Elezioni Lazio, Tar accoglie ricorso di MDC: fissare data entro 5 giorni

Entro 5 giorni la Presidente dimissionaria della Regione Lazio, Renata Polverini, deve indicare il giorno delle elezioni. E’ quanto ha deciso il Tar del Lazio accogliendo il ricorso del Movimento Difesa del Cittadino che aveva chiesto ai giudici di ordinare alla Polverini di fissare le elezioni regionali entro 90 giorni dallo scioglimento del Consiglio avvenuto il 28 settembre scorso, come stabilito dalla Corte Costituzionale. Salta quindi la possibilità di un election-day.

La Corte ha, infatti stabilito che “se una legge regionale prevede che l’indizione delle elezioni avvenga entro 90 giorni dallo scioglimento del Consiglio, ciò vuol dire che in quel termine le elezioni devono essere espletate, altrimenti sarebbe del tutto incostituzionale consentire che il Presidente dimissionario privi per un tempo ancora più lungo la Regione del suo legislatore (il Consiglio regionale) e di un governo con pieni poteri e democraticamente eletto”.

“La Corte costituzionale – ha evidenzato l’avv. Gianluigi Pellegrino che ha presentato l’esposto per MDC – già con la sentenza n. 196 del 2003 ha statuito che là dove la norma regionale impone al Presidente di Regione dimissionario di indire le elezioni entro tre mesi deve intendersi nel senso che le elezioni abbiano luogo e non siano solamente indette entro tale lasso di tempo”. “Inoltre – ha precisato Pellegrino – la Costituzione all’art. 126 e la relativa norma di attuazione prevedono che con DPR da adottarsi su iniziativa del Governo sia destituito il Presidente di Regione che incorra in gravi violazioni di legge. Inutile aggiungere che non c’è niente di più grave di negare le elezioni imposte dalla legge. Del resto è davvero assurdo quanto scandaloso che una presidente dimissionaria perpetri se stessa e quel Consiglio che a parole aveva detto di voler mandare a casa. Mentre ora proprio a quel Consiglio che ha fatto il sacco delle risorse pubbliche la Polverini vuol continuare a pagare lauti compensi per altri sette mesi”.

Anche il Consiglio dei Ministri dello scorso 26 ottobre aveva invitato Renata Polverini a fissare al più presto la data delle elezioni amministrative.

Ma la discussione si è arenata sulla possibilità di un election-day, cioè di un accorpamento in un unico giorno (verosimilmente il 7 aprile 2013) delle elezioni amministrative e di quelle politiche. Così la Regione Lazio si troverebbe con un “vuoto politico” di ben 7 mesi. “Il riferimento all’election day è una bufala – ha sostenuto l’avvocato Pellegrino – in quanto le Regioni avendo competenza legislativa primaria non possono assolutamente restare azzoppate oltre i 90 giorni imposti dalla Legge, il che costerebbe molto di più. E’ un attentato alla Costituzione così come lo sarebbe rinviare le elezioni delle Camere che pure in quel caso devono tenersi in un termine tassativo”.

“Questo pronunciamento del Tar fa giustizia di tutti gli arroganti “distinguo” che la Polverini e i suoi avvocati hanno sostenuto in queste settimaneha commentato il Presidente di MDC Antonio Longo – I cittadini si riappropriano del diritto di scegliere amministratori più onesti e più responsabili nella gestione dei fondi pubblici. Attendiamo nelle prossime ore che la Presidente dimissionaria ottemperi alla sentenza del Tar permettendo così alla politica nel più alto senso della parola di rientrare nella legalità, scandalosamente messa in discussione dal pervicace attaccamento alla poltrona, alle prebende e alla possibilità di nomine che questa giunta regionale fallimentare ha perseguito fino all’ultimo”.

“Se davvero la Presidente Polverini farà ricorso al Consiglio di Stato – aggiunge Longoriceverà un ulteriore schiaffone costituzionale di richiamo al rispetto della legalità e dei diritti dei cittadini di scegliersi nuovi amministratori”.

 

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