Shopping non alimentare, le tendenze post pandemia: più e-commerce, caccia allo sconto e seconda mano (foto pixabay)

Shopping non alimentare, le nuove tendenze: più e-commerce, caccia allo sconto e seconda mano

Lo shopping non alimentare è cambiato con la pandemia e dopo. I consumatori hanno in parte cambiato il modo di fare acquisti: si rivolgono di più all’e-commerce, usano i canali digitali, premiano la sostenibilità e vanno a caccia dello sconto. Le tendenze secondo l’Osservatorio Non Food 2022 di GS1 Italy

Lo shopping non alimentare è cambiato con la pandemia e dopo. Ci sono delle tendenze che si sono affermate negli acquisti del non food, dei prodotti non alimentari, e nuove abitudini di consumo. Il 30% dei consumatori ha cambiato modo di fare shopping rivolgendosi di più all’e-commerce. I canali digitali sono sempre più importanti anche nella funzione di marketing, come vetrine dei brand. L’online permette di confrontare prodotti e servizi anche alla ricerca di risparmio. La caccia allo sconto è facilitata dal digitale, premia la distribuzione non specializzata e premia i mercati di seconda mano. Il 45% dei consumatori si è rivolto infatti alla second hand. C’è poi la tendenza green che premia l’impegno alla sostenibilità.

Sono alcune delle principali tendenze dello shopping non alimentare fotografate dall’Osservatorio Non Food 2022 di GS1 Italy. Il documento presenta un focus su 13 comparti merceologici non alimentari. Sono elettronica di consumo, abbigliamento e calzature, bricolage, articoli per lo sport, mobili e arredamento, edutainment (libri film musica videogiochi), cancelleria, giocattoli, casalinghi, farmaci da banco, prodotti di profumeria, prodotti di ottica, tessile casa.

Shopping non alimentare, integrazione fisico-digitale

Sul mercato complessivo dei prodotti non alimentari stimato nell’Osservatorio, si registra un trend particolarmente positivo (+12,0%).

Interessanti sono soprattutto le tendenze che emergono nello shopping non alimentare in relazione ai comportamenti di acquisto dei consumatori e alle loro abitudini. La prima tendenza identificata dall’Osservatorio è quella della “inevitabile phygital”. L’integrazione fisico-digitale è diventata centrale nell’esperienza di consumo.

«Durante la pandemia gli italiani sono diventati, per necessità e per comodità, più omnichannel e hanno imparato a utilizzare sempre più le nuove tecnologie digitali anche per fare shopping. Un atteggiamento rimasto anche nel 2021: infatti, rispetto al pre-Covid, il 30% dei consumatori dichiara di aver adottato nuovi comportamenti nello shopping, in particolare ricorrendo agli acquisti via web» (Osservatorio Non Food 2022 di GS1 Italy).

Una parte delle vendite si è spostata sul web, alcuni negozi sono stati chiusi. Nel settore dell’abbigliamento la quota di retailer che ha introdotto le vendite online accanto a quelle tradizionali è arrivata al 51,2% contro il 14,4% del 2019.

 

 

Osservatorio Non Food 2022 Gs1 Italy

 

E-commerce reloaded

L’andamento del commercio online è variegato.

«L’e-commerce esce da un 2021 molto sfaccettato, con mercati in cui ha continuato a crescere in modo importante e altri in cui ha ridimensionato il suo peso, dando i primi segnali di assestamento e sgonfiando parte della bolla del 2020. Nel 2021 le vendite online sono aumentate soprattutto per i farmaci da banco (+20,7%) e per i prodotti di profumeria (+31,2%), confermando per entrambi il trend positivo di medio periodo. Stessa dinamica per l’edutainment dove, con il +6,1% di fatturato ottenuto nel 2021, il web è diventato il primo canale coprendo oltre la metà del mercato. Ma è nell’elettronica di consumo, primo mercato a valore nel Non Food, che l’e-commerce ha registrato il maggior fatturato aggiuntivo, grazie all’espansione del 10,9% delle vendite».

Altri settore sono invece in calo, come l’abbigliamento (meno 2,7% articoli per lo sport e meno 3,2% calzature).

Shopping non alimentare e canali digitali

I canali digitali sono sempre più importanti anche come canali di marketing. I consumatori cercano online i brand, li trovano e li confrontano. La comunicazione attraverso i social network diventa fondamentale come strategia di marketing, tanto che l’81,9% dei retailer è presente su almeno uno dei principali social network con una pagina ufficiale in italiano, in particolare su Facebook, seguito da Instagram e Twitter. I social sono insomma la vetrina del brand.

«Nel 2021 il 69% degli utenti di internet ha dichiarato di essere venuto a conoscenza di nuovi brand navigando online, il 76% ha usato la rete per confrontare marche di prodotti o servizi che voleva acquistare e il 37% è convinto che trovare una marca online sia garanzia di una certa qualità».

Nuove esperienze di shopping

Le nuove esperienze di shopping comprendono forme di consegna più flessibili e un cambiamento del tempo trascorso nei negozi.

Da un lato, circa un terzo dei consumatori dice di aver sfruttato nel 2021 le modalità di acquisto e consegna più flessibili – come ordini in remoto (pc o telefono) con ritiro in punto vendita oppure ordini in store con consegna a domicilio. Il 10% di italiani ha sfruttato i tour virtuali del punto vendita o i contatti a distanza (video call) con gli addetti del punto vendita.

Dall’altro lato, i consumatori cercano di fare spese nelle giornate meno affollate e si trattengono meno nei negozi.

«Dopo la pandemia è aumentato il livello di attenzione nella frequentazione dei luoghi affollati (il 26,4% degli italiani preferisce le giornate con meno clienti), si è ridotta la frequenza di visita ai negozi (65% dei casi) e si sono abbreviati i tempi di permanenza (32,4%) oltre ad essere aumentata la sensibilità per il livello di pulizia e il rispetto delle norme di legge per il contenimento della pandemia».

Occhio alla sostenibilità

Come per molti altri studi sulle abitudini di consumo, emerge la tendenza green e la ricerca della sostenibilità.

«L’attenzione di brand e insegne Non Food alle tematiche etiche e ambientali diventa sempre più importante per attrarre e conquistare i consumatori: il 73% della popolazione sopra i 14 anni valuta positivamente i marchi che prendono posizione su questi temi e il 57% li premia nelle proprie scelte di acquisto».

Sostenibilità e opportunità di risparmio premiano anche i mercati di seconda mano.

«L’attenzione alla sostenibilità è anche una delle motivazioni che ha contribuito alla crescita del business del second hand: con il 28% di incidenza, rappresenta la seconda ragione, dopo il risparmio, che ha spinto 45 italiani su 100 a comprare beni di seconda mano, rivolgendosi soprattutto alle piattaforme online (63%)».

Caccia allo sconto

Nel 2021 diventa più accurata ed evidente la caccia allo sconto e la ricerca del risparmio. Dal 20% al 45% dei consumatori, a seconda delle categorie, si informa su diversi canali sia fisici che digitali, confrontando soprattutto i negozi fisici e i siti generalisti. La caccia allo sconto è facilitata dalla diffusione del digitale, per i servizi di comparazione dei prezzi ma anche per il risparmio spesso offerto dal web rispetto ai negozi fisici. E premia anche la Gdo non specializzata quando fa le offerte speciali.

«È sempre la convenienza a rendere interessanti i punti vendita despecializzati (come ipermercati, supermercati e discount): normalmente marginali nel Non Food, diventano attrattivi per alcune categorie di prodotti in occasione delle operazioni promozionali condotte in alcuni periodi dell’anno, come accade agli articoli per la casa in occasione dei cambi di stagione, alla profumeria e ai giocattoli nel periodo natalizio, o ai prodotti offerti nei volantini dei discount».

Un’altra tendenza nello shopping non alimentare, legato alla ricerca della convenienza, è appunto la crescita del second hand: vi ha fatto ricorso ricorso il 45% degli italiani (con il 10% che lo fa spesso) soprattutto alla ricerca di risparmio (motivazione addotta nel 65% dei casi).


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