“La Consob deve operare con più attivismo a tutela dei risparmiatori, dimostrando la sua piena indipendenza, coinvolgendo in modo più fattivo i rappresentanti dei soli soggetti nel cui interesse essa è chiamata ad operare (i Risparmiatori) e relegando al giusto ruolo quelli, certo più numerosi e, forse, con maggiori capacità di “persuasione”, dei soggetti che deve vigilare”. E’ la richiesta di Federconsumatori e Adusbef preoccupati dal ruolo passivo che negli ultimi tempi sta svolgendo la Commissione.Essa, infatti – spiegano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – è de facto assente dai tavoli nazionali e internazionali ove vengono assunte le decisioni di coordinamento di policy e dove vengono approntati i rimedi con cui fronteggiare la grave crisi finanziaria che stiamo vivendo.
Ma a destare maggiori timori nelle due Associazioni è “il grande attivismo interno” alla Consob: continue riorganizzazioni, assunzioni a contratto di personale di “fiducia”, assunzione di decisioni palesemente illegittime, scelte non conformi a criteri di efficienza, ingessamento della struttura amministrativa con incremento dei livelli decisionali, creazione di nuovi uffici (di dubbia utilità) con incremento dei centri di costo.
In particolare, secondo i Presidenti “è inspiegabile la scelta di smantellare le struttura di supporto alla Camera di Conciliazione e Arbitrato che sino ad oggi aveva così proficuamente operato. Non potendo supporre che la scelta sia dettata dal desiderio di “addomesticare” l’attività della nuova Camera (che, si ricorda, è ora composto da personale interno alla Consob e, quindi, dipendente dalla Commissione), reputiamo che meglio sarebbe stato dare continuità all’azione sino ad ora svolta”.


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