica in questione, e un ristretto 4% arriva a scrivere un appello o una petizione di raccolta firme per raggiungere un obiettivo prefissato.

 

 

 

Dalla tastiera alla piazza

Oltre la metà dei ragazzi però si impegna in azioni di cittadinanza e passa dalla tastiera alla piazza, specialmente (oltre 8 casi su dieci di chi entra in azione) quando si parla di ambiente.

«Questo attivismo digitale, che è stato definito come un “attivismo pigro”, rimane tuttavia confinato nel web solo nel 13% dei casi – evidenzia Save the Children – Più della metà dei ragazzi attivi online traduce l’impegno anche in azioni dirette di cittadinanza, per cambiare concretamente le cose, partecipando a eventi di sensibilizzazione o mobilitazione collettiva legati alla tematica di interesse. È la difesa dell’ambiente la causa che sembra stimolare di più il passaggio all’azione dei ragazzi: l’83% di quelli che hanno “abbandonato la tastiera” per uscire in strada e partecipare a manifestazioni o cortei ha infatti seguito assiduamente online questo tema negli ultimi due anni».

Il ruolo della madre e dei libri

Ci sono poi due fattori che favoriscono l’azione concreta per cause sociali o politiche conosciute online. Uno è l’esempio dei genitori, in particolare della figura materna. Gli adolescenti con una madre attiva su queste cause hanno maggiori probabilità di essere iscritti ad associazioni di volontariato (41%) rispetto a quelli con una madre non attivamente impegnata socialmente o politicamente (27%).

Un secondo fattore è legato alla lettura dei libri: il 57% dei giovani che partecipa “spesso” e il 47% di chi partecipa “qualche volta” anche fisicamente ad eventi che ha seguito online, dichiara infatti di aver letto più di 3 libri extrascolastici nell’ultimo anno, contro il 9% e il 12%, rispettivamente, di chi non ne ha letto neanche uno.

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