Ambiente: stop a microplastiche nei cosmetici e cotton fioc non biodegradabili

Stop alla commercializzazione dei cotton fioc non biodegradabili a partire dal 2019 e divieto di usare microplastiche nei cosmetici dal 2020. L’emendamento alla legge di Bilancio approvato nei giorni scorsi e presentato dal presidente della Commissione Ambiente Ermete Realacci pone l’Italia in prima linea nella lotta a questa forma di inquinamento, tanto più invasiva e pericolosa quanto più spesso sottovalutata. “Una vittoria contro il #marinelitter: primi al mondo a dire stop ai #cottonfioc non biodegradabili e alle #microplastiche nei cosmetici. Approvato il mio emendamento a #LeggediBilancio”: così Ermete Realacci ha annunciato il via libera su twitter.

Le nuove norme prevedono dunque l’uso di cotton fioc biodegradabili e compostabili e il divieto di produzione e vendita di quelli col supporto in plastica. Sulle confezioni bisognerà dare informazioni chiare sul corretto smaltimento dei bastoncini e citare in maniera esplicita il divieto di gettarli nei servizi igienici. Previsto anche il divieto di mettere in commercio cosmetici contenenti microplastiche. La dimensione del problema legato all’inquinamento da plastica in mare è ben reso dall’Enea, che ha stimato la presenza sulle spiagge italiane di almeno cento milioni di cotton fioc. “Secondo alcuni studi, – ha detto ancora l’Enea – sono 700mila le microfibre di plastica scaricate in mare da un solo lavaggio di lavatrice e 24 le tonnellate di microplastica provenienti dai prodotti cosmetici di uso quotidiano che ogni giorno riversiamo nei mari europei e che entrano nella catena alimentare”.

Dal Ministero dell’Ambiente è arrivato l’impegno a “campagne educative e di sensibilizzazione pubblica”, ha annunciato il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.Oggi l’Italia dà uno straordinario segnale all’Europa contro l’invasione delle plastiche e microplastiche nei nostri mari – ha commentato Galletti – L’emendamento che vieta non solo dal primo gennaio 2019 la commercializzazione di cotton fioc contenenti plastica, ma che estende questo divieto dall’anno successivo anche ai cosmetici contenenti microplastiche, è il coronamento di un grande lavoro che ci pone tra i Paesi guida del continente contro il marine litter”. Per Galletti, dunque, “sull’inquinamento da plastiche e microplastiche l’Italia si pone in una posizione avanzatissima, rispondendo con i fatti a un fenomeno all’allarmante, che nuoce alla biodiversità e alla qualità delle nostre acque”.

“Se vogliamo lasciare alle future generazioni oceani più puliti e senza le tracce tossiche del nostro ‘passaggio’ questa è la strada giusta ed è un bel segnale il fatto che l’Italia faccia la sua parte – ha commentato il WWF – I prossimi passi dovranno riguardare altri prodotti di largo consumo: per questo ci auguriamo che vi siano presto altre iniziative in questo senso. L’urgenza è tale da spingerci a cambiare  da subito i nostri comportamenti  facendo le scelte giuste. La plastica è un vero e proprio highlander, quella prodotta 50 anni fa è ancora tra noi. La tecnologia ha ormai messo a disposizione soluzioni alternative all’usa e getta, lo stesso vale per i prodotti cosmetici naturali e molti altri prodotti di uso quotidiano”.

Una recente indagine dell’associazione MedSharks sulla microplastica contenuta nei cosmetici in vendita in Italia si è concentrata sul polietilene che, secondo l’Associazione europea dei produttori cosmetici Cosmetics Europe, rappresenta il 94% delle microplastiche contenute nei prodotti cosmetici. La ricerca ha riguardato 81 prodotti di 37 aziende cosmetiche che contengono polietilene. Nella maggior parte dei casi (80%) si tratta di prodotti da risciacquo (esfolianti per corpo e viso, saponi struccanti e un prodotto antiforfora); il polietilene è presente anche in creme per donna e per uomo. In metà di questi prodotti, il polietilene è inserito nelle prime quattro posizioni degli ingredienti, dopo l’acqua. Lo studio fatto su un solo prodotto che aveva il polietilene come principale ingrediente dopo l’acqua ha stimato che in un flacone da 250 ml ci sarebbero circa 750.000 frammenti di polietilene, per un peso totale di 12 grammi.

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