vacanze a settembre

https://pixabay.com/it/photos/tenda-oceano-cielo-blu-campeggio-4880855/ Vacanze troppo care & povertà da vacanza nell'estate 2025 (Foto Pixabay)

Vacanze troppo care, aumento del costo della vita, problemi economici. Se la vacanza ormai è diventata un lusso, emerge sempre più netta una “povertà da vacanza” che riguarda quanti non possono permettersi di partire. E questa non ha solo la dimensione della rinuncia. C’è anche chi ricorre al prestito personale per partire. L’associazione Codici sottolinea le criticità di questa scelta: se la situazione economica della famiglie è precaria, il prestito per la vacanza è una soluzione che rischia di diventare pericolosa. Un’altra fonte di possibile sovraindebitamento.

Rinuncia alle vacanze per motivi economici

Un’indagine commissionata da Facile.it a EMG Different per l’estate 2025 evidenzia che almeno 8,4 milioni di italiani quest’estate rinunceranno alle vacanze, con il 69% che resterà a casa per ragioni di natura economica.

L’associazione Codici fa riferimento proprio a questi dati. Gli italiani che partiranno quest’anno, afferma ancora l’indagine, dovranno mettere in conto una spesa di  918 euro a testa solo considerando l’alloggio e i costi di trasporto. Una famiglia di 3 persone, al netto del cibo e di tutte le altre spese legate alla vacanza, dovrà quindi mettere in conto una spesa di almeno 2.700 euro. Fra chi non parte per motivi economici, quasi la metà (48%) spiega di non essere riuscito a risparmiare a sufficienza per l’aumento generale del costo della vita, mentre il 20% rinuncerà poiché i prezzi di viaggi e vacanze sono diventati ormai insostenibili.

La stessa indagine evidenzia che tanti, per non rinunciare alla vacanza, fanno ricorso a un prestito personale. Secondo le stime di Facile.it e Prestiti.it, nei primi 5 mesi dell’anno sono stati erogati 220 milioni di euro per pagare viaggi e vacanze. Chi si è rivolto ad una società di credito per questa ragione ha chiesto, in media, poco più di 5.500 euro da restituire in 4 anni.

Vacanze, ormai un privilegio

Le vacanze estive stanno diventando un privilegio per poche persone.

Spiega Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici: «Il fenomeno della cosiddetta povertà da vacanza sta registrando un aumento preoccupante. C’è chi non è riuscito a risparmiare a sufficienza nel corso dell’anno a causa dell’aumento generale del costo della vita, chi ha deciso di rinunciare a partire perché i prezzi dei viaggi sono diventati insostenibili e chi, ancora, ha avuto un imprevisto economico, spesso legato al lavoro. Crisi, inflazione ed aumenti: siamo di fronte ad un’economia sempre più diseguale e questo può avere conseguenze drammatiche se non si interviene per invertire la rotta».

Rischio sovraindebitamento

La strategia di ricorrere al prestito è sempre più diffusa ma nasconde non poche criticità.

Per Manfredi Zammataro, Responsabile del settore Sovraindebitamento di Codici, «il problema è che questa modalità gode di una pubblicità che non spiega quello che può accadere se subentra un imprevisto. Pensiamo ad una spesa che non era stata preventiva, un problema con il lavoro oppure anche una multa. Ecco, se un bilancio che già non era saldissimo registra un episodio del genere, il prestito per andare in vacanza può causare grandi difficoltà. Per questo noi consigliamo sempre di ragionare attentamente sulle spese da fare, perché da un prestito può scaturire una situazione di sofferenza economica imprevista, un indebitamento a cui è poi difficile far fronte».

Vacanze troppo care

Nel frattempo le stime diffuse nei giorni scorsi parlano di circa 36 milioni di italiani fuori casa e di una percentuale consistente – il 49,2% della popolazione – che non farà vacanza fra giugno, nel 54,8% rimanendo a casa per mancanza di liquidità.

«Il dato di Federalberghi, secondo il quale il 54,8% di chi resta a casa, non andrà in vacanza per mancanza di liquidità, è drammatico – commenta il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona – Dipende certo e in primo luogo dagli stipendi che sono rimasti per troppi anni al palo, poi dal carovita che ha colpito anche le spese obbligate come quelle alimentari e le bollette di luce e gas, ma anche dalle vacanze che sono diventate troppo care per troppi italiani».

Aumentano sì i voli internazionali e nazionali, riconosce l’UNC, ma anche una serie di voci che fanno la differenza per chi sceglierebbe un turismo a costi inferiori: chi vorrebbe andare in campeggio, spiega l’associazione, si è ritrovato un rincaro mensile del 15,7%; per andare in piscina, in palestra o in uno stabilimento balneare si paga l’8,1% in più rispetto a giugno 2024, mentre i parchi di divertimento sono più cari dell’1,7%. «Persino comperare un gelato costa il 4,6% in più rispetto allo scorso anno», spiega Dona.

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