Bonus auto elettriche, Codacons: c'è una falla nell'ecoincentivo (Foto Pixabay)

C’è una falla nel sistema per chiedere il bonus auto elettriche, un “pasticcio all’italiana” che potrebbe portare a diversi contenziosi legali contro lo Stato. A denunciarlo è il Codacons che torna sul bonus auto elettriche e sui requisiti per richiederlo. Mercoledì 22 ottobre partirà ufficialmente la piattaforma online per la presentazione delle domande da parte di cittadini e microimprese per la richiesta del contributo per veicoli elettrici. La “falla” che incombe sulla normativa, spiega il Codacons, riguarda il requisito della residenza in una zona urbana funzionale (o Fua, Functional Urban Area) e soprattutto l’aggiornamento dell’elenco delle Fua. Che l’Istat farà a novembre.

Bonus auto elettriche, la zona urbana funzionale

Il bonus auto elettriche prevede misure per incentivare l’acquisto di auto elettriche con un contributo che può arrivare fino a 11 mila euro per i privati. L’obiettivo è incentivare la sostituzione dei vecchi veicoli termici con la rottamazione di vetture fino a Euro 5 e l’acquisto di un’auto elettrica nuova entro il 30 giugno 2026. Un requisito fondamentale – sul quale da subito il Codacons è stato critico – riguarda la residenza, o la sede legale, in una zona urbana funzionale (FUA) definita dall’Istat. Sono aree composte da una città con una popolazione di almeno 50 mila abitanti e dal suo aggregato di comuni contigui con relativo pendolarismo per motivi di lavoro.

La domanda per il bonus auto elettriche 2025 potrà essere inoltrata telematicamente (dal portale governativo del MASE) a partire dalle ore 12:00 di mercoledì 22 ottobre 2025. L’accesso dovrà esser completato con un metodo di autenticazione digitale (CNS, CIE oppure SPID). Sul portale c’è anche la possibilità di verificare se il proprio comune di residenza rientra in una Fua. Per i privati, possono accedere al programma persone fisiche residenti in aree urbane funzionali (FUA – Fonte ISTAT) con ISEE inferiore o pari a 40.000 euro, e gli incentivi sono ammissibili per l’acquisto di nuovi veicoli elettrici di categoria M1 previa rottamazione di un veicolo della medesima categoria omologato in una classe fino a Euro 5.

A novembre l’aggiornamento delle Fua

L’attuale elenco delle Fua, spiega il Codacons, ne conta 83 per un totale di 1.892 Comuni ed è stilato sulla base del Censimento generale della popolazione 2011.

“Ma il prossimo 15 novembre l’Istat dovrà aggiornare tale elenco, inserendo nuovi Comuni ed eliminandone altri, sulla base del censimento del 2021 – afferma il Codacons – Ciò comporterà una doppia criticità: chi oggi risiede in un Comune che solo a novembre sarà inserito nel nuovo elenco Fua, non potrà accedere al bonus auto elettriche che scatta il 22 ottobre, non possedendo allo stato attuale il requisito previsto dalla normativa. Al contrario, chi oggi vive in un Comune Fua che da novembre sarà escluso dal nuovo elenco, godrà dell’incentivo pur decadendo a breve il requisito della residenza nella zona urbana funzionale”.

Si tratta di una falla nel sistema del bonus auto elettriche, spiega il Codacons, considerato che “i fondi stanziati per il bonus auto elettriche, che può arrivare fino a 11mila euro a cittadino, sono destinati ad esaurirsi in pochi giorni, e molti utenti rimarranno a mani vuote. Un pasticcio che rischia da un lato di escludere ingiustamente dall’incentivo chi ne avrebbe pieno diritto, dall’altro di portare a un enorme contenzioso legale contro lo Stato Italiano”.

L’associazione chiede allora al Governo di rimandare la partenza del bonus auto elettriche a novembre, quando sarà pubblicato il nuovo elenco Istat dei Comuni che rientrano nella zona urbana funzionale.

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