Ammessa un’azione di classe contro la Banca della Campania Spa. Il Tribunale di Napoli (II sezione civile), con l’ordinanza del 16 novembre 2011, pubblicata il 9 dicembre, ha dichiarato ammissibile la class action contro la Banca della Campania S.p.a. – ai sensi dell’articolo 140 bis “azione di classe” – del decreto legge 206/2005 (Codice del consumo), come modificato dalla legge n. 99/2009. Sotto accusa c’è la clausola chiamata  “commissione mancanza fondi”, assimilabile a una commissione di massimo scoperto e adottata in via unilaterale. Il ricorso, informa il Ministero dello Sviluppo economico, è stato proposto da Assoconsum ONLUS, in favore di due titolari di conto corrente “non affidato” della Banca, al fine di dimostrare l’illegittimità della clausola denominata “commissione mancanza fondi”, perché identica all’abolita “commissione di massimo scoperto” e che comunque viola l’articolo 18 del T.U.B. in quanto adottata in via unilaterale mediante comunicazione al cliente. Il Tribunale ha ammesso la domanda in relazione ai diritti individuali riconoscibili a tutti i contraenti della Banca della Campania, titolari di conti “non affidati”, che abbiano ricevuto comunicazione ex articolo 18 T.U.B., per l’applicazione della commissione mancanza fondi. Gli atti di adesione da parte di altri correntisti di conti non affidati della Banca, che abbiano ricevuto la comunicazione per l’applicazione di tale commissione, possono essere depositati entro il 9 giugno 2012 presso la cancelleria del Tribunale di Napoli.


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