Vacanze sulla neve, i dati di Federalberghi (Foto Pixabay)

Vacanze sulla neve per quasi 9 milioni di italiani fra gennaio e marzo e prima della pausa di Pasqua. Fra weekend e settimana bianca, le vacanze sulle neve muovono un giro d’affari di 6,1 miliardi di euro, dei quali 4,3 miliardi sono relativi alle settimane bianche. Ma sembra emergere una certa spaccatura fra gli italiani che sono andati, o andranno, in settimana bianca e chi invece sulla neve starà solo per il weekend. Fra questi ultimi, infatti, sembra pesare un po’ di più il rincaro dei prezzi, se è vero che “il 60% dei vacanzieri del fine settimana che sono stati condizionati dall’inflazione sulle scelte per la vacanza, ha rinunciato alla settimana bianca a causa dell’aumento dei prezzi”.

È quanto emerge dai numeri delle vacanze sulle neve secondo il rapporto realizzato da Tecnè per conto della Federalberghi. Un altro elemento che pesa sul movimento turistico delle neve sono di sicuro le scarse nevicate che finora ci sono state sull’Appennino, la destinazione più gettonata fra quanti concentrano la mini vacanza durante il fine settimana. Comprensibilmente, chi può concedersi la settimana bianca si dirige verso il Nord Italia.

Vacanze sulle neve, in movimento 8,9 milioni di italiani

La montagna, dice l’analisi di Federalberghi, vedono in movimento 8,9 milioni di italiani che hanno trascorso o trascorreranno una vacanza sulla neve tra gennaio e marzo 2024. Di questi, 6,5 milioni hanno effettuato o effettueranno la classica settimana bianca, mentre circa 2,4 milioni hanno scelto di concentrare le proprie vacanze nei week end.

La fotografia delle vacanze sulle neve degli italiani è presto detta. Spiega Federalberghi: “Prenotano con un anticipo di almeno un mese e scelgono principalmente il soggiorno in hotel; si dedicano allo sci ed in generale ad attività sportive, a passeggiate e ad esperienze legate ad eventi enogastronomici; sono pronti a rinunciare a località troppo care per via della minore capacità di spesa, ma non alla possibilità di fare un soggiorno in montagna, magari aggiustando il tiro per evitare di sforare con il budget; prediligono le destinazioni del Nord Italia soprattutto per la settimana bianca; per lo sci nel week end le località montane del Centro Sud recuperano, laddove la performance è stata penalizzata dalle scarse nevicate sull’Appennino. Ma soprattutto: solo il 4,5% di essi ha scelto di recarsi all’estero”.

 

Federalberghi vacanze sulla neve 2024

 

Focus sulla settimana bianca

La settimana bianca vede quasi tutti (95,%) rimanere in Italia. Nei confini nazionali, il 72,6% dei vacanzieri si reca nelle regioni settentrionali e solo il 22,9% in quelle centro-meridionali anche a causa delle scarse nevicate sull’Appennino.

La spesa media per la settimana bianca è di 670 euro per persona. La maggioranza delle prenotazioni è fatta con largo anticipo: il 41,2% un mese prima, l’8,1% un mese e mezzo prima, il 10,6% due mesi prima e tra tre e quattro mesi prima il 4,5%.

Le mete di destinazione per la settimana bianca vengono scelte soprattutto in base alla bellezza naturale (73,4%) e alle caratteristiche che rendono la località ideale per divertirsi (22,9%). Dei 6,5 milioni di italiani che hanno fatto o faranno una settimana bianca, 700 mila si concederanno inoltre almeno un week end sulla neve.

Weekend sulla neve, ecco come

Diverso il quadro per il weekend sulla neve. Il 38,6% dei vacanzieri si reca nelle regioni centro-meridionali e il 61,4% in quelle settentrionali. La spesa media è di 257 euro a persona e in questo caso si decide di partire con poco preavviso. I vacanzieri del weekend prenotano a ridosso della vacanza: il 41,3% tre settimane prima e il 41,4% quindici giorni prima.

Fra i criteri che guidano la scelta della località di montagna ci sono in questo caso la sua facilità di raggiungimento (67,2%) seguita dalle bellezze naturali che offre (52,6%).

Pesa l’aumento dei prezzi che ha portato molti a rinunciare alla settimana bianca e optare per il weekend sulla neve. Tra gli individui intervistati che non andranno in vacanza, il 59,7% ha rivelato di non partire per motivi economici; il 18,1% per l’aumento dei prezzi ed un altro 14,8% per motivi familiari.

«Per noi è una bella conferma che arriva a ridosso della Pasqua, il che fa ben sperare – commenta il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca – Abbiamo avuto momenti di difficoltà, temendo che il turismo invernale potesse essere penalizzato in termini di performance dalle scarse nevicate. La diretta conseguenza è evidente soprattutto per ciò che riguarda l’Appennino. Attualmente le cime sono ben innevate e lo scenario potrebbe cambiare».

«Ciò che gioca contro la prospettiva di vacanza, di qualsiasi periodo si voglia parlare, è purtroppo l’impatto della minore capacità di spesa – aggiunge però il presidente di Federalberghi – Secondo la nostra indagine, sette italiani su dieci hanno dovuto fare i conti con i rincari, orientando diversamente le proprie scelte. E per noi questa non potrà mai essere una buona notizia».

Vacanze sulla neve, Assoutenti: 3 milioni rinunciano

Assoutenti spiega che “3 milioni di italiani rinunciano alle vacanze sulla neve” per una perdita in termini di giro d’affari del settore pari a 3,5 miliardi di euro sul 2023 .

Il caro neve ha portato molti a rinunciare alle vacanze o a tagliare sensibilmente la spesa durante il periodo di villeggiatura, afferma l’associazione, che riporta il dato dei vacanzieri dello scorso anno – erano 12 milioni.

«Gli italiani hanno reagito al caro-neve rinunciando alle vacanze o tagliando sensibilmente la spesa durante il periodo di villeggiatura – spiega il presidente Gabriele Melluso – La classica settimana bianca è diventata infatti sempre più un salasso a causa della valanga di rincari che si è abbattuta su tutto il comparto della montagna. Le tariffe degli skipass, ad esempio, sono aumentate nel 2024 del +8,1% sulle Dolomiti, del +6,5% a Courmayeur, +7,7% a Bormio e +7,6% a Livigno, e rispetto al 2021 per il biglietto giornaliero gli aumenti dello skipass hanno raggiunto addirittura il +22,1% a Livigno +21,7% a Bormio +19,4% sulle Dolomiti, +16% a Courmayeur».


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