Cittadinanzattiva: Gaudioso nuovo segretario generale

Antonio Gaudioso nuovo segretario generale di Cittadinanzattiva, Marco Frey nuovo presidente dell’associazione. Sono le due elezioni che hanno chiuso il IV congresso nazionale dell’associazione, che si è svolto nel fine settimana a Chianciano Terme sul tema “Italia: punto e a capo. Innovazione, costruzione e  fiducia”. Nel corso del congresso è stato firmato un protocollo d’intesa fra Cittadinanzattiva e Anci (Associazione nazionale comuni italiani) per la valutazione dei servizi pubblici locali e la prevenzione della corruzione nei Comuni. L’obiettivo dell’intesa è di promuovere trasparenza e pratiche di valutazione civica per migliorare la qualità e l’accessibilità dei servizi e di diffondere la cultura della legalità.

Ma chi sono i due eletti? Antonio Gaudioso, 40 anni a luglio, laureato in Scienze politiche, succede a Teresa Petrangolini. Da 16 anni nel movimento, Gaudioso ha ricoperto dal 2002 l’incarico di vicesegretario generale di Cittadinanzattiva, si è occupato a lungo di raccolta fondi e di politiche europee. È stato fra i promotori di un percorso di responsabilità sociale di impresa a livello nazionale ed internazionale, contribuendo alla costituzione del Global Compact Network Italia. Marco Frey, laureato nel 1986 in Discipline Economiche e Sociali all’Università Bocconi, professore ordinario presso la Scuola Superiore S. Anna di Pisa, subentra ad Alessio Terzi. Frey è da tempo impegnato nel mondo universitario, in quello civico e a supporto delle Istituzioni sui temi della tutela e della salvaguardia dell’ambiente, nella tutela dei diritti umani e nella lotta alla corruzione, sulle questioni inerenti la sicurezza e salute sul lavoro.

Il congresso dell’associazione ha individuato le priorità di intervento nei prossimi anni. Si tratta di legare le politiche di promozione e tutela dei diritti alle nuove istanze sociali, di centrare l’attenzione sulla lotta per la legalità e contro la corruzione per rafforzare il servizio giustizia, di rafforzare le politiche di tutela della salute affrontando in maniera incisiva il tema dell’accesso e la qualità delle cure e il legame tra salute e ambiente di vita. Ancora: l’associazione vuole richiamare governo e regioni a interventi concreti sul tema delle politiche sociali e far sì che gli amministratori di beni e servizi pubblici condividano il punto di vista civico nella loro azione.

Durante il congresso, all’insegna della trasparenza e dell’apertura dei Comuni alla valutazione civica, Cittadinanzattiva e Anci hanno firmato un protocollo d’intesa che ha l’obiettivo, informa l’associazione, di “promuovere la trasparenza, sostenere la diffusione di pratiche di valutazione civica per il miglioramento della qualità, dell’efficacia e dell’accessibilità dei servizi resi dalle amministrazioni pubbliche locali,  diffondere la cultura della legalità nelle istituzioni locali e nella società civile e adottare iniziative per la prevenzione del fenomeno della corruzione e di altri fenomeni ad essa collegati”.

“Nella sostanza, – ha spiegato Gaudioso – sperimenteremo grazie al sostegno dell’Anci, forme di partecipazione civica alla gestione e valutazione dei servizi pubblici locali, peraltro già previste da numerose leggi, entreremo nei bilanci per “orientare” le spese dei Comuni alle reali esigenze delle comunità locali, progetteremo nuovi strumenti per la lotta alla corruzione che così spesso dilaga ad esempio negli appalti, lavoreremo in sinergia con l’Anci per contribuire al rilancio del ruolo dei Comuni in estrema sofferenza per i tagli subiti negli ultimi anni”.

Secondo Giuseppe Cicala, delegato nazionale politiche legalità e trasparenza dell’Anci, che ha sottolineato l’importanza di agire in nome di “trasparenza, valutazione, legalità”, con il protocollo siglato “l’Anci stabilisce un rapporto continuativo con Cittadinanzattiva nella convinzione che un lavoro comune con la società civile organizzata faciliti anche la nostra missione di migliorare la qualità di vita dei cittadini e promuovere il benessere delle comunità locali. La raccolta delle buone pratiche di sussidiarietà attuate a livello locale ed orientate in tale direzione – ha aggiunto – diventano per noi patrimonio importante soprattutto in un momento in cui la scarsezza delle risorse a disposizione rende indispensabile l’individuazione delle priorità dal punto di vista delle comunità locali”.

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