La vicenda di risparmio tradito che vede protagonista Poste Italiane e numerosi sui correntisti sembra presentare tutti gli elementi perché ci possa essere un lieto fine. posteNella giornata di ieri, Poste Italiane ha diffuso una nota ufficiale in cui precisava le azioni che la società intende portare avanti per risarcire i risparmiatori del danno subito con il farraginoso investimento nel Fondo Invest Real Security. Come già annunciato in precedenza, Poste si impegna a riconoscere in contanti la differenza di capitale perso ai risparmiatori che hanno un’età superiore agli 80 anni, mentre agli altri clienti viene proposta la sottoscrizione di una polizza Vita Ramo I di cinque anni cui si aggiunge un contributo integrativo. Poste Italiane annuncia inoltre un regolamento di conciliazione paritetica con le associazioni dei consumatori.

Nonostante la buona volontà dimostrata da Poste avviando il Tavolo paritetico, la questione appare comunque delicata: ogni investitore ha infatti un profilo di rischio diverso, che dovrà essere valutato ed esaminato, caso per caso, per stabilire chi avrà diritto al rimborso e in che misura.

Rete Consumatori Italia (che riunisce le associazioni di consumatori Assoutenti, Casa del Consumatore e Codici)  per supportare e tutelare tutti i risparmiatori che hanno sottoscritto i fondi immobiliari collocati da Poste Italiane nel periodo tra il 2002 e il 2005, oggetto del crollo. Rete Consumatori Italia ha già predisposto un modulo di adesione, da compilare con i propri dati e le informazioni relative al proprio investimento. Aderendo all’iniziativa, i risparmiatori saranno informati sugli sviluppi della situazione e sulle azioni, contenziose o conciliative, individuali o collettive, promosse dal Comitato per il recupero delle somme investite.

“Adiconsum”, dichiara Walter Meazza, presidente dell’associazione, “ritiene che anche i risparmiatori in stato di difficoltà economiche debbano ricevere il pagamento in contanti”. L’associazione propone pertanto a Poste di proseguire al più presto la procedura di conciliazione paritetica per affrontare tali situazioni, definendo insieme i criteri da adottare come ad esempio la presenza di persone non autosufficienti, la perdita del lavoro o la fine della cassa integrazione, la soglia ISEE.


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