Bologna Città30, il Comune va avanti (Immagine Comune di Bologna)

Bologna Città30 va avanti e presto la città emanerà le nuove ordinanze e la documentazione richiesta per la viabilità. Il Comune di Bologna ha annunciato i prossimi passi in difesa del limite di velocità a 30 km/h, dopo la pronuncia del Tar dell’Emilia Romagna. E ha anticipato qualche dato sul bilancio di Città30 dopo due anni dall’istituzione.

La pronuncia del Tar

Il Tar dell’Emilia Romagna ha infatti annullato gli atti istitutivi della Città30, nello specifico il Piano Particolareggiato del Traffico Urbano  “Bologna Città 30” e le ordinanze istitutive delle zone in cui il limite di velocità è stato portato a 30 km orari, «fermi restando gli ulteriori provvedimenti che l’Amministrazione intenderà adottare».

Il Comune di Bologna, spiega una nota dell’amministrazione, aveva individuato per ogni strada almeno una delle condizioni che devono ricorrere per legittimare l’abbassamento del limite di 50 Km/h. Si era già preparato allo scenario delineato dalla sentenza del Tar e aveva cominciato a lavorare sulla documentazione strada per strada.

“Nelle prossime settimane saranno ultimate tali schede di dettaglio ed ulteriormente vagliate alla luce dei criteri sottolineati dalla sentenza del Tar. Al termine di tale revisione, l’amministrazione emetterà i nuovi atti istitutivi della Città 30, recependo le indicazioni del Tar, che chiariscono elementi utili alla modalità di redazione di tali atti”.

Cosa succede adesso? L’amministrazione spiega che “in queste settimane, in attesa dei nuovi atti che emanerà l’Amministrazione, non tutte le strade oggi a 30 km/h torneranno a 50 km/h. Le zone 30 esistenti al 31 dicembre 2023, a partire dal centro storico, rimarranno attive, in quanto non interessate dalla sentenza del Tar”.

Due anni di 30 km/h: meno vittime sulle strade

Nelle prossime settimane verrà poi pubblicato il bilancio di due anni di Città30. Nel frattempo i primi dati, anticipati dal Comune, confrontano il biennio pre-Città30 (2022 e 2023) con quello successivo (2024 e 2025).

E dicono che, rispetto all’obiettivo di aumentare la sicurezza stradale, il provvedimento ha portato un calo di oltre il 43% di vittime sulla strada, di oltre il 7% di ferimenti gravi e permanenti, di oltre il 12% di incidenti stradali. Nei primi due anni sono state salvate 17 vittime, si è evitato il ferimento di 348 persone e sono stati scongiurati 709 incidenti stradali (Qui i numeri).

A Bologna con Città30 sono diminuiti morti, incidenti e feriti. Dal confronto Istat sugli incidenti stradali relativo a 14 grandi Comuni italiani, emerge che a Bologna gli incidenti sono diminuiti del 9,8% mentre negli altri grandi comuni sono aumentati del 4,3%; i feriti sono diminuiti del 10,7% mentre negli altri grandi comuni sono aumentati del 3,9%; i morti sulle strade a Bologna sono diminuiti del 47,6% a fronte di un calo nelle altre città del 18,1%.

Stop fake news su Città30

Legambiente si esprime a sostegno di Città30 e contro quelle che boccia come fake news sulla misura.

“La sentenza del TAR dell’Emilia-Romagna non deve azzerare una misura che va nella giusta direzione e che Bologna ha adottato da due anni con il modello città 30 – dichiarano il presidente di Legambiente Stefano Ciafani, il presidente di Legambiente Davide Ferraresi e Claudio Dellucca, presidente del Circolo Legambiente Bologna – Una rivoluzione che si sta diffondendo in altre città italiane, a partire da Roma e Milano, anche sulla scia delle tante sorelle europee già da anni stanno dando il buon esempio”.

L’associazione si scaglia contro le “fake news” diffuse sul modello Città30 e sul limite di velocità dei 30 km/h.

Non è vero, infatti, che andare a 30 km/h o a 50 km/h è la stessa cosa in termini di sicurezza stradale, la scienza ci dice ben altro. Non è vero che con la città 30 i problemi, soprattutto per i lavoratori, rischiano di essere superiori ai benefici per la sicurezza stradale. Non è vero che a 30 km/h si impiega più tempo a spostarsi e che si inquina di più”.

Parliamone ;-)