Orientati alla sharing mobility, propensi all’uso dell’auto elettrica, in gran parte favorevoli a introdurre un divieto di vendita delle automobili diesel e benzina entro il 2025: ecco gli italiani dei trasporti sostenibili fotografati dal rapporto presentato oggi al Forum QualEnergia dall’indagine realizzata da Lorien Consulting in collaborazione con La Nuova Ecologia. Un quinto degli italiani si affida a car sharing e auto a noleggio e aumenta la propensione verso l’auto elettrica.

Il rapporto è stato presentato oggi, in occasione della seconda giornata di lavori del Forum QualEnergia. Il Forum, intitolato “2030: che clima che fa”, è organizzato da Legambiente, La Nuova Ecologia, Kyoto Club in partenariato con Cobat, consorzio nazionale raccolta e riciclo (a Roma il 23 e 24 novembre e a Terni il 25 novembre) per mettere a confronto il mondo delle imprese e delle istituzioni, della ricerca e delle associazioni sullo scenario energetico del nostro Paese e di tutta l’Europa dopo la conferenza sul clima di Marrakech e sui cambiamenti necessari. “Perché ora che dalla COP22 è arrivata la conferma da parte di tutti i sottoscrittori dell’impegno preso nella direzione prevista dall’Accordo di Parigi sul clima, fissare obiettivi ambiziosi al 2030 per i paesi dell’Unione, a cominciare dal nostro, diventa fondamentale”, dicono i promotori dell’iniziativa.

car sharingIl sondaggio ha evidenziato che gli italiani utilizzano 3,2 mezzi ciascuno, prediligendo per il 92% le auto proprie. Ma chi utilizza la propria macchina usa spesso anche i mezzi pubblici urbani o extraurbani (69%) e per il 20% opzioni di sharing mobility, come il car pooling, il car sharing e le auto a noleggio, e il 37% degli intervistati ha dichiarato di usare la bicicletta. L’automobile elettrica viene considerata la più sostenibile, mentre in generale gli italiani si dicono decisamente favorevoli (72%) a estendere all’Europa e all’Italia la proposta olandese di vietare la vendita delle auto a benzina o diesel entro il 2025; il 23% lo è addirittura “molto”.

Ma sarebbero disposti a spendere qualcosa in più, pur di acquistare un’auto sostenibile, a parità di prestazioni? Il 78% dice di sì, affermando di essere disponibile a spendere in media l’11% in più del costo delle auto maggiormente inquinanti. C’è poi un 32% disposto a spendere ancora di più. Naturalmente tutto sarebbe più facile con adeguati incentivi, come un costo inferiore della ricarica, incentivi fiscali per l’acquisto dell’auto elettrica, un rifornimento più facile da reperire. Sostiene Rossella Muroni, presidente di Legambiente: “Siamo il paese al mondo con più automobili a disposizione, 65 ogni 100 abitanti, però negli anni di crisi, disoccupazione e caro benzina, sono calati gli spostamenti di anziani, giovani e disoccupati, soprattutto quelli di relazione e tempo libero. Solo una piccola parte della popolazione ha trovato alternative credibili nei mezzi pubblici, nella bicicletta e nei nuovi servizi in sharing. Le nuove tecnologie e la mobilità elettrica sono la risposta alla libertà di movimento del futuro, ma solo se i sindaci delle città sanno orientarne lo sviluppo”. Qualche paese è naturalmente più avanti.“Norvegia, Danimarca e Olanda mettono a punto piani e strategie per vietare la vendita di auto a benzina e diesel entro il 2025 – ha aggiunto Andrea Poggio, responsabile Mobilità Sostenibile Legambiente – Milano, come Parigi e altre città europee, sta vietando la circolazione dei diesel più vecchi di 10 anni. Legambiente ha proposto al governo un piano analogo per uscire dalla mobilità petrolifera e inquinante in pochi anni: come? In due anni mille treni pendolari, 10 mila autobus elettrici o a biometano, 100 mila auto elettriche (taxi, car sharing e flotte aziendali) e un milione di biciclette a pedalata assistita”.

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