Balneari, Salvini annuncia decreto per gli indennizzi. Contrari i Consumatori (Foto Pixabay)
Balneari, Salvini annuncia decreto per gli indennizzi. Contrari i Consumatori
Il ministro Salvini ha annunciato che il decreto per gli indennizzi ai balneari sarà pronto entro il 31 marzo. La protesta dei consumatori. UNC: “Le spiagge sono dello Stato”. Codacons: “I veri indennizzi spettano ai consumatori”
Il decreto per gli indennizzi ai balneari sarà pronto entro il 31 marzo. È quanto annunciato dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini agli Stati generali del turismo balneare, organizzati oggi da Sindacato italiano balneari (Sib) a Roma. Fra i punti del decreto attuativo, ha spiegato Salvini, ci sarà il «riconoscimento del valore degli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati», con criteri di «equa remunerazione aggiornati al 2025» e una «rivalutazione degli investimenti».
La proposta al momento prevede di corrispondere «l’indennizzo, inclusa l’equa remunerazione, al concessionario uscente, in misura non inferiore al 20% all’atto dell’aggiudicazione della concessione demaniale e per la restante non oltre il termine di sei mesi dall’aggiudicazione». (Fonte: Milano Finanza).
«Abbiamo già la bozza di decreto, attendiamo i riscontri del Mef, ma abbiamo tre settimane di tempo per presentare una testo su cui lavorare insieme», ha detto Salvini, spiegando che la prossima settimana inviterà le associazioni coinvolte al Ministero sulla bozza del decreto. «L’obiettivo è dare certezza e stabilità dando, a chi per scelta o per necessità vorrà cedere l’attività, il giusto compenso di quello che si è fatto».
Fiba Confesercenti: “Indennizzi siano equi e proporzionati”
Torna così in primo piano la questione il turismo balneare e il tema delle concessioni balneari e delle spiagge che vanno messe a gara.
Per Fiba Confesercenti (la federazione italiana delle imprese balneari Confesercenti) l’arrivo del decreto attuativo sugli indennizzi “è di grandissima importanza per le imprese balneari. Ora è essenziale lavorare affinché gli indennizzi siano equi e proporzionati”, afferma l’associazione.
Sostiene Maurizio Rustignoli, presidente della Fiba: “Le dichiarazioni di oggi del ministro sono molto rilevanti. Anche perché chiarisce i tre filoni principali su cui si sta lavorando per la bozza di decreto. Il primo riguarda l’attualizzazione del valore delle imprese attraverso un percorso di rivalutazione. Il secondo è la garanzia che, in caso di vendita, i valori aggiornati vengano riconosciuti sotto forma di indennizzo. Il terzo è trovare un equilibrio nella modalità di erogazione di tale indennizzo, affinché il concessionario subentrante corrisponda quanto dovuto a quello uscente. Attualmente la legge prevede un indennizzo pari al 20% dell’importo stabilito, ma serve un percorso chiaro che ne garantisca l’applicazione e tuteli il concessionario uscente”.
Codacons: i veri indennizzi spettano ai consumatori
Naturalmente di diverso avviso sono le associazioni dei consumatori. Per il Codacons quando si parla di stabilimenti balneari e di turismo balneare “i veri indennizzi che il governo dovrebbe concedere sono quelli in favore dei consumatori, ingiustamente penalizzati dagli squilibri esistenti nel settore balneare e dai continui aumenti delle tariffe praticate dai lidi”.
“Il business degli stabilimenti balneari ha raggiunto in Italia la ragguardevole cifra di 10 miliardi di euro all’anno, ma nelle casse dello Stato attraverso i canoni entrano appena 115 milioni annui – denuncia il Codacons – I consumatori che utilizzano i servizi balneari hanno dovuto subire costanti aumenti dei prezzi e delle tariffe praticate dai lidi, al punto che la scorsa estate per affittare un ombrellone e due lettini durante il weekend in uno stabilimento standard, la spesa media in Italia si è attestata tra i 32 e i 35 euro al giorno, arrivando in alcuni casi a quota 700 euro al giorno nelle strutture di lusso”.
UNC: “Le spiagge sono dello Stato”
Per l’Unione Nazionale Consumatori è “no agli indennizzi”.
Spiega il presidente dell’associazione Massimiliano Dona: «Un regalo ai balneari inaccettabile e contrario a quanto richiede l’Ue. Salvini, non solo vuole far recuperare agli uscenti la quota non ammortizzata degli investimenti, cosa giusta, ma vuole costringere il nuovo concessionario a pagare quello vecchio pur di farlo sloggiare, come se fosse un negoziante che ha diritto all’avviamento. Un abuso bello e buono! Chi ha in concessione la spiaggia, infatti, non è il suo proprietario. Le spiagge sono dello Stato!».
Conclude Dona, ospite all’evento sul turismo balneare: «Insomma, dopo aver regalato per anni (in violazione della normativa europea) un bene pubblico a dei privati, ora Salvini vuole anche arricchirli, non solo a scapito degli entranti ma anche dei consumatori, visto che poi il nuovo gestore si rivarrà sui suoi clienti, aumentando i prezzi di ombrelloni e sedie sdraio, già ora alle stelle».

