Carburanti, oggi la Commissione di allerta rapida prezzi. Nei prossimi giorni “possibili riduzioni” (Foto mimit.gov.it)
Carburanti, oggi la Commissione di allerta rapida prezzi. Nei prossimi giorni “possibili riduzioni”
Si è riunita oggi la Commissione di allerta rapida per la sorveglianza dei prezzi che ha analizzato la situazione dei carburanti. “Verso la stabilizzazione dei prezzi alla pompa”
Si va verso la “stabilizzazione dei prezzi alla pompa” e nei prossimi giorni si dovrebbero vedere “possibili riduzioni”. Così la Commissione di allerta rapida per la sorveglianza dei prezzi, che si è riunita oggi su indicazioni del Ministro Adolfo Urso per fornire un quadro informativo sulle variazioni dei prezzi dei carburanti dopo le nuove tensioni geopolitiche in Medio Oriente e la guerra di Usa e Israele contro l’Iran.
La Commissione, informa una nota del Ministero, ha approfondito le nuove tendenze delle quotazioni internazionali dei beni energetici, in particolare del petrolio e dei prodotti raffinati, e l’impatto delle variazioni di tutte le componenti, a monte e a valle del processo, sull’andamento del costo dei rifornimenti nei distributori della rete stradale e autostradale italiana.
Prezzi carburanti, “possibili riduzioni” nei prossimi giorni
Il Garante per la sorveglianza dei prezzi ha ricordato, prosegue la nota, che “il prezzo dei carburanti alla pompa non ha una relazione diretta con quello del petrolio, bensì con le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, e che non sempre le quotazioni del greggio e del prodotto lavorato mostrano la stessa intensità”. Oltre ai tempi fisiologici di trasmissione fra le variazioni delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e i prezzi alla pompa, il Garante ha rilevato che “dalla seduta del 12 di giugno, l’ultima prima dell’inizio del conflitto tra Israele e Iran, per la successiva settimana si sono registrati dei sensibili aumenti delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, fino a ieri, non compensati dalle successive riduzioni delle quotazioni internazionali di petrolio, particolarmente scese nella giornata del 24 giugno”.
“Se fino all’inizio della settimana i prezzi stavano ancora recependo gli aumenti delle quotazioni internazionali dei giorni precedenti, adesso, ha evidenziato il Garante, si potrebbe vedere l’interruzione dei rialzi alla pompa e, se dovesse mantenersi questa forte tendenza ribassista, anche delle possibili riduzioni nei prossimi giorni. Lo scenario è comunque particolarmente complesso e suscettibile di variazioni, così come osservato negli ultimi dodici giorni”.
Il Ministero, attraverso il Garante, la Commissione allerta rapida e i presidi di trasparenza come il tabellone comparativo prezzi alla pompa, “continuerà a monitorare l’andamento delle variazioni dei prezzi e i loro effetti sui consumatori affinché si possano contrastare eventuali fenomeni speculativi insieme alle autorità competenti”.
Consumatori: prezzi ancora alti
Dalla Commissione arriva dunque l’annotazione sulla tendenza al ribasso dei prezzi negli ultimi giorni, dopo i forti rialzi avvenuti allo scoppio della guerra contro l’Iran.
Ma per Adoc, Assoutenti e Federconsumatori, presenti in rappresentanza del Cncu, i ribassi “non si percepiscono ancora sul fronte dei prezzi, che invece sono subito scattati all’insù al primo accenno di aumento della quotazione della materia prima”.
Gli aumenti rilevati sono di +6 cent/litro dalla prima settimana di giugno per la benzina, con un aumento medio di 3 euro per pieno, e di +9,8 cent/litro per il gasolio con un aumento medio di circa +4,9 euro per pieno.
“Abbiamo espresso preoccupazione, in caso di escalation del conflitto e aumento dell’incertezza dei mercati, per gli scenari che si potrebbero determinare per i cittadini, non solo in relazione ai costi dei carburanti, in particolare sulla rete autostradale (dove i carburanti hanno già superato la soglia record di 2 euro al litro), ma anche in termini indiretti sui costi dei beni di largo consumo, trasportati in larga parte su gomma – spiegano le tre associazioni – Non sottovalutiamo, poi, l’impatto sui costi dei trasporti in vista della stagione turistica, che rischia di compromettere un settore che già risentirà delle difficoltà, dei tagli e delle rinunce delle famiglie”.
Da qui una serie di proposte. I Consumatori chiedono il potenziamento dell’attività di verifica e sanzione di pratiche speculative, in collaborazione con Guardia di Finanza e Antitrust; lo sviluppo, con la collaborazione delle Associazioni dei Consumatori, di piattaforme interattive per informare in tempo reale i cittadini su prezzi medi e sull’andamento dei mercati; e chiedono di attuare, attraverso un’azione concordata a livello europeo, lo scorporo delle accise dall’applicazione dell’IVA sui carburanti.
Il Codacons commenta invece che “sui prezzi dei carburanti la presenza di fenomeni speculativi è oramai innegabile. Ciò che è da chiarire, semmai, è chi realmente si arricchisca grazie all’andamento anomalo dei listini”.
“Sappiamo bene che i listini dei carburanti, al netto della componente fiscale, non dipendendo unicamente dalle quotazioni petrolifere, ma risentono di altri fattori, a partire dai prezzi all’ingrosso dei prodotti raffinati – afferma il Codacons – Ma ciò non esclude la presenza di possibili speculazioni che sfruttano emergenze come la guerra in Iran e che hanno un costo enorme sulla collettività sia in termini di maggiori costi di rifornimento, sia attraverso un rincaro dei listini dei prodotti trasportati su gomma”.

