Mediaset, Antitrust sospende spot del Superquiz

L’Antitrust ha risposto: lo spot sul “superquiz” dalle domande fin troppo facili, che invece fa abbonare a un servizio per ricevere suonerie e loghi per cellulari, deve essere sospeso. L’Autorità ha deciso di sospendere lo spot pubblicitario dell’azienda David2 che, invitando a partecipare ad un ‘superquiz’ con domande semplicissime, propone in modo poco chiaro un abbonamento di 24,20 euro al mese. L’azienda ha ora cinque giorni per bloccare gli spot.

Come funziona? Si partecipa al quiz rispondendo a domande banali per vincere dei premi, ma in realtà si attiva un abbonamento. Naturalmente, tutto questo non è affatto chiaro al consumatore che incappa nel “concorso a premi”. Si pensa infatti di partecipare a un’estrazione per vincere un iPad, un iPhone e 500 euro di ricarica rispondendo tramite un sms e non si fa caso alle condizioni del servizio, scritte in caratteri molto piccoli, nelle quali si spiega che in realtà si attiva in automatico un abbonamento mensile. Una modalità di azione ormai comune e ripetutamente sanzionata dall’Autorità. Il caso è esploso proprio durante l’estate, quando in poco tempo quasi 10.000  cittadini hanno firmato la petizione lanciata dal sito Change.org contro la pubblicità, che fra l’altro va in onda da luglio sulle reti Mediaset.

Spiega l’Antitrust che l’azienda David2, già sanzionata per comportamenti simili, “ha ora cinque giorni di tempo per bloccare le campagne pubblicitarie lanciate su diverse emittenti televisive nazionali”. Insieme alla sospensione l’Antitrust ha inviato un procedimento per avviare la possibile scorrettezza di tale pratica commerciale. Secondo l’Autorità, infatti, lo spot mandato in onda “è in grado di indurre in errore il consumatore, convinto di partecipare al concorso a premi “SuperQuiz”, inviando la risposta giusta ad una domanda semplice con un sms. Con il messaggino, in realtà, il consumatore aderisce al servizio in abbonamento denominato “allyoucan”, per l’acquisto di prodotti digitali al costo di 24,20 euro mensili, da pagare con l’automatica decurtazione del credito telefonico del consumatore stesso”.

Lo spot è ambiguo e lacunoso su tutta una serie di fronti, dai potenziali premi all’estrazione differita al 2013, dal montepremi alle modalità di partecipazione. L’Antitrust ricorda che dal 2006 a oggi comportamenti di questo genere hanno già portato a quasi 10 milioni di euro di multe. L’Autorità ha infatti già adottato 26 provvedimenti sanzionatori, con multe per circa 9,6 milioni di euro nei confronti dei principali content service providers (quali, oltre a David2, Zero9, Neomobile, Buongiorno, Zeng, Dada, Flycell, Netsize, Zed,  One Italia) e degli operatori di telefonia mobile ritenuti spesso corresponsabili di pratiche commerciali scorrette, ingannevoli e aggressive.

Federconsumatori e Adusbef sottolineano che il meccanismo di tali spot è sempre lo stesso: in questo caso, dall’invito a scaricare la suoneria del momento si è passati al “quiz”, ma il risultato è sempre un abbonamento di fatto non richiesto. Positivo dunque il giudizio sull’intervento dell’Antitrust nei confronti di una pratica scorretta. “Si tratta di una doppia scorrettezza: da un lato si fa leva sulla crisi delle famiglie invitandole al gioco ed alle ‘vincite facili’, dall’altro si innesca un meccanismo ingannevole per prosciugare loro il credito telefonico”, dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. Che aggiungono: “ È intollerabile che spot come questi possano essere trasmessi sulle principali reti televisive nazionali. Ve bene l’intervento dell’Antitrust, ma è necessario prevenire tali casi piuttosto che intervenire a posteriori, quando il danno per molti cittadini è ormai già stato fatto. Questo è possibile solo attraverso un inasprimento delle sanzioni, che prevedano anche il ritiro delle autorizzazioni amministrative per questo genere di servizi”.

Le due associazioni annunciano la loro disponibilità ad assistere i consumatori e aggiungono che “a seguito della chiusura del procedimento dell’Antitrust, qualora vi sia una sanzione per pratica commerciale scorretta, forniremo tutta l’assistenza necessaria per l’avvio delle pratiche di rimborso di quanto pagato attivando inconsapevolmente l’abbonamento”.

Il provvedimento dell’Antitrust è stato preso a partire dalla petizione online lanciata dal sito www.change.org, da segnalazioni di consumatori e del Codacons. Che nell’esposto, ricorda l’associazione, “aveva  anche chiesto ‘apposita dichiarazione rettificativa del messaggio diffuso su tutte le reti televisive Mediaset, in particolare su Italia 1 e Rete 4 dove la  pubblicità ingannevole è andata ripetutamente in onda, in modo da impedire che la stessa continui a produrre effetti’. Se lo spot è andato in onda ripetutamente su reti televisivi nazionali, infatti, è su queste stesse reti che deve andare in onda la rettifica, con analoga frequenza e assillante ripetizione!”, spiega l’associazione.

Il Codacons si dichiara pronto ad azioni risarcitorie per tutelare i consumatori e chiede “una condanna esemplare, il massimo consentito dalla legge, considerato che l’azienda è recidiva e nel luglio scorso era già stata condannata dall’Autorità Antitrust (provvedimento n° 23675 del 30 luglio 2012) per pratica commerciale scorretta per una pubblicità similare fatta su internet. Ma, nonostante una condanna di 100.000 euro, l’azienda ha proseguito con i suoi metodi, questa volta sulle reti Mediaset”.

Un commento a “Mediaset, Antitrust sospende spot del Superquiz”

  1. NINO ha detto:

    Questa trappola Non mi meraviglia affatto,oramai in Italia si inventano di tutto per imbrogliare la gente.Ma non si tratta di casi singoli perchè anche grandi aziende come Vodafone,ENI, POSTE ITALIANE e simili infatti se devi presentare un reclamo der un disservizio o un modo per non liberarti da un contratto vessatorio limitano i contatti a scritture postati verso caselle postali,NON HANNO UNA MAIL proprio per non ricevere la posta certificata,i loro call center non sono in grado di risolvere nessun problema serio insomma si creano dei muri di gomma tutt’intorno per rendersi irragiungibili inoltre quando hanno torto si inventano di tutto per far passare mesi al fine di stancarti.Se ti contattano lo fanno solo per telefono il cui numero è accuratamente nascosto,risposte per iscritto non te ne mandano mai perchè si impegnerebbero troppo e via dicendo.Tutto ciò perchè usano solo la furbizia e non l’intelligenza.Fortunatamente ci sono istituzioni come Help Consumatori che riescono a difenderci