Polemica su dichiarazioni Borghezio, petizione per cacciarlo dal Parlamento UE

Fuori Borghezio dal Parlamento europeo. Dopo la polemica sulle dichiarazioni assurde del leghista Marco Borghezio contro il neo Ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge è nata la petizione #iostoconCecileKyenge, lanciata su change.org da Stefano Corradino, direttore di Articolo21, che da oltre 10 anni si batte per la libertà di espressione. A firmarla anche il direttore di Help Consumatori Antonio Longo e la redazione.

“Con questa petizione chiediamo che il Parlamento europeo favorisca le dimissioni dell’europarlamentare Borghezio o quantomeno attui nei suoi confronti i più pesanti provvedimenti disciplinari”. 

Si ricordano alcune frasi infelici pronunciate da Borghezio negli anni, del tipo: “Noi ai clandestini bastardi gli diamo il mille per mille di calci in culo  con la legge Bossi-Fini”; “Per noi il Meridione esiste solo come palla al piede, che ci portiamo dolorosamente appresso da 150 anni”.

Si ricorda che non parliamo di un cittadino comune ma di un rappresentante (di tutti) in una prestigiosa istituzione sovranazionale: il Parlamento europeo. E per di più membro della Commissione per le libertà civili.

Pochi giorni fa l’ennesimo insulto, delirante e razzista rivolto al neo  ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge: “Scelta del cazzo, ha la faccia da casalinga”. “Diciamo che io ho un pregiudizio favorevole ai  mitteleuropei. Kyenge fa il medico, gli abbiamo dato un posto in una Asl  che è stato tolto a qualche medico italiano”. “Questo è un governo del  bonga bonga”.

Nell’ottobre 2012 il Comitato norvegese del Nobel ha deciso di assegnare il premio per la Pace 2012 all’Unione Europea per il suo ruolo nei “progressi nella pace e nella riconciliazione” e per aver garantito “la democrazia e i diritti umani” nel Vecchio continente. Il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz nel commentare la notizia scrisse: “Noi, rappresentanti del Parlamento europeo, siamo profondamente emozionati… L’Unione europea è un progetto unico nella storia, ha sostituito la guerra con la pace, l’odio con la solidarietà…”. Le dichiarazioni del parlamentare europeo Mario Borghezio oltre ad essere  una grave offesa al neo ministro Cecile Kyenge dovrebbero essere  considerate un oltraggio al parlamento europeo, l’istituzione legislativa  della Ue e ai suoi principi fondanti.

Stefano Corradino ha affermato: “Libertà di espressione che non significa tuttavia licenza di insultare e oltraggiare. Per questo ho deciso di lanciare questa petizione per chiedere che il Parlamento europeo, il massimo consesso comunitario che rappresenta 500 milioni di cittadini prenda provvedimenti nei confronti del deputato Borghezio che con le sue dichiarazioni ingiuriose e razziste infanga la dignità delle istituzioni”.

5 Commenti a “Polemica su dichiarazioni Borghezio, petizione per cacciarlo dal Parlamento UE”

  1. Leo ha detto:

    Il pensiero e le parole di Borghezio, vilipendiano e continuano ad offendere la dignità dell’uomo nella sua essenza. Il popolo Italiano ha conferito a questo parlamentare il diritto di rappresentare il Nostro Paese in ambito Europeo nel rispetto delle leggi Nazionali e Internazionali, che sta disattendendo, anzi, forte di questo ruolo ne approfitta per esternare la sua vera natura filo nazista. Se dovessi fargli rivestire un ruolo in qualche fiction gli calzerebbe a pennello quello di ARES, Dio della guerra e della lotta che aderendo ad un complotto imbastito da ADE (Dio degli inferi) distrusse l’Olimpo con tutti gli Dei compreso suo padre ZEUS. Ma vi fu un paradosso, ARES venne ucciso da un mortale, KRATOS. Sig. Borghezio, anche se si crede d’esserlo non è un Dio, Ella è un mortale, o meglio, un comune mortale. Abbia rispetto per il suo prossimo e per i suoi simili, e, per essi le chiedo umilmente di avvicinarsi al Nostro vero DIO.

  2. Edgard ha detto:

    Le parole di Borghezio sono senzaltro da non condividere. Però Borghezio rappresenta una minoranza che lo ha votato democraticamente e che in questo momento storico si sta battendo contro “quel pensiero unico” che vorrebbe abolire il senso di appartenenza alle proprie comunità derubandole delle loro tradizioni per gettarlo in modo anonimo in un villaggio globale privo di valori aperto a tutte le forme di invasione violentando quelle convenzioni sociali di rispetto e amicizia, quelle regole comunemente accettate che garantivano la sicurezza nei propri paesi. Laddove, il posto di lavoro dei propri figli, un tempo garantito e ora è minacciato dai nuovi arrivati favoriti da forze politiche sindacali e religiose che incoraggiando il loro inserimento escludono di fatto dalle possibilità di sopravvivenza coloro che in quelle terre sono insediati da secoli. E si vedono soppiantare nelle graduatorie delle case ATER e nel lavoro costringendoli ad emigrare all’estero in una forma di deportazione strisciante rassegnati e vinti dalla inesorabile legge fisica: del “Dove sta un corpo non ne può stare un altro”:
    L’italia nel 1940 aveva 42 milioni di abitanti. La forza lavoro era costituita quasi esclusivamente da uomini. Le donne erano casalinghe e non sottraevano posti di lavoro agli uomini.
    Oggi siamo 60 milioni. Con uomini e anche donne italiane che reclamano il posto di lavoro, alle quali si aggiungono 5 milioni di extracomunitari sottopagati che fanno concorrenza sleale e sono protetti dalle “ONG” locali..
    Le parole di Borghezio non mi interessano.Raglio d’asino non va in Paradiso.
    Mi preoccupano invece i pifferai magici del buonismo assoluto e dell’integrazione forzata a danno delle polazioni indigene i quali raccolgono molto seguito nei palazzi di Bruxelles (molto meno tra la gente comune) , ma che rischiano di attivare reazioni che creano mostri, come accaduto nella civilissima, accoglientissima integratissima Norvegia dove la Kermesse dei giovani socialisti è finita disgraziatamente in tragedia.

  3. RENATA VILLA ha detto:

    sarebbe ora di cacciare Borghezio dal parlamento UE, è indegno che l’Italia sia rappresentata da un simile personaggio.

  4. mauro ha detto:

    Perché cacciarlo? In democrazia ogni uno ha il diritto di esprimersi come lui ritiene giusto.peccato pero che agli altri gli viene negato il diritto di tirare lo sciacquone e disinfettare il posto dove lui ha posato la faccia.

  5. Massimiliano Giusti ha detto:

    se nel 2013 siamo ancora a parlare di bianchi e neri, eterosessuali e omosessuali, di comunitari ed extra comunitari e non siamo invece a parlare di persone, di dignità delle persone, allora è un segno di grande malessere per l’umanità. Io vedo soltanto persone, e la cultura della diversità in cui sono stato cresciuto mi salva dalla rovina. Non mi illude dicendomi che siamo tutti uguali, perché non è vero: siamo molto diversi, ma in questa diversità sta la nostra ricchezza e la meraviglia che ne scaturisce. La cultura dell’uguaglianza produce mostri che nel momento in cui si accorgono delle diversità scatenano gli stermini. Siamo diversi, ma con pari dignità, paritetici diritti, poiché l’essere umano in quanto tale ha diritti, che possono essere brutalmente tolti, ma non concessi. Quando ci poniamo il problema se dare ai gay pari diritti come agli etero, commettiamo un crimine, poiché è nello stesso porsi il problema che operiamo una discriminazione, ritenendo noi superiori a coloro a cui benevolmente potremmo concedere diritti. Quando smetteremo di credere che le diversità siano ragione di discriminazione, invece che multiformi espressioni della stessa umanità, ci sarà più posto per l’intelligenza e meno per la stupidità. Così più persone intelligenti potranno rappresentarci e governarci, mettendo da parte quelle stupide. Il paradiso non può più attendere.