Quale lettura? AIE: il 30% dei lettori legge qualche volta al mese o all’anno (Foto di Pexels da Pixabay)
Quale lettura? AIE: il 30% dei lettori legge qualche volta al mese… o all’anno
Associazione Italiana Editori: nel 2024 peggiora la qualità della lettura, calano i lettori, diminuisce il tempo dedicato a leggere
L’Italia non è un paese di lettori. Certo, misurare la lettura dipende dalla domanda esatta che si fa ai lettori. Ma una cosa è certa: “Peggiora la qualità della lettura in Italia”.
“Il 30% dei lettori legge in maniera frammentaria, dedicandosi a questa attività solo qualche volta al mese se non qualche volta all’anno”.
Diminuiscono i lettori mentre il paese continua a essere spaccato fra Nord e Sud.
Meno tempo per la lettura e lettori in calo
È il dato che viene dall’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) presentato oggi alla fiera Più libri più liberi durante l’incontro “La lettura debole. Pochi lettori o letture troppo brevi?”.
Diminuisce anche il tempo dedicato a leggere. Il tempo medio settimanale per la lettura si riduce a 2 ore e 47 minuti; erano 3 ore e 16 minuti nel 2023 e 3 ore e 32 minuti del 2022.
Le persone tra i 15 e i 74 anni che dichiarano di aver letto, anche solo in parte, un libro nell’ultimo anno (a stampa, e-book, o ascoltato un audiolibro) sono il 73%, contro il 74% del 2023. La lettura di soli libri a stampa è in diminuzione e riguarda il 66% della popolazione (era il 68% nel 2023) come frutto però della media fra il 72% della lettura delle donne e il 60% degli uomini. Guardando ai lettori per fascce di età, leggono libri a stampa in percentuale sopra la media i 18-24enni (74%), i 15-17enni (73%), i 35-44enni (71%), i 25-34enni (70%).
«I dati sulla flessione dei tempi di lettura e del numero di lettori, che vanno di pari passo alla flessione del mercato, confermano la necessità di tornare a sostenere la domanda di libri nel nostro Paese soprattutto tra i più giovani, creando una consuetudine con i libri che prosegua nel corso di tutta la vita – ha spiegato il presidente di AIE Innocenzo Cipolletta –. Non c’è crescita e sviluppo culturale ed economico per l’Italia se non facciamo crescere i lettori, soprattutto al Sud e nelle aree meno prospere del Paese».
Come si misura la lettura?
C’è da dire che il tasso di lettura è un numero che varia a seconda delle rilevazioni fatte perché cambia la domanda che viene fatta agli intervistati. Accade così, ricorda AIE in una nota, che l’Osservatorio AIE stima i lettori il 73% della popolazione, mentre Istat li valuta il 39% (popolazione di più di sei anni); la percentuale data da Eurostat è del 35% (popolazione di più di 16 anni); Doxa per Osservatorio Politecnico stima invece la lettura italiana al 79% (popolazione tra i 18 e i 75 anni) e la stima all’ 80% SWG (popolazione tra i 18 e i 75 anni).
Il tasso di lettura degli italiani rilevato da AIE, prosegue la nota, differisce profondamente da quello rilevato da ISTAT a causa del tipo di domanda diversa fatta agli intervistati.
L’indagine ISTAT sulla popolazione di sei anni e più chiede infatti al campione “Negli ultimi 12 mesi ha letto libri (cartacei, ebook, libri online o audiolibri)? Consideri solo i libri letti per motivi non strettamente scolastici o professionali”.
La domanda dell’indagine AIE rivolta alla popolazione tra i 15 e i 74 anni, dopo aver premesso all’intervistato che l’indagine esclude tutte le forme di lettura obbligatorie: scolastiche, di studio e professionale, invece, è “Pensando agli ultimi 12 mesi le è capitato di leggere, anche solo in parte, un libro di qualsiasi genere, non solo di narrativa (come un romanzo, un giallo, un fumetto, un fantasy…) ma anche un saggio, un manuale, una guida di viaggio o di cucina, ecc. su carta o in formato digitale come un e-book, o di ascoltare un audiolibro?”.
Lettura, un piano per il Sud
Ci sono poi disparità Nord-Sud anche nelle vendite di libri. I 79,2 milioni di libri a stampa venduti in Italia nel mercato trade tra gennaio e ottobre del 2024 sono così distribuiti: 35,8% nel Nord-Ovest, 22,2% nel Nord-Est, 22,7% al Centro, il 19,3% al Sud e Isole. Isole e Sud sono sotto la media nazionale per numero di librerie per abitante.
«Il ritardo del Meridione è drammatico e non si risolve con interventi estemporanei o slegati da una visione d’insieme – spiega Florindo Rubbettino, delegato AIE per il sud –. Gli indici di lettura dipendono dalla scolarizzazione, dalla presenza di infrastrutture sul territorio quali librerie e biblioteche, dal sostegno all’imprenditorialità locale, da iniziative sul territorio quali festival, premi, rassegne culturali. Una legge di sistema del libro non può non prevedere un piano per il Meridione che miri a costruire un ambiente favorevole alla cultura del libro agendo su tutti questi fattori, attraverso iniziative pubbliche e incoraggiando l’iniziativa privata».

