Iride per cryptovalute, avvertimento del Garante Privacy contro Worldcoin (Foto Pixabay)

La scansione dell’iride per verificare l’identità degli utenti e scambiare cryptovalute “con ogni probabilità” violerebbe il regolamento europeo sul trattamento dei dati personali. È l’avvertimento lanciato dal Garante Privacy nei confronti del progetto Worldcoin. Se Worldcoin, basato sulla scansione dell’iride per verificare l’identità degli utenti, approdasse in Italia, avverte l’Autorità, “con ogni probabilità violerebbe il Regolamento Ue, con tutte le conseguenze di carattere sanzionatorio previste dalla normativa”.

Il progetto di Worldcoin e la scansione dell’iride

Questo dunque l’avvertimento lanciato verso Worldcoin Foundation, che sostiene il progetto lanciato dall’amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman, per poter scambiare cryptovalute, dopo i primi riscontri forniti dalla società nell’ambito dell’istruttoria avviata nei mesi scorsi dall’Autorità.

Il progetto si basa sulla scansione dell’iride per creare un’identità digitale mondiale, accedere alle cryptovalute e distinguere gli esseri umani dall’intelligenza artificiale, ma a molti non è sfuggito il carattere distopico del progetto e i rischi che si porta dietro, collegati all’uso dei dati biometrici.

Come si legge in un approfondimento su Wired, “Worldcoin, fondata da Altman e altri nel 2019, è riuscita a convincere circa 2,3 milioni di persone in tutto il mondo a farsi scansionare gli occhi da un’apparecchiatura sferica, in cambio di un po’ di criptovalute”. La società è già stata bloccata temporaneamente dall’Autorità spagnola per la protezione dei dati, fra le crescenti preoccupazioni che si sono diffuse in diversi paesi del mondo.

L’avvertimento del Garante Privacy italiano

Nel suo avvertimento il Garante Privacy italiano spiega il funzionamento del progetto. A partire da luglio 2023 agenzie di stampa nazionali “hanno riportato il lancio del progetto Worldcoin da parte della Worldcoin Foundation, progetto basato sulla scansione dell’iride per verificare l’identità degli utenti e sul collegamento di tale trattamento al mercato degli strumenti finanziari, nel caso specifico la cryptovaluta chiamata “WLD”.

Come funziona? Il Garante spiega che “la scansione dell’iride avviene attraverso uno strumento denominato “Orb” che utilizza il volto e la struttura oculare di un individuo per creare un codice di identificazione univoco, il c.d. “IrisCode”; una volta scansionato l’iride e salvato il predetto IrisCode, l’Orb crea una ID per ciascun utente a livello mondiale (World ID), eliminando l’immagine raccolta”.

Il protocollo Worldcoin, spiega il Garante Privacy in una nota, ha l’obiettivo di creare un’identità (World ID) e una rete finanziaria (basata sulla cryptovaluta WLD) a livello globale. Al centro del progetto c’è appunto l’Orb, dispositivo biometrico che scansiona il volto e l’iride, e il codice identificativo univoco a livello mondiale in grado, secondo la Worldcoin Foundation, di distinguere gli esseri umani dai prodotti dell’intelligenza artificiale.

“Anche se i dispositivi Orb non sono ancora funzionanti in Italia, i cittadini italiani possono già scaricare, dagli app store, la World App, fornire i relativi dati personali e prenotare i propri WLD token gratuiti. Orb, World ID e World App, strettamente interconnessi tra loro, costituiscono l’ecosistema Worldcoin”, spiega ancora il Garante.

Dalle informazioni ricevute dalla società e da quelle reperibili sul sito della stessa, l’Autorità ritiene che “il trattamento dei dati biometrici basato sul consenso degli aderenti al progetto, rilasciato sulla base di una informativa insufficiente, non può essere considerato una base giuridica valida secondo i requisiti richiesti dal Regolamento europeo”.

La promessa di ricevere WLD token gratuiti da parte di Wordcoin, prosegue l’Autorità, “incide negativamente sulla possibilità di esprimere un consenso libero e non condizionato al trattamento dei dati biometrici effettuato attraverso gli Orb”.

Il provvedimento del Garante spiega ancora che “gli utenti non risultano avere a disposizione sufficienti informazioni per garantire loro una piena consapevolezza circa i rischi elevati collegati al trattamento dei propri dati biometrici” e che i rischi del trattamento risultano amplificati dall’assenza di filtri per impedire l’accesso agli Orb e alla World App ai minori di 18 anni.

Il provvedimento del Garante è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.


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